L'impatto dei Sofisti e la filosofia di Socrate nella democrazia ateniese
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1. Le conseguenze dei sofisti nella politica ateniese
Dopo la vittoria sui Persiani nelle guerre mediche, sotto la guida strategica di Pericle, gli Ateniesi videro aumentare il loro accesso alla politica, forse come ricompensa per il preziosissimo contributo fornito all'esercito ateniese, fino ad allora riservato ai membri dell'aristocrazia. La città-stato ateniese era caratterizzata dalla democrazia diretta. Se è vero che i diritti civili e politici erano limitati, poiché molti ne erano privati, la discussione degli affari della polis era parte della vita quotidiana degli Ateniesi, per i quali la politica, lungi dall'essere una questione di specialisti o professionisti, rappresentava qualcosa di essenziale.
I sofisti erano un gruppo di studiosi che si impegnavano, in cambio di ingenti compensi, a insegnare ai giovani ateniesi le capacità necessarie per operare professionalmente in politica. I loro insegnamenti comprendevano la conoscenza delle leggi, la storia e la filosofia, ma si concentravano soprattutto sulle arti legate al parlare in pubblico, come la retorica e la dialettica.
La conseguenza del movimento sofista fu triplice:
- Professionalizzazione della politica: trasformandola in un mestiere specializzato.
- Sviluppo dell'oligarchia d'élite: poiché i discepoli dei sofisti appartenevano alle classi abbienti.
- Strumentalizzazione del linguaggio: la politica divenne uno strumento di dominio, dimenticando i suoi obiettivi primari, ovvero il perseguimento della giustizia e della verità.
2. Socrate: vita e pensiero
Socrate nasce ad Atene nel 470 a.C. Le caratteristiche del suo pensiero sono il dialogo, l'ironia e la maieutica. La sua ironia è spesso espressa con un atteggiamento modesto. Cittadino esemplare, fu accusato di empietà e condannato a morte nel 399 a.C.
Socrate apparteneva al contesto filosofico e culturale dei sofisti, che combatté vigorosamente. Con loro condivideva l'interesse per l'uomo, la politica e le questioni morali, collegandole al problema del linguaggio. Tuttavia, se ne differenziava fondamentalmente per tre aspetti:
- Non richiedeva alcun compenso per i suoi insegnamenti.
- Il dialogo era per lui l'unico metodo valido.
- Il suo atteggiamento anti-relativista e la sua teoria sull'intellettualismo morale.
Socrate contro il relativismo morale dei sofisti
Il relativismo, atteggiamento generale dei sofisti, si applicava anche ai concetti morali. Socrate non era soddisfatto di questo relativismo; riteneva infatti che, se ognuno avesse inteso il concetto di "bene" in modo diverso, la comunicazione sarebbe stata impossibile.
L'intellettualismo morale
È pertanto necessario definire con precisione i concetti per ristabilire la comunicazione e consentire il dialogo su morale e politica. Si distinguono due grandi aree del sapere:
- Conoscenza teorica: meramente contemplativa.
- Conoscenza pratica: orientata all'azione.
A sua volta, la conoscenza pratica si divide in:
- Poiesis: produzione di oggetti (conoscenze tecniche).
- Prassi: conoscenza mirata all'azione per regolare il comportamento individuale e sociale (conoscenza politico-morale).
La relazione tra questi tipi di conoscenza è stata discussa in modo molto diverso dai filosofi greci. Socrate, a sua volta, prendeva sempre la conoscenza tecnica come modello per la sua teoria della conoscenza morale.