Geografia Industriale della Spagna: Assi di Sviluppo e Aree in Declino
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Assi di sviluppo industriale e aree rurali
c) Gli assi di sviluppo industriale
Gli assi di sviluppo industriale si trovano principalmente lungo le grandi vie di comunicazione.
A livello nazionale, gli assi principali sono la valle dell'Ebro e del Mediterraneo (Gerona-Cartagena). La presenza di una fitta rete autostradale che collega l'Europa con i principali assi nazionali e meridionali ha permesso di attrarre grandi industrie nazionali e multinazionali.
- A livello provinciale e regionale si sono sviluppate alcune rotte specifiche, come la rete intorno a Madrid, che si estende nelle province limitrofe di Castiglia-La Mancha, e l'asse interno che si snoda lungo le strade principali (autostrada Tordesillas, Valladolid, Palencia).
d) Zone rurali ben servite
Anche le zone rurali ben servite hanno accolto diversi insediamenti industriali. In generale, si tratta di industrie di piccole dimensioni, scarsamente capitalizzate e che necessitano di manodopera non qualificata, economica e flessibile.
I casi più frequenti sono rappresentati da piccole botteghe di prodotti tipici (dolci, abbigliamento, mobili), imprese urbane delocalizzate o società promosse da imprenditori locali per sfruttare le risorse del territorio. Tuttavia, a volte si registrano anche imprese innovative, nate grazie alla cooperazione interaziendale e al sostegno dei governi locali.
Aree e centri industriali in declino
Si tratta di zone caratterizzate da un forte declino industriale, situate principalmente sulla costa cantabrica e in alcuni poli specifici (Ferrol, Baia di Cadice, Puertollano e Ponferrada).
Le cause del declino risiedono nella loro specializzazione in settori maturi, caratterizzati dal predominio della grande fabbrica da cui le PMI dipendono fortemente. Molti di questi settori hanno subito una dura riconversione. Si aggiungono inoltre le difficoltà di reindustrializzazione, causate dalla presenza di un mercato del lavoro non qualificato, forti conflitti sindacali, un grave degrado ambientale dovuto alla predominanza di industrie altamente inquinanti, la presenza di lotti ed edifici abbandonati, e una crescita urbana disorganizzata e di bassa qualità.
Le conseguenze di questa situazione sono state la deindustrializzazione, il calo demografico dovuto all'emigrazione e la perdita di competitività rispetto ad altre aree industriali. Tuttavia, alcune zone hanno mostrato esempi di rilancio industriale, come i Paesi Baschi a partire dal 1995, riflettendo il differente impatto della crisi e l'efficacia delle misure adottate per farvi fronte.
Aree di industrializzazione e basso indotto
Queste aree sono caratterizzate dalla presenza di alcuni grandi complessi industriali isolati e dalla predominanza di piccole industrie tradizionali e disperse.
- Aree a industrializzazione indotta in Aragona, Castiglia e León e Andalusia: in queste regioni si trovano poli di sviluppo industriale creati come risultato delle politiche di promozione industriale degli anni '60. Questi poli hanno concentrato investimenti, produzione e occupazione, ma non sono riusciti a diffondersi nelle aree circostanti, generando così squilibri regionali. È il caso di Saragozza in Aragona, di Valladolid e Burgos in Castiglia e León, e del triangolo Cadice-Huelva-Siviglia in Andalusia. Queste aree presentano anche alcune industrie nei capoluoghi di provincia che sfruttano il mercato di consumo urbano, oltre a industrie tradizionali, piccole e disperse, che valorizzano le risorse locali (tessile, vino, bevande, mobili).
- Aree a bassa industrializzazione come Castiglia-La Mancha, Estremadura, Isole Baleari e Canarie: vi si trovano solo sporadiche grandi industrie, mentre predominano le piccole e medie imprese nei settori tradizionali, caratterizzate da una scarsa competitività.
La Castiglia-La Mancha inizia a imporsi come eccezione in questo gruppo grazie alla diffusione dell'industria proveniente dalla provincia di Madrid, favorita dai collegamenti diretti con la capitale.