Joaquín Costa e la Critica al Sistema della Restaurazione Spagnola
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Commento al Testo: Oligarchia e Dispotismo
L'autore di questo testo è Joaquín Costa, il massimo esponente del Regeneracionismo, il movimento intellettuale a cavallo tra il XIX e il XX secolo nato dal declino e dalla crisi spagnola. Questo movimento cercava di individuare le ragioni del fallimento dei sistemi politici, sociali ed economici del paese. In particolare, Joaquín Costa analizza le cause della crisi in ambito politico.
Il Contesto Storico: La Restaurazione
Ci troviamo nel periodo della Restaurazione, iniziata sotto Alfonso XII dopo la breve parentesi della Prima Repubblica, e proseguita durante il regno di Alfonso XIII. Il sistema politico fu promosso da Antonio Cánovas del Castillo e si basava su un sistema bipartitico composto da due partiti ufficiali che sostenevano il regime alternandosi al potere (il cosiddetto turno pacífico).
Si trattava di un sistema fortemente centralizzato, in cui il governo agiva dal centro detenendo tutti i poteri. È importante sottolineare che questo testo è stato scritto a ridosso di un evento cruciale: il Disastro del 1898, segnato dalla perdita delle ultime colonie (Cuba, Porto Rico e le Filippine).
Critica al Sistema Canovista
Il testo si fonda su una critica serrata al sistema canovista, indicato come la causa principale della crisi spagnola. L'autore non si limita a criticare, ma cerca di individuare il problema per proporre una soluzione. Questo scritto fu originariamente letto come memoria culturale durante una riunione.
Gli Attori del Potere: Oligarchi, Capi e Governatori
L'autore inizia presentando i componenti principali del sistema canovista, concentrandosi su tre figure chiave:
- Gli Oligarchi: Persone che, come afferma l'autore, risiedono "ordinariamente al centro", riferendosi ai centri di potere e a coloro che vivono a Madrid. Godono di una posizione economica privilegiata e lottano per preservare i propri diritti di classe conservatrice a discapito della classe operaia.
- I Capi (Caciques): Detentori di un grande potere amministrativo, capaci di controllare grandi masse di persone. La loro influenza era determinante nelle zone rurali, dove manipolavano i risultati elettorali affinché corrispondessero ai desideri del governo e ai propri interessi.
- I Governatori Civili: Criticati in diversi passaggi come un "corpo estraneo", agivano come strumenti per realizzare le aspettative del governo centrale, ignorando i reali bisogni del popolo.
Il Meccanismo del Turnismo e la Frode Elettorale
Il testo spiega il funzionamento del sistema: di fronte a una situazione di crisi, il Re sceglieva un Primo Ministro incaricato di formare un governo. Quest'ultimo selezionava un Ministro dell'Interno per eseguire l'encasillado (la distribuzione dei seggi), ovvero la creazione di liste elettorali che includevano i candidati dei partiti ufficiali e non.
Questo processo coinvolgeva il governatore civile che, a sua volta, comunicava con i caciques per ottenere i risultati previsti. Per raggiungere tali obiettivi, si ricorreva ad attività fraudolente quali:
- Simulazione di elezioni;
- Falsificazione di documenti;
- Manipolazione del conteggio dei voti (pratiche note come pucherazo).
Pertanto, il suffragio universale, introdotto sotto la presidenza di Sagasta e fortemente voluto dai democratici, si riduceva a una mera simulazione di monarchia democratica.
Eredità e Conclusioni
Sebbene Joaquín Costa non sia riuscito, con questo testo, a porre fine all'oligarchia e al dispotismo, il suo pensiero divenne un modello per molti politici successivi come Antonio Maura, José Canalejas o Eduardo Dato, che promossero riforme rigenerazioniste. Con lo sviluppo delle prime città, i cittadini divennero più consapevoli dei propri diritti, portando gradualmente in crisi il sistema del caciquismo.
Tuttavia, questa situazione non cambiò radicalmente fino al colpo di stato militare di Miguel Primo de Rivera, visto da molti come l'incarnazione del "chirurgo di ferro" invocato da Joaquín Costa per risanare i mali della Spagna.