Friedrich Nietzsche: Morale, Metafisica e l'Oltreuomo

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Morale dei Signori e Morale degli Schiavi

  • Morale degli schiavi: La morale cristiana è il risultato della ribellione della classe degli schiavi. I suoi valori "indeboliscono la vita" e si basano sul risentimento e sulla vendetta, esaltando le virtù dei deboli come sinonimo di sottomissione. Le sue caratteristiche principali sono: passività, mancanza di creatività, amore per il prossimo, fratellanza e tranquillità. Questo approccio egualitario considera "cattiva" la vita cosciente del proprio potere.
  • Morale dei signori: Esalta la vita, il potere, l'orgoglio e l'affermazione di sé. In questo contesto, il "bene" è considerato superiore. Le sue caratteristiche sono: attività e creatività; l'anima fiera si oppone al male e afferma il bene, distaccandosi dai pari e dagli inferiori.

La morale dei signori è stata storicamente la morale dei guerrieri o dei sacerdoti.

Il prete convince il malato di essere colpevole della propria malattia, offrendo conforto attraverso un ideale ascetico (la rinuncia a passioni e sentimenti). Secondo Nietzsche, questo ideale è innaturale poiché l'uomo possiede una propria volontà vitale che viene negata da tali precetti.

Il superamento del nichilismo avviene attraverso la forza di volontà e la comprensione del mistero dell'"eterno ritorno dell'identico". L'Oltreuomo permette la rivalutazione dei valori prevalenti: non solo della morale cristiana, ma anche della moralità dei maestri.

La critica della metafisica tradizionale

La metafisica tradizionale si basa su un errore fondamentale: l'antitesi dei valori e la convinzione che le cose di valore non derivino dal mondo sensibile, ma da Dio. Nietzsche critica l'aspetto ontologico della metafisica tradizionale definendolo "statico", poiché cerca qualcosa di fisso in un mondo che è invece in costante divenire. Di conseguenza, ciò che l'uomo conosce viene ridotto a pura apparenza.

Per il pensiero dogmatico, questo mondo è irreale; per trovare la verità, bisognerebbe guardare "altrove". Nietzsche critica la speculazione sul movimento del mondo, poiché l'essere non può essere studiato nel turbine del divenire. Questa separazione tra "essere reale" ed "essere apparente" genera un giudizio di valore negativo sulla vita, privilegiando il mondo delle idee. In realtà, non esiste una distinzione tra mondo reale e apparente: esiste solo il destino dell'essere che crea e distrugge il mondo.

La Volontà di Potenza

L'ontologia di Nietzsche si fonda sulla critica ai pregiudizi dei filosofi contro la vita (come la paura della morte o della vecchiaia). Nietzsche collega la divisione platonica tra mondo reale e apparente alla morale cristiana innaturale. La nuova ontologia è la Volontà di Potenza: un'interpretazione della realtà che emerge dopo la scoperta della "morte di Dio", permettendo all'uomo di indagare le cause del nichilismo per superarlo.

La volontà di potenza non è semplice dominio o oppressione psicologica, ma una passione metafisica e una realtà dinamica. È il desiderio insaziabile di manifestare ed esercitare il potere, una capacità di aspirare a di più, di crescere, intensificarsi e dominare. È l'affermazione della vita stessa e la proiezione che ne promuove la diffusione. L'Oltreuomo incarna ed esprime questa volontà creativa.

La nuova antropologia: l'Oltreuomo

L'Oltreuomo (Übermensch) è l'obiettivo o il progetto artistico dei filosofi-artisti, eredi della morte di Dio. Non è il risultato di un'evoluzione necessaria, ma un ideale creato. È l'uomo che si sostiene nel divenire della vita, è forte, sicuro e privo dei pregiudizi accademici. È uno stato che si raggiunge con l'accettazione del divenire e dell'eterno ritorno. L'Oltreuomo domina la terra con la sua sovrabbondanza, senza provare colpa per la povertà o compassione per i deboli.

La "Grande Politica" e l'Eterno Ritorno

La "grande politica sperimentale" è il progetto etico di Nietzsche che prepara il mondo all'arrivo dell'Oltreuomo attraverso la creazione di nuovi valori e modi di vivere. La nuova concezione del tempo è l'eterno ritorno dell'identico: la conoscenza più profonda e fondamentale, una verità definitiva che trascende ogni conoscenza superficiale.

Nietzsche la presenta come una profezia in cui la vita è un anello mitico sempre uguale a se stessa. Poiché manca un fine razionale, la vita è priva del senso storico e progressivo stabilito dalle culture occidentali. Questa teoria richiama il pensiero presocratico di Anassimandro ed Eraclito. L'essenza di ciò che esiste è la volontà di potenza che, una volta esaurita, riappare ciclicamente. L'uomo deve vivere in modo tale da desiderare di rivivere ogni momento infinite volte: non solo deve sopportare il proprio destino, ma deve arrivare ad amarlo (amor fati).

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