Illuminismo: Protagonisti, Idee e Fondamenti del Pensiero Moderno

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L'Illuminismo e il sapere

Il filosofo tedesco Immanuel Kant definiva l'Illuminismo come l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità, esortando a “sapere aude” (abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza).

L'Encyclopédie

Nasce l'Encyclopédie, ideata dai filosofi francesi D'Alembert (1717-1783) e Diderot (1713-1784). Essa raccoglie tutto il sapere dell'epoca ed è concepita come uno strumento di lotta contro le idee tradizionali.

  • Tra il 1751 e il 1772 uscirono 28 volumi (17 di testo e 11 di illustrazioni).

Filosofia politica e tolleranza

John Locke

Il filosofo inglese John Locke pubblicò anonimamente la Lettera sulla tolleranza nel 1689. La sua argomentazione sosteneva che le leggi dello Stato non dovessero interferire con la sfera privata e le convinzioni intime degli individui, poiché la libertà di pensiero è il presupposto per una società pacifica.

Voltaire

Voltaire (1694-1778) pubblicò il Trattato sulla tolleranza nel 1763. Il testo resta una delle più importanti formulazioni del principio di rispetto verso le opinioni altrui. Voltaire si batté per la libertà di pensiero e sostenne la separazione tra la sfera politica e quella religiosa.

Montesquieu

Montesquieu (1689-1755), ne Lo spirito delle leggi (1748), teorizzò la divisione dei poteri come fondamento di uno Stato:

  • Legislativo: fare le leggi.
  • Esecutivo: applicare le leggi.
  • Giudiziario: verificare la corretta applicazione della legge.

Tale divisione è necessaria per governare bene lo Stato.

Rousseau

Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) scrisse il Contratto sociale nel 1762. Egli rintracciava il fondamento di ogni disuguaglianza nella proprietà privata. Per stabilire l'uguaglianza perduta, propose un nuovo contratto sociale che restituisse la sovranità al popolo, da esercitare in modo diretto, contestando le istituzioni politiche del tempo.

Pensiero economico

Adam Smith

Lo studioso scozzese Adam Smith (1723-1790) pubblicò L'indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni (1776), testo basilare della scuola economica liberista. Secondo Smith, la ricchezza è prodotta dal lavoro dell'uomo. Egli teorizzò che ogni individuo, cercando di accrescere la propria felicità, contribuisce — come guidato da una “mano invisibile” — all'incremento della felicità generale.

Fisiocrazia

Sviluppatasi in Francia con il medico ed economista Quesnay (1694-1774), la fisiocrazia sosteneva che l'agricoltura fosse l'unica attività in grado di realizzare un vero incremento della ricchezza, mentre l'industria e il commercio si limitavano a trasformare o scambiare beni.

Concetti chiave

  • Cosmopolitismo: l'idea che gli uomini siano tutti uguali.
  • Dogmatismo religioso: considerato fonte di superstizione e accettazione di verità imposte dall'autorità.
  • Giusnaturalismo: la teoria secondo cui l'uomo possiede diritti naturali fin dalla nascita, che devono essere alla base di ogni legislazione.
  • Contrattualismo: afferma che la legge e lo Stato nascono da un patto (contratto).
  • Protezionismo: politica economica volta a favorire le esportazioni e limitare le importazioni.
  • Liberismo: dottrina economica basata sulla fiducia nell'iniziativa privata e sulla libertà di mercato (laissez-faire).

Principi del Liberismo

  • L'intervento dello Stato deve essere ridotto al minimo.
  • L'equilibrio del mercato si determina in maniera spontanea, poiché la domanda assorbe l'offerta.
  • Ogni individuo è libero di intraprendere iniziative economiche.
  • Esclusione dell'intervento dello Stato dalla vita economica del Paese.

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