Le Grandi Riforme Fondiarie Spagnole: La Confisca Ecclesiastica di Mendizábal e Madoz

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La Riforma di Mendizábal (1835-1844)

Nel 1835, Mendizábal ritornò in Spagna. Data la situazione di disavanzo del Tesoro, dovette cercare alternative di finanziamento attraverso numerose leggi approvate tra il 1835 e il 1837, procedendo alla confisca dei beni della Chiesa.

Nel febbraio e marzo 1836, due decreti reali furono emanati:

  • Uno riguardante lo scioglimento e la chiusura dei conventi (secolarizzazione).
  • Un altro sul sequestro dei beni degli ordini religiosi, con cui si procedette alla nazionalizzazione e all'asta pubblica al miglior offerente degli immobili, rurali e urbani, nonché dei beni mobili e di tutti gli apparecchi espropriati alla Chiesa (biblioteche e opere d'arte).

In primo luogo, furono colpiti i beni del clero regolare e, l'anno successivo, 1837, un'altra legge (Ley de Bienes Nacionales) dispose la vendita dei beni del clero secolare. Questo processo non fu completato fino al 1841, durante la reggenza di Espartero. Queste misure furono escluse dagli edifici destinati alla carità e all'istruzione.

Modalità di Vendita e Critiche

Le merci furono messe all'asta in presenza di un giudice e aggiudicate al miglior offerente. Gli acquirenti potevano effettuare versamenti su un periodo di otto anni e pagare il prezzo in contanti o in titoli di Stato.

Questo meccanismo fu messo in dubbio da alcuni economisti, in particolare da Flórez Estrada, che propose che lo Stato mantenesse la proprietà delle terre espropriate e le concedesse in affitto a lungo termine (enfiteusi) ai contadini che le lavoravano. Il pagamento di canoni enfiteutici avrebbe soddisfatto le esigenze di denaro del Tesoro, con il vantaggio di mantenere la proprietà e migliorare la situazione degli agricoltori, aumentando la produzione. Tuttavia, la complessità e la lentezza del piano fecero prevalere le proposte di Mendizábal.

Obiettivi della Riforma di Mendizábal

Mendizábal mirava a raggiungere diversi obiettivi:

  1. Aumentare il numero e la capacità dell'esercito per vincere la Seconda Guerra Carlista (elisabettiana).
  2. Migliorare le finanze pubbliche, dedicando il ricavato delle vendite ad ammortizzare il debito e a pagare i debiti dello Stato. Inoltre, le entrate fiscali divennero più regolari, poiché i nuovi proprietari furono costretti a pagare le tasse.
  3. Aumentare il numero dei sostenitori del liberalismo.
  4. Creare una classe media di agricoltori proprietari di terreni, che si sarebbe tradotta in un aumento della produzione e degli investimenti e, quindi, della ricchezza nazionale.

Il processo si sviluppò con vendite arretrate fino al 1844, quando i moderati arrivarono al potere e sospesero la maggior parte delle vendite, restituendo ai loro proprietari originali le proprietà ancora invendute. Da allora, fu venduto circa il 75% del patrimonio ecclesiastico.

Con il Concordato del 1851, la Chiesa riconobbe le vendite effettuate in cambio dell'impegno dello Stato per il mantenimento del culto e del clero.

Il “Disastro Civile” di Madoz

La Nuova Ondata di Espropriazione

I Progressisti, guidati dal generale Espartero, tornarono al potere tra il 1854 e il 1856. Durante il periodo della "Bienio Progresista" fu messo in moto un nuovo processo di riappropriazione.

Il 1° maggio 1855, il Ministro delle Finanze, Pascual Madoz, portò alla luce la Legge di Confisca Generale, così chiamata perché mise in vendita, insieme al resto dei beni della Chiesa non venduti nella fase precedente, tutti gli altri beni comuni (bienes de propios e bienes de comunes).

Questa legge fu anche definita "confisca civile" poiché la maggior parte dei terreni venduti corrispondeva a quelli dei comuni. Questo processo, che durò fino al 1924 (con lo Statuto Comunale di Calvo Sotelo), significò la quasi totale scomparsa dei "beni di mano morta" in Spagna.

Dettagli e Conseguenze della Legge Madoz

La legge Madoz, nonostante fosse contestata dalla Chiesa perché non rispettava gli accordi del Concordato del 1851, e dalla Regina stessa, che rifiutò di firmarla, fu messa in pratica immediatamente.

La procedura utilizzata per le vendite fu simile a quella della confisca di Mendizábal, sebbene con alcune differenze:

Volume delle vendite
Fu superiore (interessò il 20% del territorio spagnolo).
Modalità di vendita
Le aziende agricole furono vendute in lotti più piccoli.
Pagamento
Prevedeva un pagamento in contanti (10%), e il resto rateizzato (14 volte).
Destinazione dei proventi
Dopo aver ridotto il deficit e finanziato metà del debito consolidato, il ricavato fu destinato in gran parte a finanziare l'espansione della linea ferroviaria e, in misura minore, ai comuni sotto la "custodia" dello Stato.

Le vendite dei terreni comunali non riuscirono a saldare il debito pubblico e rovinarono molti dei comuni più poveri, che dipendevano economicamente dall'uso di tali terre comunali. La borghesia fu la maggiore beneficiaria delle vendite, sebbene la partecipazione dei piccoli agricoltori alle aste nei comuni fosse più rilevante rispetto alla confisca di Mendizábal.

Terminato il Biennio Progressista, il governo di O'Donnell decretò l'abolizione del sequestro della legge Madoz.

Voci correlate: