Evoluzione storica dell'emigrazione spagnola: dal dopoguerra all'integrazione europea

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1. Evoluzione della migrazione transoceanica

c) Tra il 1945 e il 1960, la migrazione transoceanica ha registrato una ripresa, pur senza raggiungere le cifre del secolo precedente. Le cause che hanno permesso tale flusso includono la liberalizzazione dell'autorizzazione all'espatrio in Spagna (1946), la fine dell'isolamento internazionale da parte delle Nazioni Unite (1950) e il cambiamento di atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti del regime di Franco (1951).

Il profilo dei migranti è mutato: è aumentato il peso dell'immigrazione familiare e gli immigrati presentavano un livello di qualificazione più elevato.

d) Dal 1960, la migrazione transoceanica è diminuita a causa del declino dell'economia latino-americana e della concorrenza con la migrazione verso l'Europa (seconda fase della crisi). Attualmente, le cifre sono molto basse e dominate dai rientri in patria.

2. L'emigrazione verso l'Europa

Si possono evidenziare tre fasi distinte:

  • a) Fino alla metà del XX secolo: la migrazione è stata scarsa e prevalentemente stagionale. La Seconda Guerra Mondiale pose fine a questa fase.
  • b) Il periodo tra il 1950 e il 1973: ha rappresentato il picco della migrazione verso l'Europa, con una sola flessione tra il 1964 e il 1968, dovuta all'avvio del primo Piano di sviluppo spagnolo che ha aumentato l'offerta di posti di lavoro in Spagna.

Fattori determinanti

  • Sul fronte europeo: la rapida ricostruzione economica post-bellica ha favorito una vasta domanda di manodopera.
  • Sul fronte spagnolo: l'emigrazione è stata stimolata dalla forte crescita demografica, dall'eccedenza di popolazione agricola dovuta alla meccanizzazione dei campi, dal fallimento dell'industrializzazione nell'assorbire la disoccupazione causata dal Piano di stabilizzazione, dalla scomparsa dei precedenti vantaggi della migrazione transoceanica e dagli alti salari europei.

Caratteristiche dei flussi

L'origine degli emigranti era diffusa in tutte le regioni, sebbene le più colpite siano state l'Andalusia e la Galizia. Le destinazioni principali erano la Francia, la Repubblica Federale di Germania e la Svizzera.

Il profilo di questi emigrati era quello di giovani adulti, poco preparati, impiegati in mansioni poco qualificate e mal retribuite nei settori minerario, edile, industriale e domestico.

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