Filosofia di Nietzsche: Corpo, Divenire e Dualismo Apollineo-Dionisiaco

Classificato in Filosofia ed etica

Scritto il in italiano con una dimensione di 3,13 KB

Il Corpo nella Tradizione e in Nietzsche

Nella visione tradizionale, i filosofi sostengono che gli esseri umani hanno un corpo, ma non sono un corpo. Il concetto di anima sussume tutte le realtà umane. Questa è una conseguenza del loro sistema di valori: i sensi ci ingannano (mostrando il divenire come reale) e, di conseguenza, tutto ciò che è corporeo e sensibile acquisisce una connotazione negativa.

D'altra parte, il corpo è legato al pathos, all'irrazionale e al piacere; ovvero, a tutti quei valori essenziali che la tradizione occidentale ha sempre osteggiato.

La visione radicale di Nietzsche

Nietzsche critica radicalmente questo modo decadente di valutare e interpretare la struttura ontologica dell'uomo. Per il filosofo, l'uomo è un corpo vivente. Il corpo rappresenta l'essere dell'uomo, la sua integrità:

  • "Io sono il corpo interamente, e nient'altro, e l'anima è solo una parola per qualcosa nel corpo."
  • "Dietro i tuoi pensieri e sentimenti, fratello mio, è un sovrano potente, uno sconosciuto saggio: il tuo corpo vivente."
  • "Non vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore sapienza."

Il Divenire come Processo

La metafisica tradizionale considera la realtà come un cambiamento, ma la interpreta come mera apparenza, come fumo irreale, contrapponendola all'essere, caratterizzato da permanenza, unità e immutabilità.

Per comunicare, l'uomo ha bisogno di correzioni, di pietrificare (e quindi falsare) il divenire reale. Senza questa semplificazione, sarebbe impossibile riconoscere la molteplicità e condividere esperienze con gli altri esseri umani. L'applicazione di concetti come quello di 'causa' ci permette di ordinare i fenomeni, risultando utile per la sopravvivenza.

L'origine metaforica dei concetti

Il problema sorge quando si dimentica questa origine pragmatica e si inizia a credere che i concetti esprimano realtà oggettive. Dividere il mondo in 'apparente' e 'reale' è una menzogna bio-patologica della metafisica che nega la vita stessa.

L'Antitesi tra Apollineo e Dionisiaco

La divisione tra apollineo e dionisiaco come due atteggiamenti fondamentali verso la realtà è una costante nel pensiero di Nietzsche. Essi rendono omaggio rispettivamente ad Apollo, dio del sole, dell'ordine, della misura e della proporzione, e a Dioniso, dio dell'ebbrezza, del caos e dell'irrazionale.

  • Apollineo: Ama la definizione, la forma, l'equilibrio e la misura. È riconoscibile nelle arti plastiche.
  • Dionisiaco: Esprime l'esperienza di immersione nell'eccessiva e caotica evoluzione della vita, che rompe ogni misura o forma. Dioniso rappresenta la comprensione della mancanza di fondamento delle cose; è l'oceano di gioia e orrore che la vita stessa incarna.

Secondo Nietzsche, la tradizione occidentale ha segnato il proprio declino proprio abbandonando la componente dionisiaca in favore di una razionalizzazione estrema, iniziata con lo spirito di Socrate e di Euripide.

Voci correlate: