Fenomeni Geologici e Gestione del Rischio Naturale

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Definizione di Rischio Naturale

Il pericolo per la sicurezza non è uguale al rischio naturale. Per quest'ultimo si intende la probabilità del verificarsi di un danno o una catastrofe per la popolazione di una zona o per le proprietà, motivato da un evento naturale. Il fenomeno naturale non è di per sé un rischio, ma lo diventa nella misura in cui minaccia gli interessi umani.

Fattori che determinano il rischio

Il valore di un rischio dipende da tre fattori fondamentali:

  • Pericolo (o Magnitudo): la grandezza che può avere un evento potenzialmente catastrofico e la frequenza con cui si verifica.
  • Esposizione: la quantità di beni e la popolazione che può essere colpita.
  • Vulnerabilità: la suscettibilità di una comunità a subire danni.

Previsione e Prevenzione

La previsione si basa su dati statistici che indicano se un particolare fenomeno è comune o meno in una zona. Essa si basa sulla presenza di precursori che avvertono della vicinanza del loro verificarsi. La prevenzione, invece, propone di adottare le misure necessarie affinché l'evento, se accade, abbia un effetto minimo sulla popolazione.

Rischio Sismico

I terremoti (o sismi) sono vibrazioni del terreno causate dal rilascio improvviso di energia accumulata nelle rocce sottoposte a pressione. Quando si muovono grandi masse rocciose e avviene uno spostamento, queste fratture prendono il nome di faglie.

Come nasce un terremoto?

Il luogo in cui ha origine il terremoto è il fuoco o ipocentro sismico. Dal punto di origine, le vibrazioni o onde sismiche si trasmettono in tutte le direzioni, in modo simile a quanto accade nelle acque di uno stagno quando si getta un sasso. L'ipocentro si trova all'interno della terra a una profondità che va da pochi chilometri fino a 700 km. Il punto della superficie terrestre più vicino al fuoco è l'epicentro del terremoto.

Come si misurano i terremoti?

I terremoti si misurano nella loro magnitudo con strumenti chiamati sismografi, che disegnano un grafico denominato sismogramma. La sensibilità dei sismografi permette di rilevare terremoti molto deboli che passano inosservati alle persone. La magnitudo di un terremoto è la quantità di energia rilasciata, misurata dalla Scala Richter, in cui ogni grado corrisponde a circa 32 volte l'energia rilasciata dal grado precedente.

Classificazione dei terremoti per intensità:

  • Molto serio: magnitudo 8 o superiore.
  • Grave: magnitudo 7 - 7,9.
  • Forte: magnitudo 6 - 6,9.
  • Moderato (Mild): magnitudo 4 - 4,9.
  • Minore: magnitudo 3 - 3,9.
  • Leggero: magnitudo 2 - 2,9.

Distribuzione Geografica e Tettonica

Dove si verificano i terremoti?

Si verificano nelle aree con sismicità alta, che coincidono con i confini tra le placche litosferiche; è proprio il movimento delle placche rispetto alle altre che genera i terremoti.

Creazione e distruzione della litosfera

L'interno della Terra è caldo e i materiali non solo si muovono spostando le placche litosferiche, ma fuoriescono in alcuni luoghi chiamati dorsali oceaniche. Poiché la superficie terrestre è limitata, se le placche aumentano di dimensioni in un punto, devono essere riassorbite altrove, in zone chiamate di subduzione. Esistono tre tipi di margini:

  • Dorsali oceaniche: dove si origina nuova litosfera terrestre; le placche divergono e gli spazi vengono riempiti da materiali caldi provenienti dall'interno.
  • Zone di subduzione: luoghi in cui la litosfera viene distrutta e dove le placche convergono, infilandosi l'una sotto l'altra.
  • Faglie trasformi: luoghi in cui la litosfera non si crea né si distrugge, ma avviene uno spostamento laterale di una placca rispetto a un'altra.

Previsione e Prevenzione Sismica

È possibile prevedere quando ci sarà un terremoto? Se per previsione intendiamo sapere esattamente dove, quando e con quale magnitudo si verificherà un sisma, la risposta è negativa. Non esiste ancora un sistema affidabile. Si studia l'esistenza di precursori sismici come l'elevazione del suolo o l'alterazione del campo magnetico locale. Tuttavia, l'impossibilità di una previsione esatta non significa che manchino criteri per determinare il rischio sismico. Per creare una mappa del rischio si considerano: la posizione rispetto ai margini delle placche, la geologia e la storia sismica della zona.

La prevenzione dei terremoti include la mappatura dei rischi e l'applicazione di rigorose norme edilizie antisismiche, come limiti di altezza, l'uso di strutture in acciaio e la garanzia di elasticità agli edifici.

Lo Tsunami

Lo tsunami è una serie di onde gigantesche causate dall'aumento improvviso del volume di una grande massa d'acqua sul fondo del mare.

Cause e dinamica dello tsunami

Nella zona di subduzione, la litosfera oceanica si introduce sotto il continente. Un'estremità della placca superiore rimane bloccata, viene trascinata verso il basso e accumula tensione. Il rilascio improvviso di questa tensione genera il terremoto e il fondale si solleva improvvisamente. Di conseguenza, un enorme volume d'acqua oceanica viene spostato verso l'alto.

Le onde generate si propagano in tutte le direzioni. In mare aperto possono viaggiare a velocità superiori a 700 km/h. In alto mare, l'altezza può essere di solo 1 metro, passando inosservata per le imbarcazioni, ma la distanza tra due creste può essere di 200 km, rendendo il volume d'acqua enorme. Avvicinandosi alla riva, l'attrito con il fondo rallenta l'onda, provocando un effetto di spiazzamento: l'onda si restringe e si innalza, raggiungendo decine di metri d'altezza. Lo tsunami può penetrare nell'entroterra per diverse miglia con una forza tale da abbattere edifici. Dopo la prima ondata, possono seguirne altre più distruttive per ore.

Perché lo tsunami è così temuto?

  • Sposta un enorme volume d'acqua: a differenza delle onde causate dal vento (superficiali), lo tsunami muove l'acqua dalla superficie fino al fondo.
  • Si diffonde con poca perdita di intensità, raggiungendo zone remote.
  • Spesso è preceduto da un ritiro del mare pochi minuti prima dell'arrivo delle grandi onde.

Rischio Vulcanico

Cosa rende pericolosa un'eruzione vulcanica? Esistono due tipi principali di attività:

  • Attività Effusiva: la lava è poco viscosa e fluisce dolcemente dal cratere. I gas sfuggono facilmente e le esplosioni piroclastiche sono scarse.
  • Attività Esplosiva: la lava è molto viscosa, si solidifica rapidamente e blocca l'apertura. I gas si accumulano provocando forti esplosioni che proiettano molti piroclasti in aria. Questa attività è molto più pericolosa della precedente.

Il rischio vulcanico può derivare da: emissione di gas tossici, formazione di flussi piroclastici, esplosioni, colate di fango (lahar) e colate laviche.

Funzionamento di un vulcano

Un vulcano è un'apertura in superficie da cui fuoriesce materiale proveniente dal magma interno. I materiali espulsi sono:

  • Gas: vapore acqueo, CO2 e composti dello zolfo.
  • Lava: materiale fuso che fluisce dal cratere.
  • Piroclasti: materiali solidi proiettati in aria. In base alle dimensioni si dividono in ceneri, lapilli, bombe e blocchi.

La fusione delle rocce all'interno della Terra genera il magma, che contiene sempre gas. Il magma risale dalla zona di fusione alla camera magmatica, causando piccoli terremoti locali. Se il magma continua ad affluire, la pressione nella camera aumenta, i gas fuggono e trascinano gli altri componenti del magma durante la risalita.

Voci correlate: