Evoluzione Politica e Sociale delle Città Medievali: Potere e Stratificazione

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III.3. Il Governo della Città

L'autonomia politica delle città ha un'estensione variabile a seconda dei casi. Vi è una serie di situazioni intermedie tra la dipendenza della città inglese e l'autonomia delle città-stato italiane. Le franchigie urbane incidono sullo status degli individui: i cittadini possono godere delle libertà economiche. Il riscatto o l'acquisto dei diritti sui terreni urbani consente ai residenti di assumere un autogoverno totale o parziale.

Come risultato di queste differenze di autonomia politica, le città presentano diverse istituzioni urbane. Possiamo distinguere alcune caratteristiche comuni; il governo della città è costituito solitamente da tre livelli di responsabilità:

  • L'assemblea generale: composta da tutti i residenti o capifamiglia, teoricamente sovrana.
  • Il Consiglio: delibera su tutte le questioni relative alla gestione urbana.
  • Ramo esecutivo: le modalità di designazione di questi organismi combinano l'elezione, la cooptazione e il sorteggio.

Per ottenere l'autonomia politica, la città riacquista la sua unità. Si tratta di un'unità giuridica: la città diventa una comunità legale. Il sigillo, la cappa, la sala consiliare e la campana sono le manifestazioni più visibili dell'unità e della libertà della città. Questa unità è anche topografica: quando si costruiscono le mura, le autorità civili unificano i nuclei di insediamento in uno stesso spazio urbano.

III.4. Società Urbana

A) Formazione e Rinnovo del Patriziato Urbano

In ogni città, un pugno di uomini riserva a se stesso, allo stesso tempo, il potere politico e il dominio sociale. In Italia vengono chiamati magnati. Tradizionalmente, gli storici hanno creduto che coloro che monopolizzavano i consolati e gli altri alti uffici urbani nei secoli XI e XII fossero "uomini nuovi". Oggi sappiamo che questa classe deriva dal patriziato ministeriale primitivo e che è stata sottovalutata l'importanza della nobiltà cittadina.

I "cittadini cavalieri" dominano la vita urbana nel XII secolo. Essi sono solitamente i proprietari delle roccaforti cittadine, che utilizzano per assicurare il proprio potere sulla città. Di grande rilievo è anche l'importanza del clero urbano: i canonici del capitolo della cattedrale, il clero della "famiglia" del vescovo, i monaci dei monasteri istituiti in città o i parroci urbani.

Le lettere di franchigia formano un patriziato urbano dedicato, che arriva a fondere la vecchia nobiltà urbana, le famiglie ministeriali e le nuove classi mercantili. Queste alleanze possono essere rotte dalle rivalità e dalle lotte di fazione: nel XIII secolo, la borghesia d'affari tenta di rovesciare il governo del vecchio patriziato urbano. A Firenze i magnati sono al potere nel 1293, mentre a Gand e Bruges le rivolte dei "nuovi ricchi" incoraggiano gli artigiani a opporsi ai lignaggi antichi.

B) "Popolo Grasso" e "Popolo Minuto"

Sebbene alcuni storici ritengano che la società urbana medievale fosse egualitaria, essa era in realtà fortemente stratificata, e il denaro era il criterio primario di differenziazione sociale. Il patriziato basa il suo potere sul controllo della finanza pubblica e sulla distribuzione delle imposte. Quando si innesta il lavoro salariato, il debito degli artigiani diventa un fattore di dominazione.

Artigiani e piccoli commercianti, clero e personale subalterno formano un "popolo" la cui definizione sociale urbana è complessa per lo storico. Nei primi documenti fiscali, che appaiono alla fine del XIII secolo, i cittadini sono classificati in base alla loro aliquota fiscale. A volte, i meno abbienti sono registrati separatamente: sono i "minuti". La differenza tra "grassi" e "minuti" è spesso difficile da stabilire con precisione.

La specializzazione del lavoro in ogni quartiere differenzia la distribuzione dei gruppi sociali nello spazio urbano. Nelle grandi città, la difficoltà di alloggio aggrava le disuguaglianze sociali; si osserva la nascita di un mercato per gli alloggi in locazione. Tuttavia, esistono persone ancora più povere dei "minuti": coloro che non possono pagare alcuna tassa.

La città medievale deve prendersi cura dei suoi poveri, sviluppando gli ospedali urbani. L'ospedale medievale è una fondazione pia progettata per accogliere poveri, ammalati e pellegrini. Questa carità ha un beneficio sociale ed economico, poiché gli ospedali possiedono rendite immobiliari per il proprio sostentamento.

La società urbana è inserita in un quadro di socialità:

  • La famiglia: la prima cellula, la cui struttura dipende dal livello sociale. I clan aristocratici controllano la vita pubblica in alcune città, mentre la fragilità della famiglia artigiana la rende vulnerabile alle epidemie.
  • Il quartiere e la parrocchia: la tendenza all'associazionismo si esprime nella parrocchia, i cui confini spesso coincidono con quelli del quartiere. L'urbanistica consiliare ha talvolta creato luoghi pubblici di incontro, ma in generale lo spazio di relazione è il quartiere: dalla chiesa parrocchiale al cimitero, dal pozzo alla fonte pubblica, fino allo stabilimento balneare.
  • L'artigianato: la terza struttura fondamentale della socialità urbana e della produzione.

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