Evoluzione del Teatro Contemporaneo dal 1939 alla Sperimentazione Moderna

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Il Teatro dal 1939: Dal Dopoguerra alla Scena Contemporanea

Dal 1939, il teatro dal dopoguerra ad oggi si è sviluppato all'interno di una scena prevalentemente commerciale. Per lungo tempo, la maggior parte delle produzioni è rimasta priva di un approccio sociale o politico, con l'unico scopo di intrattenere il pubblico. Tuttavia, in alcuni casi, sono emersi intenti sperimentali, culturali e politici volti al rinnovamento artistico.

Il Teatro degli anni '40 e '50

In questi anni è proseguito il successo che Jacinto Benavente (Premio Nobel nel 1922) aveva ottenuto prima della guerra. Hanno riscosso un notevole successo di pubblico molte commedie convenzionali, mentre altre più innovative cercavano di promuovere il rinnovamento attraverso la risata e situazioni illogiche prive di senso. In questo secondo filone spicca l'autore Miguel Mihura con Tre cappelli a cilindro (Tres sombreros de copa), il suo primo dramma e uno dei pezzi chiave del teatro contemporaneo (scritto nel 1932 e rappresentato nel 1952). Quest'opera, descritta come teatro d'avanguardia, combina l'umorismo amaro con la tenerezza per evidenziare il contrasto tra una vita accomodante e volgare e una piena di libertà e fantasia. Si distingue per i suoi numerosi giochi verbali e la logica dell'assurdo.

Mihura cercava il successo nei teatri convenzionali e nei canali commerciali per vivere del proprio lavoro; per questo motivo, seguì la linea di Tre cappelli a cilindro adattando il suo teatro ai gusti di impresari e spettatori. Un altro autore fondamentale fu Enrique Jardiel Poncela, le cui commedie presentano situazioni inverosimili che si dipanano con grande spirito, come in Eloisa sotto un mandorlo.

La Svolta del 1949 e il Dramma Sociale

Il 1949, con la prima di Storia di una scala (Historia de una escalera) di Antonio Buero Vallejo, segna la rottura con il teatro tradizionale. Inizia così il dramma del dopoguerra, un teatro anticonformista con temi esistenziali (la solitudine, il fallimento, l'angoscia, l'essere umano in circostanze particolari) che valorizza il teatro sociale. Tra le sue opere principali ricordiamo: Las Meninas e Il concerto di San Ovidio.

Il dramma sociale è, come nel romanzo o nella poesia, un mezzo di impegno, denuncia e protesta. I drammaturghi mirano a scuotere il pubblico per aiutare a trasformare la realtà. Oltre a Buero Vallejo, i rappresentanti più significativi sono: Alfonso Sastre, con Squadra verso la morte, e Lauro Olmo, che ottenne uno dei più grandi successi del momento con La camicia (La camisa). Nonostante l'accoglienza positiva, molte opere di questo tipo non poterono debuttare a causa della censura o della mancanza di supporto da parte dei direttori teatrali.

Il Teatro dagli anni '60

Insieme alla continuazione del dramma sociale, si assiste a un rinnovato flusso di linguaggio drammatico. Nasce così il teatro sperimentale, che rompe con tutte le convenzioni e le tendenze della produzione precedente, ispirandosi ad autori stranieri e concependo lo spettacolo teatrale come un'opera totale. Viene data molta importanza, a volte superiore a quella del testo, agli elementi extra-linguistici e a tecniche provenienti da altri ambiti, come il teatro dei burattini o il circo. I suoi esponenti rifiutano le regole del teatro commerciale e si riuniscono in gruppi di teatro indipendente, realizzando spesso creazioni collettive in un costante processo di rinnovamento e ricerca.

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