Evoluzione Politica della Spagna: Dalla Transizione ai Governi Democratici

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1. La Transizione e i Governi dell'UCD

Adempiuto al suo compito costituzionale, i tribunali furono sciolti e le nuove elezioni si svolsero il 1° marzo 1979, dando vita a un parlamento comune secondo la nuova Costituzione approvata. I governi dell'UCD vinsero le elezioni, ma i disaccordi interni a questo partito — un amalgama di correnti, acronimi e interessi personali privo di una base sociale solida — portarono alle dimissioni di Adolfo Suárez nel 1981.

Il 29 gennaio, invece di indire nuove elezioni, fu proposto il vicepresidente del governo Leopoldo Calvo-Sotelo come nuovo Presidente. Il 23 febbraio, durante la sua investitura alle Cortes, fu innescato un tentativo di colpo di Stato militare:

  • Il tenente colonnello Antonio Tejero occupò la Camera dei deputati durante la votazione.
  • A Valencia, il capitano generale Milans del Bosch si oppose alla democrazia, facendo scendere i carri armati per le strade.
  • Il generale Alfonso Armada cercò di stabilire un governo con un fronte militare.

Il Re, la mattina del 24 febbraio, si rivolse alla nazione in televisione per ordinare la resa dei golpisti. Il fallimento del colpo di Stato segnò la fine dell'ingerenza militare nella vita politica spagnola, una costante fin dal XIX secolo. In seguito, 33 persone furono arrestate e processate.

2. I Governi del PSOE

Il trionfo elettorale del PSOE nel 1982 inaugurò un periodo di governo, durato quattro legislature, che ha profondamente trasformato la Spagna. La gestione di Felipe González, con Alfonso Guerra come vicepresidente, presenta luci e ombre:

Aspetti positivi

  • Integrazione nell'Europa (CEE).
  • Riforma del lavoro e nuovo quadro di relazioni sindacali.
  • Espansione dell'istruzione e della sanità pubblica.
  • Sviluppo dello Stato delle autonomie.

Aspetti negativi

  • Ristrutturazione industriale e crisi economica.
  • Debito pubblico elevato dovuto alla spesa incontrollata.
  • Scioperi generali indetti dai sindacati UGT e CCOO.
  • Casi di corruzione politica.

Nel 1991, la Spagna firmò il Trattato di Maastricht, ponendo le basi per la futura moneta unica, l'euro. Sul fronte internazionale, il PSOE cambiò posizione sull'ingresso nella NATO, ottenendo nel 1986 un referendum favorevole all'integrazione nell'alleanza.

3. I Governi del Partito Popolare (1996-2004)

Dopo la vittoria nelle elezioni del 1996, il Partito Popolare (PP) salì al potere, ottenendo nel 2000 la maggioranza assoluta. La politica economica di José María Aznar ottenne successi significativi, come l'ingresso nel gruppo dei paesi fondatori dell'euro, sebbene misure come la privatizzazione di aziende pubbliche (Telefónica, Iberia) e la liberalizzazione dei mercati energetici furono ampiamente criticate.

Politica interna e sociale

La lotta contro il terrorismo dell'ETA divenne centrale, specialmente dopo l'omicidio di Miguel Ángel Blanco, che generò lo "spirito di Ermua". Altre misure chiave furono:

  • Abolizione del servizio militare obbligatorio.
  • Professionalizzazione delle forze armate.
  • Riforma della legge sull'immigrazione (Ley de Extranjería).
  • Patto per il mantenimento delle pensioni.

Politica internazionale e crisi finale

La Spagna aderì alla struttura militare della NATO nel 1997 e partecipò alla guerra del Kosovo, in Afghanistan e in Iraq. La mancanza di dialogo del governo di fronte alle proteste di massa contro la guerra in Iraq, la gestione del disastro ecologico della petroliera Prestige, l'incidente aereo dello Yak-42 e la riforma del lavoro erosero il consenso popolare. Il 11 marzo 2004, tre giorni prima delle elezioni, un attacco terroristico sui treni di Madrid causò 192 vittime, segnando la fine di questa fase politica in un clima di forte mobilitazione sociale.

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