Fonti del Diritto Italiano: Comprensione di Giurisprudenza e Consuetudine

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Fonti del Diritto: Esame di Giurisprudenza e Consuetudine

La Giurisprudenza: Interpretazione e Applicazione del Diritto

GIURISPRUDENZA: Si riferisce ai criteri (dottrina) adottati dai giudici nel loro compito quotidiano di interpretazione e applicazione del diritto vigente a controversie o conflitti portati alla loro attenzione. Consiste in una serie di dichiarazioni e decisioni pronunciate dagli organi giurisdizionali dello Stato.

La giurisprudenza ha un ruolo secondario rispetto alle fonti del diritto formali e, almeno formalmente, non può essere considerata come tale. A rigore, la giurisprudenza è l'approccio coerente e uniforme nell'applicazione della legge da parte della Corte Suprema, che è l'organo supremo in tutti i settori, ad eccezione delle disposizioni in materia di garanzie costituzionali.

Efficacia della Giurisprudenza

La giurisprudenza non è legalmente considerata una fonte di diritto in quanto non crea gli standard normativi e, quindi, non è elencata tra le fonti nell'articolo 1 del Codice Civile (CC). Il ruolo della Corte Costituzionale è distinto e non va confuso con il ruolo e il compito dei giudici ordinari, al punto che non costituisce nemmeno una parte della magistratura nel suo complesso.

La Consuetudine: Fonte di Diritto Sociale

CONSUETUDINE (o Usi): Si definisce come la ripetizione di atti o comportamenti per un certo periodo, accompagnata dalla convinzione che si stia soddisfacendo una norma giuridica.

Mentre la legge è creata dalla volontà dei membri che rappresentano la comunità politica, la consuetudine, invece, è creata direttamente dalla comunità, senza l'intermediazione dei suoi rappresentanti. Pertanto, la consuetudine si adatta a ogni organo, poiché le sue regole evolvono direttamente a livello sociale.

Tratti Distintivi della Consuetudine

Le caratteristiche distintive delle regole consuetudinarie sono le seguenti:

  • Sono norme giuridiche genuine, il che le differenzia dalle semplici prassi sociali.
  • Si producono spontaneamente, non in modo riflessivo come la legge.
  • È una regola di diritto non scritta.
  • È caratteristica della consuetudine che debba essere sottoposta a un processo concreto (prova o trial) in cui si destina la sua applicazione.
  • È una fonte di diritto subordinata. Ciò significa che le norme consuetudinarie sono valide solo se non esiste alcuna legge che disciplini il caso specifico.
Elementi Costitutivi della Consuetudine

La consuetudine richiede due elementi fondamentali:

  1. Elemento materiale (esterno o di fatto): Consiste nell'uso, ovvero nella ripetizione uniforme degli atti nel tempo.
  2. Elemento spirituale (interno o psicologico): Consiste nella "opinio iuris", ovvero la fede che tale comportamento costituisca una norma corretta (la consapevolezza del valore normativo), ossia la convinzione dell'obbligo di tale comportamento.

Voci correlate: