Giovanni Pascoli: Vita, Opere e Poetica del Fanciullino

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Biografia di Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli nasce a San Mauro di Romagna nel 1855, quarto di dieci figli. La sua esistenza fu segnata da una serie di tragedie familiari che influenzarono profondamente la sua produzione letteraria e la sua visione del mondo.

L'infanzia e il trauma del 10 agosto

  • 10 agosto 1867: Il padre, amministratore di una vasta tenuta agricola, viene assassinato per motivi mai chiariti (si ipotizzano rivalità sul piano professionale e politico).
  • 1868-1871: Pascoli studia nel collegio di Urbino. In questo breve arco di tempo, subisce la perdita della madre, di una sorella e di un fratello.
  • Questi lutti segnano profondamente la sua sensibilità, portandolo a sviluppare il tema del "nido" familiare violato.

Formazione universitaria e impegno politico

Nonostante le difficoltà economiche e personali, prosegue gli studi al liceo di Rimini. Nel 1873, grazie a una borsa di studio vinta dopo un esame sostenuto alla presenza di Giosuè Carducci, si iscrive alla facoltà di Lettere dell'Università di Bologna.

L'attivismo e l'esperienza del carcere

  • A Bologna si avvicina agli ambienti del socialismo emergente (l'anarchismo di Andrea Costa) e si iscrive all'Internazionale socialista.
  • 1875-1880: Viene privato della borsa di studio per aver partecipato a una manifestazione contro il ministro dell'Istruzione Ruggero Bonghi. Vive in grande miseria ed è costretto a interrompere gli studi per cinque anni.
  • 1879: Viene coinvolto nelle agitazioni seguite alla condanna dell'anarchico Giovanni Passanante (che attentò alla vita di re Umberto I). Arrestato, resta in carcere per più di tre mesi.
  • Viene infine prosciolto con formula piena, anche grazie alla testimonianza scritta di Carducci. L'esperienza del carcere lo segna profondamente, portandolo ad abbandonare la politica attiva.

La carriera accademica e la ricostruzione del "nido"

Dopo la laurea, ottenuta con l'aiuto di Carducci, inizia la sua carriera di insegnante:

  • 1883: Ottiene la cattedra di latino e greco al liceo di Matera.
  • 1884: Si trasferisce a Massa, dove si riunisce alle due sorelle precedentemente entrate in convento. Una di esse, Maria (Mariù), resterà con lui per tutta la vita.
  • 1887-1895: Insegna a Livorno. Nel 1895, la sorella Ida si sposa contro il parere del poeta, evento che Pascoli vive come un nuovo trauma.
  • Nello stesso anno si trasferisce con Maria a Castelvecchio (Lucca), affittando una villetta che diventerà la loro residenza definitiva.

Il successo letterario e i grandi capolavori

Parallelamente all'insegnamento, Pascoli si afferma come uno dei maggiori poeti italiani:

  • 1891: Pubblica il suo primo volumetto di poesie, Myricae, che resta la sua opera più famosa.
  • 1903: Pubblica i Canti di Castelvecchio.
  • Si distingue come straordinario latinista, vincendo per ben 13 volte il primo premio al concorso internazionale di poesia latina ad Amsterdam.

L'eredità di Carducci e gli ultimi anni

La sua fama gli permette di passare dall'insegnamento liceale a quello universitario, insegnando a Bologna, Messina e Pisa.

  • 1905: Viene nominato titolare della cattedra di letteratura italiana all'Università di Bologna, succedendo al suo maestro Giosuè Carducci.
  • 1911: Pronuncia a Barga il celebre discorso "La grande proletaria si è mossa", in cui giustifica la guerra di Libia in nome della necessità economica dell'Italia.
  • 1912: Si ammala di cirrosi epatica. Muore a Bologna il 6 aprile, assistito dalle sorelle.

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