Evoluzione delle Teorie della Finanza Pubblica: Dalla Scuola Classica al Welfare State
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In sintesi
L'evoluzione delle teorie della finanza pubblica
- La Scuola Classica: Sviluppatasi in Inghilterra alla fine del '700, elaborò la teoria della finanza neutrale, secondo cui lo Stato non deve intervenire in economia, poiché il mercato assicura automaticamente la piena occupazione. L'attività di prelievo deve essere minima, limitata ai servizi pubblici essenziali, garantendo piena libertà di iniziativa economica ai privati.
- La finanza della riforma sociale: Rappresenta una reazione alla finanza neutrale. Lo Stato interviene a protezione delle classi sociali più deboli attraverso l'imposta progressiva e l'imposta di successione. Dalla fine dell'Ottocento si diffondono, a partire dalla Germania, diverse forme di assicurazione sociale.
- La finanza congiunturale: Affermatasi dopo la Grande crisi del 1929-32, sostiene che lo Stato debba intervenire con una politica anticiclica per attenuare le onde del ciclo economico. Si abbandona l'obiettivo del pareggio annuale del bilancio in favore di un equilibrio lungo l'intero arco del ciclo: avanzo di bilancio durante l'espansione e disavanzo durante la depressione.
- La finanza funzionale: Suggerita da Keynes, sostiene che lo Stato debba combattere l'equilibrio di sottoccupazione sostenendo la domanda globale, anche a costo di un persistente deficit di bilancio (deficit spending). Il ricorso indiscriminato a tale politica ha tuttavia causato in alcuni Paesi un aumento incontrollato del debito pubblico.
Teorie contemporanee
Le teorie più recenti offrono visioni divergenti sulla finanza pubblica:
- Scuola Monetarista (Scuola di Chicago): Sostiene che la manovra della spesa pubblica sia inutile e dannosa, affidando lo sviluppo esclusivamente a manovre monetarie.
- Scuola delle scelte pubbliche: Considera eccessivo l'attuale intervento statale, proponendo un nuovo "patto sociale" che ridefinisca i diritti dei singoli.
- Nuova macroeconomia classica: Ritiene efficaci solo le manovre monetarie rapide e improvvise, per evitare le contromosse degli operatori economici.
- Neoliberismo: Sostiene un ridimensionamento del ruolo dello Stato, pur riconoscendo l'importanza della finanza pubblica nella società moderna.
Obiettivi e dinamiche della spesa pubblica
Attraverso la politica fiscale, ovvero la manovra delle entrate e delle spese pubbliche, è possibile raggiungere gli obiettivi della finanza pubblica. Poiché tali obiettivi sono numerosi e spesso incompatibili, la scelta delle priorità implica valutazioni di natura politica.
La legge di Wagner, o legge dell'aumento tendenziale della spesa pubblica, afferma che le spese statali tendono a crescere nel tempo, spinte dalle esigenze di una società in espansione e dalla necessità di giustizia sociale.
Lo Stato sociale (Welfare State)
Lo Stato sociale garantisce standard di reddito dignitosi e la soddisfazione dei bisogni primari (alimentazione, salute, casa). La sua prima realizzazione avvenne in Inghilterra con il Piano Beveridge. Tuttavia, gli obiettivi del welfare sono molto costosi; pertanto, sono necessari interventi mirati a proteggere principalmente chi ha realmente bisogno.