L'Illuminismo in Italia: Riforme e Protagonisti del Settecento
L'Illuminismo e le riforme nei domini asburgici
Le riforme illuministiche interessarono profondamente i domini asburgici italiani, in particolare il Ducato di Milano e il Granducato di Toscana. In Lombardia si sviluppò un grande fermento culturale.
Il fermento culturale in Lombardia
Tra i protagonisti principali del periodo vi furono:
- Pietro Verri: funzionario di Maria Teresa, autore di opere di storia, economia e politica.
- Cesare Beccaria: giurista noto per il trattato Dei delitti e delle pene (1764), che condannava la tortura e la pena di morte.
Nel 1764 fu fondata la rivista Il Caffè, attiva fino al 1766, che ospitava dibattiti filosofici e letterari; fu pubblicata a Brescia per sfuggire alla censura austriaca. Fondamentale fu l’introduzione del catasto teresiano, avviato nel 1718 sotto Pompeo Neri e completato nel 1760, che divenne un modello per tutti i catasti dei domini asburgici. Furono inoltre introdotte misure per favorire il commercio, eliminando i dazi che limitavano la circolazione del grano.
Le innovazioni nel Granducato di Toscana
In Toscana, sotto Pietro Leopoldo I, furono attuate diverse riforme giudiziarie: nel 1786 fu approvato un Codice penale che aboliva la tortura e la pena di morte, garantiva il diritto alla difesa da parte di un avvocato e l’obbligo per i tribunali di rendere pubbliche le sentenze. Anche qui fu introdotto il libero commercio dei cereali, seguendo l'esempio lombardo.
L'Illuminismo nel Regno di Napoli
Un altro centro dell’Illuminismo italiano fu il Regno di Napoli, governato dai Borbone tramite Bernardo Tanucci (Segretario di Stato, 1754-1776). In nome del giurisdizionalismo, Tanucci intraprese diverse azioni:
- Fece redigere un catasto per tassare le proprietà della Chiesa.
- Ordinò la confisca dei beni dei gesuiti già nel 1767.
- Istituì una Giunta di commercio per rilanciare l’economia e superare l’arretratezza feudale.
Alle riforme si opposero nobiltà e clero, ma a Napoli sorse una scuola economica grazie ad Antonio Genovesi, formando studiosi come Ferdinando Galiani e Giuseppe Palmieri. La filosofia e il diritto furono influenzati da Giambattista Vico e Gaetano Filangieri.
Le riforme negli altri Stati italiani
Negli altri Stati italiani, le riforme furono più modeste:
- Ducato di Modena: interventi sull’istruzione pubblica.
- Stato Pontificio: introduzione di un catasto e piani di bonifica delle paludi.
- Savoia (Vittorio Amedeo II e Carlo Emanuele III): catasto fondiario, giurisdizione uniforme e potenziamento dell’esercito.
Questi interventi non rientrarono pienamente nel dispotismo illuminato, ma furono dettati da esigenze pratiche di rafforzamento statale, restando distanti dalle radici ideologiche illuministiche.
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