Evoluzione della Sociologia dell'Educazione nella Società Industriale
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Società industriale e il nuovo ruolo dell'istruzione
Le origini della formazione risalgono al XVIII secolo, con l'Emilio di Rousseau e le sue riflessioni sull'istruzione. Tuttavia, è solo con la pubblicazione delle opere di sociologia dell'educazione di Durkheim che si avvia una prima riflessione sociologica sull'educazione. Il definitivo consolidamento della sociologia dell'educazione si verifica nel 1959 con la pubblicazione dell'articolo di Parsons, "La classe come sistema sociale". Negli Stati Uniti nasce quella che viene chiamata sociologia educativa di Dewey; per Dewey, l'educazione è vista essenzialmente come un processo sociale e critico attivo, direttamente connesso con la democrazia. Lerena critica il carattere della sociologia dell'educazione, evidenziando un certo divario temporale tra lo sviluppo epistemologico della sociologia generale e quello della sociologia dell'educazione.
La società meritocratica
Gli approcci emergenti di Schelski e la visione meritocratica di Parsons hanno cercato di giustificare teoricamente le funzioni che compie l'educazione nella società americana. Il principale contributo di Parsons alla sociologia dell'educazione si trova nell'analisi che egli compie sulla scuola e sulla società. Molto simili sono i contributi di Dreeben, il quale vede nella classe il luogo in cui si apprendono le regole fondamentali di:
- Indipendenza
- Realizzazione
- Universalismo
- Specificità
La prosecuzione di questa linea di pensiero si trova nel funzionalismo economico-tecnico e nella teoria del capitale umano di Schultz, che ha difeso la funzione tecnologica ed economica dell'istruzione e l'uso efficiente delle risorse. Si evidenzia anche il lavoro di Floud e Halsey. La teoria del capitale umano di Becker sottolinea i benefici sociali ed economici che apporta l'investimento in istruzione. Esistono due funzioni che l'istruzione di base deve assolvere in una società meritocratica: la selezione del talento e la garanzia di pari opportunità, modello sostenuto da Parsons e dai teorici del capitale umano. Tuttavia, il rapporto Coleman ha identificato nella "deprivazione culturale familiare" la causa principale delle disuguaglianze nel campo dell'istruzione.
Educazione e contraddizioni della società industriale
Prospettiva macrosociologica e sociologia critica
Dahrendorf ha sottolineato come il modello meritocratico-burocratico della società sia un errore che dimentica di misurare fattori quali la disparità di opportunità educative tra aree rurali e urbane. Questo autore aprirà la strada a nuove ricerche empiriche. Richiedono una menzione speciale i lavori di Bourdieu e Passeron. L'applicazione di modelli di causalità negli Stati Uniti da parte di Blau e Duncan dimostra che l'istruzione e la professione del padre da sole rappresentano il 18% della varianza (il 44% in Spagna). I risultati della ricerca sembrano confermare le conclusioni raggiunte da Jencks et al. Le critiche di Thurow, Doeringer, Piore e Bowles alla teoria del capitale umano si basano sul fatto che non si può stabilire una relazione unidirezionale tra istruzione, produttività e mobilità sociale. La nuova teoria critica incorpora la spiegazione sociologica delle dinamiche di formazione, del gruppo e della dimensione culturale: l'istruzione è considerata un elemento che contribuisce alla riproduzione delle posizioni di classe.
Teoria della riproduzione culturale di Bourdieu e Passeron
Bourdieu e Passeron si basano sul fatto che il possesso del capitale culturale è irregolare. In "Gli studenti e la cultura", riflettono sulla situazione di disparità di partenza per gli studenti in base alla loro origine sociale. Lo studio mira a dimostrare come questi vincoli culturali si traducano in competenze differenziali che ripercuotono nel successo o nell'insuccesso scolastico. Attraverso i concetti di "arbitrario culturale" e di "violenza simbolica", si sottolinea il fatto che la cultura scolastica non è neutrale. L'analisi di Bourdieu e Passeron ha segnato un importante progresso rispetto all'analisi puramente economicista, sebbene le loro interpretazioni non siano esenti da critiche, poiché concepiscono il sistema educativo come un sistema di dominazione fisso e immutabile.
Teorie della riproduzione ideologica di Althusser
Secondo la prospettiva marxista, la riproduzione della scuola moderna contribuisce alle disuguaglianze sociali incorporate nel modello di produzione capitalista. Althusser elabora una teoria del dominio in cui la scuola e il sistema educativo favoriscono la subordinazione all'ideologia dominante. Gramsci afferma che lo Stato è un sistema di egemonia della borghesia che si basa principalmente sull'influenza intellettuale e morale di questo gruppo sociale. In queste prospettive marxiste, l'istruzione è parte della sovrastruttura politica e ideologica.
Riproduzione economica nella teoria delle reti di Baudelot e Establet
Baudelot e Establet sviluppano una teoria sulla funzione riproduttiva e selettiva della scuola. Esistono due tipi di reti scolastiche diverse e chiuse:
- La rete primaria-professionale (PP)
- La rete secondaria-terziaria (SS)
Al fine di perseguire i propri obiettivi, questi due tipi di scuola offrono agli studenti una cultura che, analizzando ciò che Althusser definisce "pratico", differisce per classe sociale. Nella sua ultima opera, "Il livello di istruzione sale", viene criticato l'atteggiamento borghese che attribuisce il calo della qualità della formazione all'aumento della scolarizzazione per tutte le classi sociali.
Teorie della corrispondenza economica
A causa del fallimento delle riforme dell'istruzione secondaria, Bowles e Gintis cercano di fornire un paradigma teorico coerente che vada oltre le reti sociali. Questi autori hanno formulato una teoria estrema della riproduzione, secondo la quale l'apprendimento sociale nelle relazioni scolastiche avviene sotto un mimetismo sociale dei rapporti di produzione. Successivamente, Bowles e Gintis hanno rivisto le loro ipotesi, riconoscendo l'esistenza di contraddizioni tra il ruolo di riproduzione e quello di democratizzazione che l'istruzione compie nei paesi capitalisti avanzati. Levin allarga il focus di questa prospettiva, riconoscendo che la scuola ha una duplice funzione: socializzare determinati codici e consentire l'interiorizzazione di valori che sottostanno alla cultura democratica e liberale.
Le teorie della corrispondenza tentano di integrare l'analisi della realtà educativa nella contraddizione tra i livelli politici ed economici. Esse pongono le basi per lo sviluppo della nuova sociologia dell'educazione, il cui fine ultimo è quello di oggettivare le relazioni di potere latenti esistenti nella pratica educativa. Il trattamento restrittivo del concetto di contraddizione nella lotta di classe e l'interpretazione unidimensionale dell'ideologia sono alcuni dei fattori che hanno portato alla nascita di nuovi quadri di analisi per lo studio del rapporto tra educazione e società.