Evoluzione Politica e Sociale della Spagna Democratica (1982-2004)

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Cultura e atteggiamenti nella Spagna democratica

Le forme di vita conobbero una profonda trasformazione grazie alle nuove libertà che il paese stava vivendo. Il processo è stato spesso più veloce rispetto alla capacità di assimilazione delle grandi comunità, che si erano moltiplicate in modo tale da alimentare il conflitto, spesso acuito dalla crisi economica. Così, mentre i media cercavano di promuovere la pluralità delle informazioni, venivano pubblicate anche dichiarazioni in difesa dell'estrema destra o della sinistra radicale. La violenza di entrambi i settori (scontri nelle strade, nelle università e persino omicidi) e i movimenti popolari per motivi politici, nazionalisti o studenteschi furono abbondanti.

Le tendenze dei paesi sviluppati irruppero con forza, portando a volte a posizioni contrastanti, come nel caso della comparsa di scene erotiche nel cinema (il cosiddetto destape), film con un chiaro contenuto critico verso il passato regime e il tradizionalismo spagnolo (la censura fu abolita nel 1977) o l'approvazione della legge sul divorzio. Tutto questo fu il sintomo di un processo di liberalizzazione o di transizione sociale che correva parallelamente alle transizioni politiche ed economiche.

La cultura del disincanto e la modernizzazione

Quando il PSOE salì al potere nel 1982, il mondo della cultura subì un arresto dopo le grandi aspettative create dal crollo della dittatura; è quella che viene chiamata la cultura del disincanto. Successivamente, si avviò una modernizzazione e rivitalizzazione culturale inserita nel progetto di cambiamento; un buon esempio è la fondazione, nel 1986, del Centro de Arte Reina Sofía di Madrid. Sono anche gli anni della celebre "movida" madrileña.

Alla fine degli anni '80 tornò a diffondersi una certa delusione che portò al postmodernismo, in coincidenza con il crollo del blocco sovietico e delle grandi ideologie. Negli ultimi decenni si è verificato un certo intervento da parte dei governi nei mezzi di comunicazione, soprattutto nel settore audiovisivo (radio e televisione). Allo stesso tempo, si sono creati grandi gruppi editoriali che controllano stazioni radio, televisioni, giornali, riviste e case editrici, esercitando spesso pressioni politicizzate. Nel 1990 arrivò la televisione privata, ponendo fine al monopolio della TVE.

Cinema e Arti Visive

Nel 1984, una nuova legge sul cinema favorì una generazione di registi come Garci e Almodóvar, vincitori di premi Oscar, sebbene negli ultimi anni il numero di spettatori del cinema spagnolo sia sensibilmente diminuito. La democrazia è stata una fase di splendore artistico, con figure di rilievo come:

  • Artisti: Miquel Barceló, Eduardo Chillida e Antonio López.
  • Architetti e scultori: Rafael Moneo e Santiago Calatrava.

I governi democratici: sfide, riforme e cambiamenti

Il governo socialista (1982-1996)

Gli obiettivi fondamentali del PSOE, sotto la guida di Felipe González, furono:

  • La modernizzazione economica della Spagna attraverso la ristrutturazione del sistema produttivo.
  • L'estensione dello Stato sociale con l'espansione dei diritti e dei servizi di base (sanità, istruzione e previdenza sociale).
  • La democratizzazione delle istituzioni e l'integrazione nelle organizzazioni occidentali (NATO e Unione Europea).

L'adesione alla NATO fu confermata dopo un referendum nel 1986, mentre l'ingresso nella Comunità Economica Europea (oggi Unione Europea) avvenne nel gennaio dello stesso anno, dopo lunghi negoziati iniziati all'epoca di Suárez. Questo ingresso portò alla modifica di numerose leggi e regolamenti (creazione dell'IVA, norme doganali, standard di produzione, ecc.), favorendo la modernizzazione dell'economia e della società.

Riforma militare e lotta al terrorismo

Uno dei problemi più pressanti fu la riforma delle forze armate, con lo scopo di modernizzarle e porre fine ai tentativi di colpo di stato (come l'operazione "Galassia" o il 23-F). Una legge del 1984 stabilì nuovi modelli strategici e legalizzò l'obiezione di coscienza. I vertici militari legati al franchismo furono gradualmente sostituiti da ufficiali più giovani e fedeli al governo democratico. Nonostante ciò, nel 1985 ci fu un ultimo tentativo di colpo di stato, sventato dal servizio di intelligence (CESID). Le forze di polizia furono riorganizzate nella Polizia Nazionale e nella Guardia Civil.

Il problema del terrorismo dell'ETA rimase irrisolto, sebbene l'organizzazione fosse sempre più isolata grazie al Patto di Ajuria Enea, che univa tutte le formazioni politiche contro la violenza basca. Il PSOE governò con maggioranza assoluta tra il 1982 e il 1993, mentre dal 1993 al 1996 ebbe bisogno del sostegno delle forze nazionaliste.

Leggi sociali e crisi del mandato

Tra le riforme principali si ricordano la legge sull'istruzione (LODE), che sancì l'istruzione obbligatoria e gratuita fino ai sedici anni, la riforma universitaria e la depenalizzazione dell'aborto. Tuttavia, a partire dal 1992, scandali finanziari e la scoperta del GAL (gruppi antiterroristi di liberazione), che commettevano attentati contro membri dell'ETA, danneggiarono l'immagine del PSOE, che perse le elezioni nel 1996 in un contesto di profonda crisi economica.

Il governo del Partito Popolare (1996-2004)

Dal 1996 al 2000, il governo del PP guidato da José María Aznar governò con l'appoggio delle forze nazionaliste, ottenendo poi la maggioranza assoluta dal 2000 al 2004. Il partito riuscì a intercettare l'elettorato di centro, superando la leadership storica di Manuel Fraga.

I risultati principali di questo periodo includono:

  • Stabilità economica: ingresso nel gruppo di paesi che adottarono l'Euro come moneta unica.
  • Indicatori positivi: aumento del reddito pro capite, riduzione del deficit e calo della disoccupazione.

Tuttavia, non mancarono le tensioni, come lo sciopero generale del giugno 2002 contro la riforma dei sussidi di disoccupazione. Anche in questa fase, il terrorismo dell'ETA e il confronto politico con il governo basco rimasero questioni centrali e irrisolte del panorama politico spagnolo.

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