Evoluzione Storica e Elementi Costitutivi dello Stato Moderno
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PUNTO 2: Forme di potere
La nascita dello Stato moderno (XV secolo) non è una struttura isolata nella storia. Lo Stato moderno è stato caratterizzato dalla monarchia assoluta e da altri elementi fondamentali. Inoltre, lo Stato moderno è determinato dalla Comunità, dal Territorio e dal Potere (inteso come potere assoluto; più tardi sorgeranno le dottrine riguardanti la questione del perché obbedire al potere). Pertanto, si comincia a parlare di Stato nel XV secolo con Machiavelli.
Prima di allora, esistevano comunità organizzate politicamente che vengono chiamate forme pre-statali. Dall'emergere del concetto di Stato, si discuterà della Comunità di Stato e si differenzieranno i diversi tipi di Stati. Il primo Stato è identificato in Spagna e il secondo in Portogallo.
Le forme pre-statali
Le forme che precedono lo Stato moderno includono:
- Gli imperi antichi: tra cui troviamo l'impero cinese, persiano, ecc., che strutturavano le loro comunità in modo differente.
- La polis greca: la caratteristica della polis greca è quella di essere una città-stato. Si distinguono Atene, fondata sulla democrazia diretta e sulla partecipazione popolare, e Sparta, basata su un sistema totalitario collettivista. L'istituzione principale era l'assemblea; l'ecclesia ateniese era composta da tutti i cittadini maggiorenni.
- La civitas romana: rappresenta una concatenazione di diversi modi di organizzare la città di Roma. Due momenti cruciali sono la fondazione di Roma nel 753 a.C. e la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 d.C. Inizialmente si costituì come monarchia, evolvendo poi in repubblica, principato e infine impero (dominato).
- Il feudalesimo: la cui caratteristica principale è la dispersione del potere associata alla ripartizione territoriale e politica, oltre alla perdita del diritto romano. La struttura piramidale della società si basava sul patto feudale e i rapporti erano di natura privata. Il feudalesimo era bilanciato da due forze opposte che cercavano di concentrare il potere: il Papato e l'Impero. Il Papato affermava che Dio conferisce il potere divino al Papa, il quale lo delega agli imperatori.
Le monarchie nazionali e lo Stato
Di fronte a questi due poteri (Impero e Papato), emergono nel territorio romano le monarchie nazionali, che raggiungono l'indipendenza dall'Imperatore e dal potere del Papa. L'idea di queste monarchie si basa sul principio: Rex Imperator in Suo Regno, ovvero il re è imperatore nel proprio regno, stabilisce le proprie norme e non vuole far parte dell'Impero. Inizialmente, la religione del re determina la religione dello Stato, tanto che molti paesi vengono scossi da contese religiose finché il sovrano non inizia a riconoscere la libertà religiosa.
Da queste monarchie si passa agli Stati per ceti (Ständestaat). Queste sono forme basate sulla connessione tra il Rex e il Regnum: il re non governa più da solo perché necessita di fondi per finanziare la monarchia e ha bisogno del Regnum (la nobiltà rappresentata nelle assemblee a partire dal XII secolo). Successivamente, diventa necessaria anche la rappresentanza della borghesia e delle città. Ciò che permette al re di imporsi su queste assemblee di nobili è l'emergere di eserciti permanenti finanziati dalla borghesia, relegando la nobiltà in secondo piano. Si sviluppa inoltre una burocrazia e un'amministrazione strutturata con competenze delimitate.
In sintesi, per parlare di nascita dello Stato, occorrono elementi materiali (Comunità, Territorio e Potere) e strumentali (il Diritto).
PUNTO 3: Gli elementi dello Stato
L'uso del termine "Stato" si deve a Machiavelli ne Il Principe, dove afferma: "Tutti gli stati, tutti i dominii che hanno avuto e hanno imperio sopra gli uomini, sono stati e sono o repubbliche o principati. I principati sono o ereditari [...] o nuovi". Come forma organizzativa, lo Stato si pone storicamente nel XV secolo.
Gli elementi dello Stato sono:
- La Comunità: la popolazione, l'elemento umano.
- Il Territorio: lo spazio fisico su cui si proietta il potere e il diritto.
- Il Potere: il potere politico come forma di organizzazione collettiva.
La Comunità e la Popolazione
La Comunità è innanzitutto un gruppo umano: il popolo. Esiste una base sociale di persone che, per ragioni culturali, linguistiche o ideologiche, costituiscono una comunità e decidono di affidare il potere a un leader. La popolazione è l'insieme di individui che risiedono stabilmente in un territorio. La nazionalità è il legame giuridico che unisce l'individuo allo Stato.
Questo legame conferisce diritti, come quelli legati al concetto di cittadino. Ad esempio, la Costituzione Spagnola (CE) concede diritti politici ai cittadini maggiorenni non inabili. L'Articolo 23 della CE recita:
1. I cittadini hanno il diritto di partecipare agli affari pubblici, direttamente o attraverso rappresentanti liberamente eletti in elezioni periodiche a suffragio universale.
2. Essi hanno anche il diritto di accedere in condizioni di uguaglianza alle funzioni e alle cariche pubbliche, con i requisiti stabiliti dalle leggi.
Il Territorio
Il territorio è lo spazio fisico su cui si esercita il potere e il diritto. Storicamente, a partire dal XVII secolo (Pace di Vestfalia), le frontiere in Europa sono diventate più stabili. Oggi, la composizione del territorio comprende:
- Spazio terrestre: la superficie entro i confini e il sottosuolo.
- Acque interne: fiumi, laghi e lo spazio di mare racchiuso dalle linee di base.
- Territorio marittimo: suddiviso in mare territoriale (12 miglia), zona contigua (ulteriori 12 miglia per poteri di polizia e dogana) e zona economica esclusiva (fino a 200 miglia per lo sfruttamento delle risorse).
- Spazio aereo: sovrastante il territorio e il mare territoriale.
- Navi e aeromobili: battenti bandiera dello Stato.
- Ambasciate: i territori delle sedi diplomatiche all'estero.
Sfumature dottrinali sul territorio
La dottrina distingue tre concetti differenti:
- Territorio-oggetto: il territorio come proprietà o dominio del sovrano.
- Territorio-soggetto: il territorio come elemento costitutivo essenziale dello Stato stesso.
- Territorio come limite: secondo Kelsen e la Scuola di Vienna, il territorio è lo spazio entro il quale ha validità l'ordinamento giuridico dello Stato.