Fondamenti della Filosofia Classica e Moderna: Da Platone a Descartes e Kant

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La Seconda Navigazione Platonica

La seconda navigazione rappresenta un punto di svolta nel pensiero di Platone. Egli aveva accettato la necessità di introdurre un'intelligenza universale per spiegare l'ordine delle cose, impegnandosi in ciò che definisce metaforicamente come navigazione. La prima navigazione è guidata dalla filosofia naturale, che cerca di spiegare i dati sensibili attraverso i sensi; in questa fase, tutte le risposte sono correlate esclusivamente alla natura fisica. Al contrario, la seconda navigazione conduce alla scoperta del soprasensibile, ricercando una liberazione dai sensi per spostarsi verso il piano del logos e di ciò che può essere colto unicamente con l'intelletto.

La Bellezza nella Filosofia Platonica

Per spiegare perché una cosa è bella, un filosofo naturale ricorrerebbe a elementi fisici come il colore, la forma o altri attributi materiali. Tuttavia, secondo Platone, queste non sono le vere cause, ma semplici mezzi o condizioni. Pertanto, è necessario postulare l'esistenza di una causa superiore: una realtà non sensibile ma intelligibile. Questa è la Forma o Idea pura della Bellezza, che rende belle le cose empiriche. Gli elementi fisici (colore, proporzione) sono solo lo strumento attraverso cui la forza dell'Idea si manifesta nel mondo sensibile.

Il Mondo Sensibile secondo Platone

Il mondo sensibile è quello in cui operiamo e che percepiamo attraverso i sensi. Essendo composto di materia, in esso possiamo differenziare i singoli individui. Questi sono costituiti da parti soggette al mutamento, poiché la materia tende intrinsecamente al disordine. Gli esseri che costituiscono il mondo sensibile non possiedono un essere autonomo, ma ricevono la loro essenza e il loro essere dal mondo intelligibile.

Il Mondo Intelligibile

Secondo Platone, il mondo intelligibile è il regno delle Idee, composto da entità immateriali, semplici, universali ed eterne. Sono universali perché prive di elementi fisici; possono essere differenziate tra loro solo in base a un ordine gerarchico o di valore. Infine, sono eterne poiché non soggette al divenire o al cambiamento.

Il Concetto di Verità nei Presocratici: Aletheia

La verità come Aletheia deriva dal verbo greco lanthano. Originariamente, il termine indica ciò che non è nascosto o celato. La verità è dunque intesa come rivelazione, ciò che diventa manifesto o palese; Aletheia rappresenta l'atto dello svelamento o della scoperta della realtà.

La Verità Formale o Validità

Il concetto di verità formale o validità si riferisce alla consapevolezza che una conclusione è vera quando deriva correttamente da premesse date, indipendentemente dalla sua corrispondenza con l'esperienza empirica. Il criterio fondamentale è la coerenza logica con il dato di partenza. Questo modo di intendere la verità è tipico delle scienze formali come la matematica e la logica (verità logica o sintattica). Tuttavia, è applicabile anche alle scienze empiriche, alla filosofia e alla teologia, poiché la coerenza è la condizione essenziale per ogni discorso razionale.

Pensiero e Proposizione: Definizioni e Differenze

Il pensiero è considerato come il contenuto immanente della coscienza; esso può essere vero o falso ed è esprimibile in forma proposizionale. La proposizione, invece, è l'espressione verbale, orale o scritta di tale pensiero. Mentre il pensiero risiede nell'interiorità, la proposizione è la sua manifestazione esterna. Una proposizione è considerata valida quando è coerente con il sistema di riferimento a cui appartiene.

La Verità come Proprietà del Pensiero: Veritas

Il termine Veritas punta alla precisione e alla chiarezza nel dire. Verum è ciò che è esatto, completo e privo di omissioni. La Veritas fa riferimento diretto all'atto del dire (discorso apofantico) e alla narrazione, conferendo alla parola il peso della verità intesa come accuratezza descrittiva.

La Verità come Proprietà Divina: Emunah

La parola ebraica Emunah interpreta la verità nel senso di fiducia e fedeltà. Il "Dio vero" è colui che mantiene le promesse, così come il vero amico è colui su cui si può contare. Al contrario, un falso amico è un fallimento della relazione di fiducia. Il concetto di Emunah si riferisce quindi a un rapporto di lealtà e a una stabilità che si proietta nel futuro.

La Visione di Descartes a Ulm (1619)

Nella notte del 10 novembre 1619, mentre si trovava nella città tedesca di Ulm, René Descartes ebbe quella che considerò la rivelazione dei fondamenti di una "scienza mirabile". Questo evento segnò la nascita di un metodo volto a organizzare tutta la conoscenza in un'unica scienza universale, chiamata Mathesis Universalis, dove le idee sono connesse in modo non contraddittorio.

Le Quattro Regole del Metodo Cartesiano

  • Regola dell'Evidenza: Non accettare mai nulla per vero senza che sia evidente. Bisogna evitare la precipitazione e il pregiudizio, accogliendo solo ciò che si presenta alla mente in modo chiaro e distinto, escludendo ogni dubbio.
  • Regola dell'Analisi: Dividere ogni problema complesso in tante parti piccole quante sono necessarie per risolverlo meglio.
  • Regola della Sintesi: Condurre i pensieri con ordine, partendo dagli oggetti più semplici per risalire gradualmente alla conoscenza dei più complessi. In questo processo, Dio funge da garante della verità delle idee innate.
  • Regola dell'Enumerazione: Effettuare verifiche e revisioni complete per essere sicuri di non aver omesso nulla.

Il Concetto di Evidenza in Cartesio

Il dubbio cartesiano è il punto di partenza per criticare le convinzioni acquisite. Per Cartesio, il dubbio è lo strumento per trovare una verità universale e indubitabile, eliminando tutto ciò che presenta anche la minima possibilità di errore.

La Classificazione delle Idee

Descartes distingue tre tipi di idee in base alla loro provenienza:

  • Idee Avventizie: Quelle che sembrano provenire dal mondo esterno attraverso l'esperienza sensibile.
  • Idee Fattizie: Quelle costruite dalla nostra immaginazione o volontà.
  • Idee Innate: Quelle che fanno parte della natura stessa dell'intelletto (come il Cogito ergo sum). Esse sono chiare e distinte e costituiscono la base del razionalismo.

Il Dubbio Metodico

Il dubbio metodico è proposto come l'unica via per giungere all'evidenza. È un processo di riduzione che mette "tra parentesi" ogni certezza sensibile per trovare un fondamento assoluto. Il dubbio è universale, poiché si estende a ogni campo della conoscenza.

Il Dubbio sulla Conoscenza Sensibile: Illusioni e Sogni

Cartesio mette in discussione le forme sensibili perché i sensi spesso ci ingannano (illusioni ottiche, prospettiche, ecc.). Inoltre, introduce l'ipotesi del sogno: poiché durante il sonno abbiamo percezioni intense che sembrano reali, non abbiamo un criterio assoluto per distinguere la veglia dal sogno. Ciò permette di dubitare dell'esistenza del mondo materiale e del nostro stesso corpo.

Il Genio Maligno e la Matematica

Anche le verità matematiche (come 2+2=4), che sembrano valide sia nel sogno che nella veglia, possono essere messe in dubbio. Cartesio ipotizza l'esistenza di un Genio Maligno, un'entità potente e astuta che ci inganna sistematicamente, mettendo in discussione persino le certezze logiche più elementari.

Lo Scetticismo e la Posizione di Cartesio

Lo scetticismo è la posizione epistemologica che nega la possibilità di raggiungere una verità assoluta. Cartesio attraversa una fase scettica estrema utilizzando il dubbio metodico, ma lo fa per superarlo e trovare una base solida che resista a ogni possibile negazione.

La Scoperta del Cogito Ergo Sum

L'unica verità che resiste al dubbio è espressa dalla formula "Penso, dunque sono" (Cogito ergo sum). Anche se dubito di tutto, non posso dubitare del fatto che sto dubitando. Se dubito, penso; e se penso, devo necessariamente esistere come sostanza pensante. Questa è la prima certezza assoluta del sistema cartesiano.

Gli Usi della Ragione secondo Immanuel Kant

Secondo Kant, la ragione è la facoltà distintiva dell'essere umano. Egli individua tre applicazioni principali della ragione:

  1. Uso Teorico: La ragione come strumento per la ricerca della verità e della conoscenza fenomenica.
  2. Uso Pratico (Morale): La ragione applicata alla determinazione della volontà per distinguere il bene dal male.
  3. Uso Poietico (Produttivo): La ragione applicata alla trasformazione della realtà per creare prodotti o oggetti utili.

Voci correlate: