Gestione e Mitigazione dei Rischi Ambientali: Strategie di Prevenzione
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Valutazione dei rischi e mitigazione
La valutazione si basa sullo studio dell'entità dei danni causati da eventi simili in passato e sui fattori correlati. Essa tiene conto di tre fattori fondamentali:
1. Hazard (P) - Pericolosità
Rappresenta la probabilità di un fenomeno la cui gravità lo rende potenzialmente dannoso in un determinato luogo ed entro un intervallo di tempo specifico. Viene valutata secondo tre prospettive:
- Gravità: valuta l'entità della manifestazione, classificandola in diverse categorie o gradi di pericolo (da zero a catastrofico) o entro il rischio massimo o medio.
- Tempo di ritorno: indica la frequenza o la periodicità con cui l'evento si ripete.
- Distribuzione geografica: identifica le aree storicamente colpite da uno specifico fenomeno.
2. Vulnerabilità (V)
Rappresenta il grado di efficacia di un particolare gruppo sociale nell'adeguare la propria organizzazione rispetto ai cambiamenti dell'ambiente che incorporano rischi. La vulnerabilità aumenta in proporzione diretta all'incapacità del gruppo umano di adattarsi ai cambiamenti e determina l'intensità del danno che può verificarsi. Le misure includono:
- Suscettibilità al danno.
- Mezzi per affrontarli.
- Grado di consapevolezza dei rischi.
- Condizione delle infrastrutture.
3. Esposizione (E)
Chiamata anche valore, rappresenta il totale di persone o beni esposti al rischio. Con l'aumento dell'esposizione (ad esempio il sovraffollamento), aumentano i danni derivanti dalla manifestazione del pericolo. Può essere:
- Sociale: valuta il numero di vittime o potenziali persone coinvolte.
- Economica: tiene conto delle perdite economiche espresse in EUR/anno.
- Ecologica: considera il numero di specie viventi colpite o l'entità del degrado ambientale.
Calcolo e Valutazione del Rischio
Il Rischio (R) è il prodotto dei tre fattori sopra citati; se uno di essi si annulla, il rischio scompare. La formula è: R = P × V × E.
Si distinguono due tipologie:
- Rischio Totale (R = PVE): il valore complessivo del rischio.
- Rischio Specifico (R = PV): mostra l'entità delle perdite previste dopo un fenomeno naturale catastrofico, indipendentemente dall'esposizione.
Il rischio può essere valutato in termini di due tipi di parametri:
- Quantitativi: a seconda del numero di persone decedute, ferite o delle perdite economiche.
- Qualitativi: a seconda della gravità del danno sociale, economico o ecologico; il rischio può essere valutato in gradi.
Pianificazione del rischio
Mira a sviluppare misure per affrontare tutti i pericoli. Queste misure rientrano in due aree principali:
Predizione
La predizione consiste nell'annunciare l'evento in anticipo. Le mappe di rischio sono rappresentazioni cartografiche che contengono dati raccolti dai record storici degli eventi; grazie ad esse è possibile prevedere dove, quando e con quale probabilità di gravità si verificherà un fenomeno.
Prevenzione
La prevenzione viene preparata in anticipo, applicando una serie di misure per mitigare i danni o eliminare gli effetti dei diversi tipi di rischi:
- Misure strutturali: consistono nel modificare o creare strutture geologiche ed edifici idonei. Riducono il pericolo in alcuni casi e, soprattutto, la vulnerabilità. Possono ridurre l'esposizione se si utilizzano specifici sistemi di sorveglianza.
- Misure non strutturali: coinvolgono questioni di politica e sociale come:
- Pianificazione territoriale.
- Protezione civile.
- Educazione al rischio.
- Sistemi di assicurazione e sicurezza.
- Analisi costi-benefici.