La Filosofia di Nietzsche: Corpo, Linguaggio e la Caduta dei Valori Supremi
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Riscoprire il Corpo e Decostruire i Fondamenti della Metafisica in Nietzsche
1. Il Corpo come Centro di Gravità dell'Uomo
Il corpo umano è stato il principale argomento di dibattito all'interno del pensiero filosofico. Di tutti i pensatori, Nietzsche è forse uno dei pochi che "ha restituito al corpo il suo essere il centro di gravità" dell'uomo.
Nel suo confronto con la filosofia e i valori tradizionali della cultura occidentale, Nietzsche dirige i suoi attacchi su due obiettivi principali:
- L'imposizione della ragione, avviata da Platone e Socrate, come unico modo legittimo di accesso alla conoscenza e alla verità, con il conseguente rifiuto dei sensi e del corpo.
- La trasformazione di questo approccio operata dal Cristianesimo, che ha introdotto una separazione e una gerarchia di valori tra lo spirituale/divino e il corporeo-umano.
La filosofia di Nietzsche sospetta che finora vi sia stata una profonda miscomprensione del corpo (non solo a livello individuale, ma anche a livello di Stati e intere razze). In questo senso, la morte di Dio deve portare a un cambiamento significativo nella storia, che Nietzsche predice sarà la più grande di tutte le storie raggiunte finora. Questo perché la morale cristiana ha subdoloamente simulato l'esistenza di un'"anima", uno "spirito", per rovinare il corpo. L'uomo del pensiero moderno, identificandosi con Dio e l'esistenza umana, si rivela debole e incompleto rispetto alla perfezione divina.
I Sensi: Critica e Riscoperta
Il lato negativo di queste due posizioni (razionalismo platonico e morale cristiana) è che hanno svalutato ogni possibilità cognitiva derivata dai sensi, ripudiando il corpo come istanza da cui partire per costruire la storia umana.
Il lato positivo, sebbene limitato, è che concedendo tale privilegio solo alla ragione, questa è stata affinata come strumento conoscitivo per affrontare e risolvere con rigore i problemi del significato e della verità.
La malattia dell'uomo occidentale è il nichilismo, giunto solo per il privilegio concesso al motivo logico di determinare il sé e l'abbandono del corpo come istanza rilevante per la conoscenza umana.
In questo contesto, Nietzsche crede che l'uomo sia costretto a rassegnarsi e la sua vita sia segnata dal declino. Lo spostamento proposto da Nietzsche, che pone il centro di gravità dall'anima alle forze del corpo, permette agli uomini di accordarsi con se stessi.
In breve, la filosofia di Nietzsche esorta a una nuova attenzione nello studio dell'uomo in tutta la sua complessità e a cercare di sconfiggere le ombre prevalenti della modernità: il nichilismo e, principalmente, la decadenza.
2. I "Concetti Più Elevati" e il Concetto di "Dio"
La Critica al Linguaggio e i "Concetti Più Elevati"
La critica alla ragione è, in realtà, un'analisi del linguaggio, poiché è quest'ultimo che falsifica la realtà, non la ragione in sé. L'uomo deve necessariamente cadere in errore perché è vittima del linguaggio.
Problemi Fondamentali del Linguaggio
Il linguaggio ci crea problemi in due modi principali:
- Confusione tra parole e cose: La lingua ci fa credere che esista necessariamente un riferimento unitario per ogni parola. Ad esempio, il pronome personale "io" suggerisce l'esistenza di un soggetto unitario e immutabile, mentre, secondo Nietzsche, nell'"io" vi è solo una pluralità di istinti in costante lotta.
- Inganno delle sue prestazioni (Generalizzazione): La capacità di generalizzazione sembra confermare l'unità e la permanenza delle cose. Tutto ciò che cambia sembra rimanere tale, attraverso l'opera del linguaggio e la sua capacità di legare.
L'uomo, mosso dal linguaggio, ha costruito il mondo così come è deciso interpretare la realtà. Per questo, Nietzsche afferma che l'errore sul sé ha il suo favore nel linguaggio. E non si riesce a liberarsi di Dio perché siamo vittime del linguaggio, continuando a credere ciecamente nella grammatica.
La Genesi dei Concetti Supremi
Il testo critica la formazione dei concetti supremi di Nietzsche osservando che, in tutta la storia del pensiero occidentale, il "superiore" è sempre stato un prodotto dell'"inferiore" e dovrebbe essere spiegato da esso. A questo proposito, si dovrebbe spiegare l'evoluzione dell'uomo come animale e non creare Dio come qualcosa di eterno; si dovrebbe spiegare Dio come invenzione dell'uomo.
La tradizione filosofica, al contrario, ha stabilito un contrasto: top (superiore) = anteriore/causa; posteriore = inferiore/effetto. I filosofi, confondendo il primo con l'ultimo, hanno sempre spiegato i valori supremi e i concetti come causa e in sé, come qualcosa che non poteva derivare o passare dalle cose viste in questi concetti e valori, il cui prototipo è l'idea di Dio.
Qui, dice Nietzsche, "l'ultima, più sottile e vuota [la causa], dal momento che (dai filosofi) è posta come prima, come una causa in sé".
Il Significato della Morte di Dio
Ma cosa intende Nietzsche con il concetto di Dio?
Dio rappresenta tutto ciò che è soprasensibile: il mondo delle idee di Platone, tutto l'idealismo, tutte le grandi fedi o verità che attraversano l'intero corso della storia occidentale. Tutto questo ha senso basandosi su una vita al di là.
E ora, dice Nietzsche, tutto questo è morto: gli ideali non favoriscono più la vita delle persone e il mondo soprasensibile ha perso ogni forza. Il termine "Dio è morto" significa più che una semplice affermazione di ateismo; è la grande metafora che esprime la morte delle verità assolute e delle idee immutabili, la morte degli ideali che hanno guidato la vita umana.
Con la morte di Dio, la nostra civiltà va in pezzi, perché tutti i suoi valori si basano sulla convinzione che il senso del mondo sia fuori dal mondo. Dio incarna questa convinzione. Ora che viviamo senza di essa, i valori più alti non sono più validi, e il senso del mondo non si cerca più al di fuori del mondo.