Fondamenti del Diritto Commerciale: Atti, Mercanti e Tipologie Societarie
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Pratica Commerciale (Articolo 4)
La pratica commerciale è la ripetizione costante di uno standard uniforme di condotta da parte dei membri di una comunità, uniti nella convinzione che essa corrisponda a una necessità giuridica.
La pratica commerciale è strettamente legata al commercio e si riferisce alle transazioni e al diritto commerciale; tuttavia, la consuetudine differisce dalla legge civile comune. Si presentano le seguenti differenze:
- 1°: Nella legge civile, la consuetudine non costituisce diritto se non nei casi in cui la legge vi faccia espresso rinvio. Al contrario, nel diritto commerciale, ai sensi dell'Articolo 4 del Codice di Commercio, la pratica integra il silenzio della legge.
- 2°: L'interpretazione consuetudinaria viene utilizzata anche per determinare il significato e la portata delle parole usate in una scienza o arte, come previsto dall'Articolo 6 del Codice di Commercio.
- 3°: Il Codice di Commercio contiene norme relative alla prova della pratica (Articolo 5), a differenza della legge civile che non ne prevede.
La Consuetudine nel Codice di Commercio
Come già menzionato, il Codice di Commercio prevede norme specifiche sulla pratica (Articoli 4, 5 e 6). L'Articolo 4 si riferisce alla consuetudine come strumento per colmare le lacune della legge, stabilendo che i fatti che la costituiscono devono soddisfare i seguenti requisiti:
- Uniformità: i fatti devono essere uniformi.
- Pubblicità: devono essere pubblici e non privati.
- Territorialità: devono essere eseguiti nella Repubblica o in una località particolare.
- Reiterazione: devono essere praticati per un lungo periodo di tempo.
Atti di Commercio
Questioni Preliminari sugli Atti di Commercio
1. Volontà delle parti: Esiste la possibilità per le parti di conferire lo status di "commercio" a un atto? Su questo punto, la dottrina indica che l'autonomia privata non può essere applicata, poiché le conseguenze di un atto considerato commerciale sono di ordine pubblico; pertanto, le parti non possono influenzarne l'applicazione.
2. Il principio di accessorietà: Don Julio Olavarria Avila afferma che la previsione legale di questo principio riconosce l'impossibilità di applicare in ogni situazione il criterio oggettivo. L'accessorietà serve a determinare se un atto, pur non avendo intrinsecamente natura commerciale, acquisisca tale qualità in quanto accede a un'attività o a un atto di natura commerciale.
L'accessorietà in materia commerciale è più ampia rispetto a quella civile. Mentre in ambito civile l'accessorio garantisce l'adempimento di un obbligo principale (es. pegno, ipoteca), in ambito commerciale comprende anche l'accessorietà economica.
3. Fonte giuridica: La fonte di questa teoria si trova negli Articoli 1 e 3, n. 1, comma 2 del Codice di Commercio. L'Articolo 1 include la natura accidentale per gli obblighi assunti da non commercianti per garantire obblighi commerciali. L'Articolo 3, n. 1, comma 2, riguarda l'accessorietà economica, escludendo la commercialità per acquisti destinati a completare un'industria principale non commerciale.
4. Atti a carattere misto o doppio: Sono quegli atti considerati civili per una parte e commerciali per l'altra. La consacrazione giuridica di questo principio è contenuta nell'Articolo 3, comma 1: "sono atti di commercio per entrambe le parti o anche se lo sono per una sola di esse".
Atti di Diritto Commerciale in Cile (Articolo 3)
Gli atti di commercio sono elencati nell'Articolo 3. Sebbene il Codice non fornisca una definizione univoca, la dottrina definisce l'atto di commercio come: "un atto di mediazione svolto a scopo di lucro e il cui scopo è la circolazione della ricchezza."
Classificazione degli Atti di Commercio
Le transazioni commerciali possono essere classificate in base all'area territoriale:
1. Atti Terrestri (Numeri da 1 a 12 e 20)
Questi possono essere ulteriormente suddivisi:
- a) Atti basati sull'intento del soggetto (nn. 1-4): Acquisto e scambio di beni mobili con l'intento di vendere, locare o sublocare; acquisto di stabilimenti commerciali; mandato commerciale.
- b) Atti compiuti da imprese (nn. 5-9 e 20): Aziende manifatturiere, magazzini, alberghi, imprese di trasporto (terrestre o fluviale), agenzie d'affari, imprese di spettacolo e imprese di costruzione.
- c) Atti di commercio formale (n. 10): Sono sempre commerciali, indipendentemente dalla persona che li compie (es. cambiali, pagherò).
- d) Operazioni di intermediazione (nn. 11-12): Operazioni bancarie, di cambio e di mediazione.
2. Atti Marittimi (Numeri da 13 a 19)
Tutti gli atti relativi al commercio marittimo sono considerati atti di commercio ai sensi del n. 16.
I Mercanti
Regolati nel Libro I del Codice di Commercio, l'Articolo 7 definisce i mercanti (commercianti) come: "coloro che, avendo la capacità di contrattare, fanno del commercio la loro occupazione abituale."
I requisiti fondamentali sono:
- Capacità di contrattare.
- Esecuzione di atti di commercio.
- Esercizio professionale e abituale.
- Agire in nome proprio (requisito dottrinale).
Esecuzione accidentale di atti di commercio
L'Articolo 8 stabilisce che chi esegue un atto di commercio accidentalmente non è considerato commerciante, ma è comunque soggetto alle leggi commerciali per gli effetti di quell'atto. Ciò conferma il criterio oggettivo del diritto commerciale cileno.
L'Impresa
Secondo la dottrina, l'impresa è: "l'organizzazione dei fattori produttivi a fini di lucro." È un'entità che combina l'attività del datore di lavoro, il lavoro dei dipendenti e le risorse necessarie.
Caratteristiche dell'impresa:
- È un'entità giuridica ed economica finalizzata a uno scopo economico.
- È organizzata secondo un progetto razionale.
- Svolge un'attività professionale.
- È destinata alla produzione di beni o servizi per il mercato.
L'imprenditore è la persona fisica o giuridica che esercita l'attività a proprio nome. Non bisogna confondere l'impresa con la società: la società è una delle forme giuridiche che l'impresa può assumere.
Accordo di Partenariato (Contratto di Società)
Definito nell'Articolo 2053 del Codice Civile. Sulla sua natura giuridica esistono tre tesi:
- Teoria Contrattualistica: La società è un contratto e deve soddisfare i requisiti contrattuali.
- Teoria Istituzionalista: La società è un'istituzione che organizza persone per un obiettivo comune.
- Teoria Eclettica: La società nasce come contratto ma funziona come istituzione dotata di personalità giuridica.
Requisiti della Società
Deve rispettare i requisiti generali dei contratti:
- Consenso (privo di vizi).
- Capacità di contrattare (con deroghe per i minori autorizzati ex Art. 349).
- Oggetto lecito (corrispondente all'attività sociale).
- Causa lecita.
E i requisiti specifici:
- 1. Conferimento di contributi: I soci devono apportare "qualcosa in comune" (denaro, beni in natura o lavoro/industria).
- 2. Partecipazione agli utili: Il fine deve essere un vantaggio materiale (lucro).
- 3. Affectio Societatis: La volontà dei partner di collaborare su un piano di parità.
Tipologie di Società
1. In base all'oggetto:
- Società Civile: Se l'oggetto non è commerciale.
- Società Commerciale: Se l'oggetto prevede atti di commercio (Art. 3). Le società per azioni sono sempre commerciali per legge (Legge 18.046).
2. In base alle caratteristiche formali:
Società in Nome Collettivo (S.N.C.)
- Nome: Nome di tutti i soci o di alcuni con l'aggiunta "e Cia".
- Amministrazione: Spetta a tutti i soci, a meno di deleghe.
- Responsabilità: Illimitata e solidale.
- Cessione: Vietata senza il consenso di tutti i soci.
Società a Responsabilità Limitata (S.R.L.)
- Nome: Può includere il nome dei soci o l'oggetto, terminando con "Limitata".
- Responsabilità: Limitata al contributo versato.
Società in Accomandita
- Soci Accomandatari: Gestiscono e hanno responsabilità illimitata.
- Soci Accomandanti: Forniscono capitale e hanno responsabilità limitata al contributo.
Società per Azioni (S.A.)
- Nome: Nome di fantasia seguito da "S.A.".
- Amministrazione: Affidata a un consiglio di amministrazione (Direttorio).
- Responsabilità: Limitata al capitale sottoscritto.
- Cessione: Le azioni sono liberamente trasferibili.
Società di Persone vs Società di Capitali
Nelle società di persone (S.N.C., S.R.L.), l'elemento centrale è la fiducia tra i soci (intuitu personae). Nelle società di capitali (S.A.), l'elemento centrale è l'apporto economico, rendendo l'identità dei soci meno rilevante e facilitando la libera circolazione delle quote.
Infine, la Legge 19.857 permette la creazione di imprese individuali a responsabilità limitata (E.I.R.L.), consentendo a una singola persona di limitare il proprio rischio patrimoniale.