Filosofia della Conoscenza: Verità, Memoria e Formazione dei Concetti

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La Formazione dei Concetti nella Storia della Filosofia

C. Cartesio

Cartesio imposta l'interpretazione razionalista dei concetti, considerando la verità intera e le idee come forme che la mente crea da sé, senza l'intervento dell'esperienza. Egli considera le modalità di pensiero e le idee come dipendenti esclusivamente dalla ragione.

D. Hume

Per Hume, esistono enti individuali conosciuti attraverso i sensi sotto forma di percezioni. Secondo il suo pensiero, si può concepire qualsiasi genere di cosa utilizzando la rappresentazione sensoriale di una di esse.

E. Kant

Kant distingue due tipi di concetti:

  • Il concetto empirico: il cui contenuto è fornito dall'esperienza come risultato di molteplici percezioni dello stesso oggetto.
  • Il puro concetto o categoria: indipendente dall'esperienza, riflette i diversi modi in cui la mente può relazionare i concetti empirici nel processo conoscitivo.

Le categorie esprimono le condizioni di una conoscenza a priori dell'intelletto. Esse rappresentano la forma o la struttura del pensiero, mentre i concetti empirici forniscono l'oggetto o il contenuto.

6. La Conoscenza e la Verità

Lo scopo della conoscenza è l'apprensione della verità. Cos'è il vero? È possibile conoscere la realtà? Nel tempo, sono nate diverse tradizioni filosofiche in risposta a queste domande:

  • Lo scetticismo: è la dottrina che mette in discussione la possibilità di conoscere la realtà oggettiva e, di conseguenza, di raggiungere la verità delle cose.
  • Il relativismo: è un approccio epistemologico che nega l'esistenza di verità assolute.
  • Il realismo: è l'atteggiamento epistemologico che sostiene la possibilità di conoscere la realtà così com'è.
  • L'idealismo (soggettivismo): è la dottrina che sostiene l'impossibilità di conoscere ciò che la realtà è in se stessa.

Come facciamo a conoscere la verità delle cose?

Esistono due soluzioni fondamentali:

  • Empirismo: per gli empiristi, tutta la conoscenza deriva dall'esperienza sensibile.
  • Razionalismo: sostiene che la conoscenza sia un prodotto esclusivo della mente, senza l'intervento della sensibilità.

Che cos'è la verità?

Esistono diverse concezioni della verità:

La verità come proprietà delle cose

Secondo questo approccio, la verità rappresenta l'autenticità delle cose stesse.

La proprietà reale della comprensione

In questo caso, la verità è intesa come una proprietà che emana dal soggetto conoscente piuttosto che dall'oggetto conosciuto. Può essere intesa in tre modi:

  • La verità come adeguatezza
  • La verità come coerenza
  • La verità come certezza

La verità pragmatica

La verità è definita dalla capacità della nostra conoscenza di contribuire al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

4. La Memoria

La memoria è la capacità di immagazzinare e recuperare informazioni collocate nel tempo e nello spazio. La memoria si differenzia dalla fantasia perché:

  • È accompagnata da sentimenti o esperienze emotive.
  • Non può essere modificata volontariamente.
  • È associata ad altri ricordi, formando un insieme organizzato.

Fasi dello sviluppo della memoria

  • Fissaggio: la registrazione delle informazioni ricevute dipende dal grado di attenzione prestato a ciò che viene percepito.
  • Codifica: la classificazione delle informazioni, che può essere eseguita automaticamente o volontariamente.
  • Archiviazione: la conservazione delle informazioni.
  • Evocazione: il recupero delle informazioni, che può essere spontaneo o volontario; comprende il riconoscimento dei ricordi e la loro collocazione nello spazio e nel tempo.

Tipi di memoria

Esiste la memoria a breve termine, che trattiene le informazioni per alcuni secondi, e la memoria a lungo termine, che memorizza i dati a tempo indeterminato. All'interno di quest'ultima si distingue tra la memoria per eventi recenti e la rievocazione di ricordi del passato lontano.

Cause dell'oblio

  • Fissaggio scarso
  • Decadimento delle tracce
  • Interferenza
  • Repressione

Malattie o disfunzioni della memoria

Per difetto:

  • Afasia: perdita o compromissione del linguaggio.
  • Amnesia anterograda: incapacità di creare nuovi ricordi.
  • Amnesia retrograda: incapacità di ricordare informazioni precedenti all'insorgenza dell'amnesia.
  • Amnesie lacunari: colpiscono solo determinati periodi di tempo.
  • Amnesia elettiva: riguarda tutto ciò che concerne un argomento specifico.

Per eccesso:

  • Ipermnesia: richiamo di informazioni che si credevano perse o inesistenti (in stati di febbre, ipnosi, ecc.).
  • Confabulazione: invenzione di ricordi favolosi per colmare lacune o vuoti di memoria.
  • Ecmnesia: l'esperienza di situazioni passate vissute come se fossero presenti.
  • Allucinazione del passato: sensazione di aver già vissuto una situazione presente (déjà vu).

5. La Formazione dei Concetti: Prospettive Classiche

A. Platone

Difende l'esistenza delle essenze come realtà oggettive delle cose. Esse sono indipendenti dal pensiero e di natura extra-mentale, ma possono essere pensate perché intelligibili (Platone le chiamava Idee o Forme).

B. Aristotele

Ritiene che gli universali siano le essenze, ma che esse siano inerenti alle cose stesse. Tutti gli esseri hanno una comune essenza o natura, identica a tutti gli altri esseri della stessa specie, e quindi universale. Esistono degli accidenti che contribuiscono a differenziare la materia individuale. Per rendere possibile la conoscenza, è necessario astrarre la forma dal singolo oggetto concreto.

Voci correlate: