Fondamenti della Pedagogia: La Rete Nomologica dell'Educazione
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Definire l'Educazione e la Rete Nomologica
Vi è un numero abbondante di definizioni di educazione nella storia della pedagogia; a sua volta, esiste una serie di criteri e concetti che possono aiutarci a comprendere quali elementi possano qualificarsi come educativi o didattici. In questo contesto, cercherò di ridefinire il contenuto dei termini teorici a seconda della loro posizione come membri di un gruppo che costituisce un linguaggio teorico, in modo da poter apprezzare la sua "rete nomologica", ovvero la rete di criteri logici o usi che disciplinano i termini inclusi in un linguaggio teorico distinto.
Le Funzioni del Linguaggio Teorico
Il tentativo di definire i termini in esame, non isolatamente ma in relazione ai termini del proprio linguaggio teorico, soddisfa tre funzioni principali:
- Definire il tipo di fenomeni che intendiamo con il termine.
- Stabilire quando usiamo un altro termine.
- Chiarire quali siano i criteri che ci consentono di distinguere i fenomeni l'uno dall'altro, affermando quando dobbiamo applicare un termine o un altro a seconda dei casi.
Il termine formazione è il concetto di base che unifica il linguaggio teorico, mentre i restanti termini fanno riferimento al concetto di apprendimento. Tuttavia, non accettiamo come educativo un "apprendimento" che disprezza la libertà e la dignità dello studente: non tutto l'apprendimento può essere considerato educativo.
Apprendimento, Indottrinamento e Manipolazione
Il concetto di indottrinamento può essere squalificato come apprendimento educativo in quanto esiste l'intenzione dell'agente di attuare le proprie convinzioni ideologiche e la compartimentazione dei contenuti appresi. In una risposta condizionata, si impara attraverso uno stimolo. I concetti di condizionamento e indottrinamento hanno qualcosa in comune: sono guidati e governati da un agente esterno al discente, senza che quest'ultimo padroneggi veramente ciò che sta cercando di ottenere in quel processo di apprendimento.
Questa caratteristica definisce il concetto di manipolazione, poiché qui l'agente agisce come un manipolatore nascosto della realtà. Il criterio che separa i processi di manipolazione dai tentativi di influenza (senza i quali l'educazione non avrebbe senso) è proprio la coscienza dello studente: sapere esattamente cosa sta facendo e qual è il vero obiettivo da raggiungere.
Se non accettiamo il criterio dell'intenzione dell'agente, perdiamo la linea di distinzione tra istruzione e indottrinamento; in quest'ultimo, l'apprendimento è privo di giustificazione razionale, sebbene l'agente possa non avere intenti manipolatori espliciti.
Istruzione e Formazione: Verso lo Schema Concettuale
Per definire l'istruzione, abbiamo bisogno di conoscere quello che è stato definito il criterio di utilizzo, ovvero quando lo studente dovrebbe comprendere l'importanza di certe cose. Deve essere sviluppato una sorta di schema concettuale per organizzare le informazioni.
Nei processi di didattica, l'apprendimento può mancare di una giustificazione razionale immediata senza che l'agente abbia intenti manipolativi; al contrario, queste lezioni possono essere la base per l'ulteriore sviluppo di uno schema concettuale che fornirà in seguito la razionalità necessaria. Sebbene tali sistemi non siano ancora sviluppati, parleremo di istruzione per delimitare quei casi in cui l'apprendimento non richiede lo sviluppo di quadri concettuali complessi e il compito viene imparato per essere eseguito automaticamente.
All'interno dei processi di istruzione si trovano i processi di addestramento e formazione: in questi casi, ciò che viene appreso non è solo un punto di conoscenza, ma una competenza. Questo tipo di apprendimento richiede una pratica ripetuta come mezzo per padroneggiare il compito.
Il Ruolo dei Valori Morali e della Libertà Intellettuale
È istruttivo il fatto che i processi di sviluppo di quadri concettuali di fondo siano fondamentali. Come si vede, tutti i processi analizzati hanno in comune l'apprendimento come risultato. Allo stesso modo, il termine educazione può essere utilizzato in ognuno dei processi analizzati, riferendosi all'attività dell'agente che cerca di indurre tale apprendimento.
Si tratta di un'attività che deve rispettare l'integrità e la libertà intellettuale degli studenti e la loro capacità di giudicare in maniera indipendente. Pertanto, il concetto di insegnamento può essere collocato accanto all'apprendimento come concetto centrale nella rete nomologica. Sarà quindi necessario considerare come si svolge questo compito per vedere se l'apprendimento è vera "educazione", rispettando la possibilità di visualizzare il concetto di formazione della persona.
La formazione è il processo di sviluppo in cui qualcosa di esterno diventa interno; essa moltiplica le opportunità offerte dall'istruzione perché rende l'uomo più agile e più prudente. Infine, per completare la rete nomologica, stabiliamo un criterio per separare i concetti di formazione e istruzione: l'istruzione fa riferimento alla volontà e all'azione, mentre la formazione (in senso stretto) può talvolta essere ridotta al livello di conoscenza.
Conclusioni: Valori e Perfezione
Emerge un criterio di contenuto caratteristico dei processi che chiamiamo educazione. Sembra chiaro che il processo educativo debba condurre lo studente verso una situazione auspicabile. Questo approccio si completa nel concetto di educazione con un'introduzione pratica nel nostro modo di agire di quei valori morali che definiscono la componente utopica della "perfezione".
Questa incorporazione di valori morali, che fanno riferimento alla volontà e non solo alla comprensione, ci permetterebbe di distinguere il concetto di educazione permanente. Infine, va notato che entrambi i processi non si escludono a vicenda. Il concetto di educazione implica non solo l'idea che si impari qualcosa di prezioso, ma anche lo sviluppo di un'intelligenza che formi un quadro concettuale che lo studente possa considerare come proprio.
L'unica differenza risiede nella possibilità che alcuni modelli di formazione portino a esiti indesiderabili, sia perché il processo si proietta su contenuti moralmente riprovevoli, sia perché, nonostante il processo sia prezioso, lo studente non ha esercitato la propria volontà per realizzare in pratica ciò che ha concettualmente apprezzato.