Il Governo del Fronte Popolare: Storia e Tensioni Politiche in Spagna (1936)

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Il Governo del Fronte Popolare in Spagna (1936)

Tra febbraio e luglio 1936, il panorama politico spagnolo fu caratterizzato da eventi cruciali che segnarono la storia del Paese.

L'assetto governativo e le riforme

I governi formatisi in questo periodo furono esclusivamente repubblicani, guidati inizialmente da Manuel Azaña e, da maggio, da Santiago Casares Quiroga. In quel momento, Azaña sostituì Niceto Alcalá-Zamora come Presidente della Repubblica. La scomparsa di quest'ultimo dalla vita politica allarmò l'opinione pubblica più moderata.

Le decisioni politiche più rilevanti furono:

  • La concessione di un'amnistia.
  • La reintegrazione dei lavoratori repressi.
  • Il ripristino dello status della Catalogna e della Generalitat.
  • Il ripristino del programma di riforme del biennio precedente, in particolare la riforma agraria, gestita con decreti d'emergenza.

I socialisti non parteciparono al governo, come concordato in precedenza e a causa di divisioni interne al partito.

Il ruolo del PCE e dei sindacati

Il PCE (Partito Comunista di Spagna), fedele alla strategia di unità antifascista pubblicata dall'Internazionale Comunista, sostenne che la difesa della Repubblica e della democrazia contro il fascismo fosse una priorità, criticando apertamente le posizioni radicali del PSOE e della CNT. Questa linea permise al PCE di aumentare significativamente la propria influenza.

Il movimento sindacale, guidato da CNT e UGT, lanciò un'offensiva per recuperare le posizioni perdute. Molti contadini occuparono le terre, mentre il governo cercava di mediare tra le occupazioni e la legalità. Nel 1936 si registrarono circa 200 scioperi agrari. Particolarmente rilevante fu l'ondata di scioperi a Madrid (maggio-luglio), tra cui quello nel settore delle costruzioni, che coinvolse oltre 100.000 lavoratori.

La cospirazione militare e la violenza politica

Il colpo di stato militare fu pianificato da figure chiave rimosse dai centri di potere: Goded fu assegnato alle Isole Baleari, Franco alle Isole Canarie e Mola a Pamplona, dove prese contatti con i carlisti. La cospirazione riprese vigore nel mese di febbraio.

Il clima di tensione fu alimentato da una serie di attacchi di matrice falangista volti a destabilizzare il regime:

  • Attentati falliti: contro Jiménez de Asúa e Indalecio Prieto.
  • Omicidi compiuti: Manuel Pedregal, Carlos Faraudo e il tenente Antonio de los Reyes.

José Antonio Primo de Rivera fu imprigionato e il suo partito, la Falange, venne messo fuori legge.

Verso la rottura

In risposta, molti esponenti della sinistra formarono milizie armate, facendosi giustizia da soli. In questo contesto, il 12 luglio avvenne l'omicidio di José Castillo, tenente socialista e membro della Guardia d'Assalto. Il giorno seguente, in rappresaglia, fu ucciso Calvo Sotelo, il più noto parlamentare di estrema destra.

Sebbene il clima di violenza politica fosse diffuso in molte nazioni europee del dopoguerra, ciò non significava che la guerra civile fosse un esito inevitabile per la Spagna.

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