La filosofia della resilienza: come accettare il destino secondo Seneca
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La natura dell'infelicità e il potere dello sdegno
Nonostante tutto, continui a indignarti per qualche motivo o ti lamenti, e non capisci che l'unico male insito in questi atteggiamenti consiste proprio nel tuo sdegno e nelle tue lamentele? Se me lo chiedi, ecco: io penso che per un uomo l'unico motivo di infelicità sia proprio questo: credere che nella natura sia insito qualcosa che egli ritiene possa renderlo infelice.
Non sopporterò più me stesso il giorno in cui non potrò sopportare qualcosa. Ho una salute precaria, ma questa fa parte del mio destino. I miei schiavi si sono messi a letto, tutti ammalati; le rendite hanno subito un tracollo, la casa ha cominciato a scricchiolare. Perdite, duri colpi, fatiche, paure mi hanno quasi subissato: sono cose che capitano. Dico ancora poco: dovevano necessariamente accadere. È una volontà superiore che le decreta, non si producono per caso.
La regola dell'accettazione
Se hai un poco di fiducia in me, ti rivelo senz'altro i miei sentimenti più profondi: in tutte le circostanze della vita che sembrano avverse e dure da superare, mi sono imposto questa regola: non obbedisco alla volontà divina, ma sono perfettamente d'accordo con essa; la seguo per un moto spontaneo dell'animo, non perché non posso agire altrimenti.
Non mi succederà mai nulla che accoglierò con tristezza o a viso duro; non corrisponderò malvolentieri, quasi voglia pagare un tributo. Tutto ciò che provoca i nostri gemiti, tutto quello che temiamo, sono tributi da pagare alla vita; non sperare, caro Lucilio, e non chiedere di esserne esente.
La vita come percorso e milizia
Il peso della vecchiaia
Non ti ha dato pace un dolore alla vescica? Hai ricevuto lettere per niente piacevoli che ti annunciano danni su danni? Anzi, per dirla con più aderenza alla realtà, hai temuto per la tua vita. E allora? Non sapevi che ti auguravi questi guai augurandoti la vecchiaia? Tutte codeste cose si incontrano in una lunga vita, come in una lunga via ci imbattiamo nella polvere, nel fango e nella pioggia.
Il coraggio di vivere
"Ma volevo vivere, tuttavia senza tanti disagi". Un modo di parlare così effeminato non si addice a un vero uomo. Vedi un po' tu come accogliere questo mio voto; per parte mia, lo esprimo con animo generoso, non soltanto ispirato al bene: né gli dei né le idee consentano che la fortuna ti mantenga nelle mollezze.
La vita è una milizia
Interroga te stesso, se vuoi vivere in un mercato o in un accampamento militare, ammesso che un dio ti offra questa possibilità di scelta. Del resto, o Lucilio, la vita è una milizia.
- I soldati coraggiosi: coloro che si impegnano al massimo, affrontano luoghi faticosi e spedizioni rischiose.
- I codardi: coloro che sono tenuti mollemente occupati da un ributtante dolce far niente, mentre gli altri sgobbano; sono figure che se ne stanno al sicuro perché vengono profondamente disprezzate.
Stammi bene.