Gestione e Risoluzione dei Conflitti Collettivi nel Diritto del Lavoro
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Tipologie di Disputa e Conflitto Collettivo
Il conflitto collettivo può essere di natura plurale o individuale. I conflitti di interesse si verificano quando è impossibile risolvere le controversie legali attraverso i tribunali ordinari; tali dispute si basano sull'interpretazione o l'approvazione di una norma che deve essere risolta davanti a un giudice.
Le Misure del Conflitto
Le mobilitazioni dei lavoratori iniziano quando si richiedono miglioramenti delle condizioni lavorative. Questi strumenti di pressione possono includere meeting, incontri e manifestazioni. Quando il conflitto si intensifica, si manifestano diverse tipologie di azione:
- Serpentoni: Dimostrazioni e scioperi itineranti nei luoghi di lavoro per coinvolgere il maggior numero di lavoratori.
- Picchetti: Azioni volte a convincere i lavoratori che intendono esercitare il proprio diritto al lavoro ad aderire allo sciopero.
- Boicottaggio: Blocco della produzione o dei rapporti con i lavoratori contrattualizzati.
- Sabotaggio: Distruzione volontaria dei mezzi di produzione (media labour).
- Occupazione di proprietà: Impedire l'ingresso delle materie prime o l'uscita del prodotto finito, assumendo il controllo dell'azienda.
- Sciopero (Strike): Interruzione del lavoro svolto di comune accordo dai lavoratori in segno di protesta.
Reazioni del Datore di Lavoro
Contro queste misure, il datore di lavoro può adottare diverse strategie:
- Produzione anticipata: Integrare il lavoro non svolto spostando la produzione in altri centri o subappaltando le attività.
- Potere di gestione e controllo: In linea di principio, i lavoratori che non aderiscono allo sciopero devono accettare i compiti assegnati dal datore di lavoro in base alle necessità aziendali.
- Potere di polizia: Il datore di lavoro può garantire che i lavoratori non scioperanti svolgano le proprie mansioni senza impedimenti.
- Sanzioni e Bonus economici: Sanzioni per chi partecipa a scioperi irregolari o bonus anti-sciopero, sebbene quest'ultima pratica sia legalmente complessa da giustificare.
Esistono inoltre situazioni in cui i lavoratori non possono decidere liberamente se esercitare un diritto fondamentale, come nel caso di un lavoratore con contratto in scadenza che teme di non essere riassunto se partecipa allo sciopero.
Azione Collettiva e Pratiche Vietate
- Blacklist: Liste di lavoratori segnalati ai datori di lavoro per impedirne l'assunzione futura. È una pratica vietata.
- Assicurazione contro lo sciopero: Polizze stipulate dall'imprenditore per coprire le perdite derivanti dal conflitto. È vietato.
- Mancata collaborazione: Il datore di lavoro è obbligato a collaborare con determinate attività sindacali secondo quanto previsto dalla legge.
- Crumiraggio (Esquirrolaje): Assunzione di personale esterno all'azienda per sostituire i lavoratori in sciopero. È vietato.
- Serrata (Lockout): Chiusura dell'azienda da parte del datore di lavoro. La legge la consente solo quando lo sciopero mette in pericolo l'integrità delle persone o dei beni aziendali.
Procedure di Risoluzione dei Conflitti
Risoluzione Eteronoma
Si verifica quando un meccanismo o un soggetto terzo (come un tribunale) interviene per risolvere il conflitto.
Risoluzione Autonoma
Le procedure autonome possono risolvere sia i conflitti di interesse che i conflitti legali in modo più rapido ed economico.
- Conflitto di interessi: Due gruppi contrapposti desiderano cambiare le regole vigenti, senza che vi sia necessariamente una violazione di legge.
- Conflitto legale: Disaccordo sull'interpretazione di una norma giuridica o contrattuale esistente.
Meccanismi di Risoluzione
- Conciliazione: Un terzo cerca di riavviare le trattative tra le parti per raggiungere un accordo.
- Mediazione: Il mediatore propone attivamente soluzioni alle parti, che restano libere di accettarle o meno.
- Arbitrato: Un arbitro risolve il conflitto attraverso una decisione vincolante chiamata lodo arbitrale. Richiede il consenso preventivo delle parti.
Esistono forme di arbitrato obbligatorio, ma sono eccezionali. La maggior parte dei procedimenti legali richiede un tentativo di conciliazione preventiva (come attraverso i sistemi SERCLA o ASEC) prima di adire le vie giudiziarie.