Fondamenti del Diritto Ambientale Internazionale e Comunitario
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Obblighi fondamentali di diritto ambientale internazionale
Gli obblighi fondamentali della legge internazionale dell'ambiente sono spesso considerati come i principi cardine di questo ambito giuridico.
Il principio di cooperazione
Si tratta di un principio noto come il principio di buon vicinato. È un obbligo sancito nella maggior parte dei trattati internazionali in materia, la cui attuazione è stata spesso oggetto di controversie internazionali in relazione alle risorse transfrontaliere. Un esempio calzante è lo scontro tra l'Irlanda e il Regno Unito per l'installazione di centrali elettriche sul suolo britannico, che potrebbero avere impatti ambientali significativi in territorio irlandese.
Dovere di non causare danni ambientali transfrontalieri
Questo dovere è espressamente affermato nella Dichiarazione di Stoccolma e nella Dichiarazione di Rio. Esse stabiliscono che gli Stati hanno il diritto di sfruttare le proprie risorse, ma hanno anche l'obbligo di garantire che le attività condotte nell'ambito della loro giurisdizione non danneggino l'ambiente di altri Stati.
Principio di precauzione
Questo principio cerca di evitare la realizzazione del danno ambientale non solo verso gli altri Stati, ma è applicabile anche a situazioni che possono verificarsi all'interno del territorio di un singolo Stato.
Definizione di Precauzione
Non esiste una definizione univoca di questo concetto, anche se la formula utilizzata dalla Dichiarazione di Rio è fondamentale per la sua interpretazione. Tale dichiarazione afferma che, al fine di proteggere l'ambiente, gli Stati applicheranno ampiamente il principio di precauzione. Pertanto, di fronte al rischio di danno ambientale, la mancanza di una piena certezza scientifica non deve essere usata come motivo per la mancata adozione di misure efficaci in termini di costi, volte a prevenire il degrado ambientale.
Principio «chi inquina paga»
Le spese sostenute a causa dell'inquinamento devono essere a carico del responsabile del danno stesso.
Principio delle responsabilità comuni ma differenziate
Questo principio presuppone la divisione dell'esercizio delle competenze su scala planetaria. La comunità internazionale deve assumere nel suo complesso le passività ambientali, ma saranno i responsabili di determinati danni a doverne sostenere i costi specifici.
Protezione ambientale nell'Unione Europea (UE)
Principio di precauzione in ambito UE
Consiste nell'adottare misure per prevenire, ridurre o eliminare il rischio potenziale anche quando non siano stati stabiliti scientificamente nessi causali certi tra l'attività e il rischio di danno. È un principio ambivalente e talvolta complesso rispetto all'innovazione tecnologica, motivo per cui esiste una Commissione incaricata di definirne i confini e le modalità di utilizzo. Questo principio è relativamente recente ed è stato introdotto formalmente con il Trattato di Maastricht del 1992, nonostante l'iniziale mancanza di consenso normativo.
Principio di prevenzione
È sempre più conveniente prevenire che reagire alla consumazione di un danno. Questa è stata l'azione cardine dell'UE sin dal suo inizio.
Principio della correzione alla fonte
Ciò significa che il danno ambientale deve essere rettificato, come priorità, direttamente nel luogo d'origine.
Principio «chi inquina paga» nell'UE
Significa che chi inquina deve pagare i costi derivanti dalla riduzione o eliminazione dei danni all'ambiente, oltre a finanziare la creazione di meccanismi efficaci per prevenire danni futuri.
- L'applicazione di questo principio è stata inserita regolarmente nella legislazione comunitaria, specialmente in materia di trattamento dei rifiuti.
- L'applicazione diffusa di questo principio contribuisce a un maggior grado di rispetto degli obiettivi della politica comunitaria ambientale.
- Svolge un ruolo fondamentale come deterrente alla violazione delle norme ambientali.
Alto livello di protezione
Il trattato che istituisce la Comunità Europea afferma che la politica ambientale della Comunità deve mirare a un elevato livello di tutela, tenendo conto della diversità delle situazioni (ambientali, economiche, sociali, ecc.) presenti nella Comunità.
Questo principio è stato interpretato dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee nel senso che un elevato livello di protezione non significa necessariamente un requisito tecnicamente al massimo livello possibile in assoluto. Questa precisazione è importante perché l'elevato livello di protezione deve essere inteso in linea con le realtà di ogni Stato; ciò è diventato cruciale dopo l'adesione all'UE di nuovi Stati dell'Europa centrale e orientale, che potrebbero riscontrare difficoltà iniziali nel raggiungere i massimi standard tecnici possibili.