Evoluzione della Politica Monetaria della BCE: Dalla Crisi del 2008 al Quantitative Easing
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La Politica Monetaria della BCE e la Crisi Finanziaria
La crisi finanziaria, originata dal mercato dei mutui sub-prime negli Stati Uniti, si diffuse rapidamente a livello globale a causa dell’elevata integrazione finanziaria, causando un crollo della fiducia nei sistemi bancari, il blocco del mercato interbancario e un aumento dei tassi di interesse. Questo portò a una forte contrazione della domanda, del commercio internazionale e del PIL, provocando una recessione nell’eurozona a partire dal 2009.
La ripresa fu poi interrotta dalla crisi dei debiti sovrani, che causò un aumento dei tassi sui titoli pubblici e dei deficit nei paesi più indebitati, costringendo a politiche fiscali restrittive con ulteriori effetti negativi sul PIL. La BCE rispose inizialmente riducendo con ritardo il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali (ORP), aumentando il tasso nel luglio 2008 a causa dell’inflazione, ma dopo il fallimento della Lehman Brothers a settembre 2008 ridusse il tasso al 1%.
Nel 2011, con l’aumento dei prezzi delle materie prime, il tasso fu nuovamente aumentato, causando una nuova recessione. Tra il 2012 e il 2014 la BCE adottò una politica espansiva riducendo il tasso di policy fino allo 0,05% e portando il tasso sui depositi a -0,2%.
La Politica Monetaria Non Convenzionale
Nell’ambito dell’operato della BCE, tali misure divennero indispensabili e urgenti già dalla fine del 2008. Le principali azioni intraprese sono state:
Credit Easing e Operazioni di Rifinanziamento
- Credit Easing: Nel 2008 si ampliarono le attività da dare in garanzia alle banche ordinarie, includendo anche dei titoli tossici.
- LTRO (Longer Term Refinancing Operations): Nel 2009, operazioni a più lungo termine, da tre mesi a un anno.
- VLTRO (Very Longer Term Refinancing Operations): Nel 2011, operazioni di rifinanziamento lunghe, a tre anni.
- TLTRO (Targeted Longer Term Refinancing Operations): Nel 2014, operazioni ancora più lunghe (4 anni) al tasso repo + 0,10%.
Quantitative Easing (QE)
A partire dal 2015, il bilancio dell’Eurosistema è cresciuto per via di acquisti di titoli attraverso il Quantitative Easing. L’acquisto di titoli mensili era di 60 miliardi di euro al mese fino a dicembre 2018, e poi di nuovo da settembre 2019 per venti miliardi al mese.
Nel 2020, con l’emergenza coronavirus, si è arrivati a 80 miliardi mensili fino al dicembre del 2020; infine, venne messa in azione attraverso il credit easing anche la misura di PELTRO.
Forward Guidance
Questa è una strategia di comunicazione delle intenzioni della BCE volta ad aumentare la sua credibilità ed accrescere la fiducia da parte del mercato. Ricordiamo nel 2012 il celebre "Whatever it takes" di Mario Draghi, in occasione della previsione delle Outright Monetary Transactions (OMT), o nel 2014 con l’annuncio del Quantitative Easing.
Valutazione delle Politiche della BCE
Politiche Convenzionali
Per quanto riguarda le politiche convenzionali, la reazione della politica monetaria nel 2007 fu troppo tardiva, e i due aumenti dei tassi di interesse vennero considerati fuori luogo. Ci fu quindi una necessità di perseguire una serie di limitazioni dei consumi privati e di spese pubbliche, da parte dello Stato, per poter risanare il piano economico del paese.
Efficacia del Credit Easing e del Quantitative Easing
Il Credit Easing fu fondamentale per superare il blocco interbancario, in quanto ha permesso il ripristino della liquidità e della solvibilità del sistema bancario. Per quanto concerne la politica del Quantitative Easing, a seguito degli acquisti dei titoli da parte di una banca centrale, i tassi di interesse nominali a medio-lungo termine si sono ridotti.
Questa politica sembrerebbe aver stimolato la domanda aggregata e risollevato il tasso di inflazione che, alla fine del 2018, aveva raggiunto il 2%. Le misure non convenzionali, in particolare il Quantitative Easing, hanno funzionato in quanto accompagnate dalla Forward Guidance che ne ha anticipato gli effetti.
Il forte rallentamento dell'economia europea avvenuto nel 2019 ha spinto la BCE ancora una volta ad annunciare non solo il riavvio del programma di Quantitative Easing, ma anche il mantenimento, ancora per un lungo periodo, della politica del tasso di policy a livelli molto bassi.