Gestione Sostenibile delle Risorse Idriche e Classificazione dei Rifiuti

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Gestione delle acque: pianificazione idrologica

La pianificazione idrica è destinata, dunque, alla gestione dell'uso delle acque, aumentandone l'efficienza e fornendo soluzioni tecniche quando altri mezzi non sono sufficienti per rispondere alle richieste.

Misure generali

Nel settore agricolo

  • Miglioramento delle pratiche di gestione idrica.
  • Irrigazione a impulsi.
  • Cambiamento dei sistemi di irrigazione (come l'irrigazione a goccia).
  • Riutilizzo delle acque reflue trattate per l'irrigazione.

Industria

  • Il riciclo delle acque di raffreddamento, il riutilizzo all'interno del settore e la prevenzione di perdite nelle tubature.

Consumo urbano

  • Installazione di strutture a bassa potenza.
  • Adozione di sistemi di tariffazione dell'acqua.
  • Attuazione del paesaggio xerofitico (xeriscaping).
  • Pianificazione urbanistica sostenibile.
  • Riutilizzo delle acque reflue domestiche.
  • Educazione ambientale.

Soluzioni tecniche

  • Creazione di bacini idrici.
  • Trasferimenti d'acqua tra bacini.
  • Azione diretta sui corsi dei fiumi.
  • Desalinizzazione dell'acqua di mare o salmastra.
  • Controllo dello sfruttamento delle falde acquifere.

Soluzioni politiche

  • Leggi che regolano il consumo di acqua.
  • Conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua (Mar del Plata 1977).
  • Conferenza di Rio de Janeiro.

Pianificazione delle acque in Spagna

In Spagna, la pianificazione idrologica è svolta attraverso:

  • Piani dei bacini fluviali.
  • Piano Idrologico Nazionale.


Definizione e tipologie di rifiuti

Sottoprodotto: è un rifiuto che risulta utile come sostituto di una materia prima e il cui reimpiego non richiede un trattamento significativo.

Un residuo: è definito come qualsiasi materiale derivante da un processo di produzione, trasformazione, uso, consumo o pulizia, che il detentore o il produttore intende abbandonare.

Rifiuti Solidi Urbani (RSU): noti semplicemente come rifiuti urbani nella nuova legge sui rifiuti, sono generati da attività in aree urbane o zone d'influenza, ossia in abitazioni private, negozi, uffici e servizi.

Rifiuti sanitari: sono generati da attività sanitarie presso ospedali, cliniche, centri di cure primarie, laboratori e industrie farmaceutiche.

I rifiuti industriali: possono essere inerti o trattati come rifiuti urbani, oppure consistere in sostanze tossiche, radioattive o rifiuti pericolosi prodotti specificamente dalle attività industriali.

I rifiuti radioattivi (RR): sono considerati tali tutti i materiali o prodotti di scarto contenenti o contaminati da concentrazioni di nuclidi radioattivi (o livelli di attività) superiori a quelli stabiliti dalle autorità competenti, e per i quali non è previsto alcun utilizzo futuro.

Voci correlate: