Kant: Fenomeno, Noumeno e la Libertà del Soggetto
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La distinzione tra Fenomeno e Noumeno in Kant
Kant presenta in dettaglio, da un lato, la distinzione fra fenomeno e noumeno e, dall'altro, la distinzione tra conoscere e pensare.
1. I Fenomeni e la Conoscenza Sensibile
- Definizione: Sappiamo solo ciò che ci appare nell'intuizione sensibile.
- 1.1. La sintesi conoscitiva: La nostra conoscenza dei fenomeni è il risultato di una doppia sintesi:
- Il primo livello riguarda la sensibilità, tra i dati dell'esperienza (impressioni sensoriali) e le forme a priori della sensibilità: spazio e tempo.
- Il secondo livello avviene tra i dati organizzati temporalmente e l'intelletto, attraverso la comprensione dei concetti o categorie.
- 2. Limiti della conoscenza: La nostra conoscenza teorica è limitata agli oggetti di esperienza (ciò che ci viene mostrato). Pertanto, qualsiasi applicazione delle categorie a ciò di cui non si ha esperienza non produce conoscenza.
- 3. La cosa in sé: Il noumeno, a prescindere dal nostro modo di conoscere, è inconoscibile. Tuttavia, sebbene non possiamo conoscere gli oggetti come cose in sé, possiamo almeno pensarli.
La Libertà Umana e la Terza Antinomia
Kant afferma nel testo che la libertà umana può essere difesa solo se viene stabilita la distinzione tra fenomeno e noumeno, permettendo così di risolvere la terza antinomia:
- Il determinismo fenomenico: Tutti i fenomeni, compreso l'uomo in quanto tale, sono soggetti al principio di causalità; essi sono cioè determinati, motivo per cui, in questo ambito, non c'è libertà.
- La risoluzione del conflitto: Se non vi fosse distinzione tra l'uomo come fenomeno e l'uomo come noumeno, non si potrebbe affermare dello stesso essere (l'anima umana) che la sua volontà è libera e che, contemporaneamente, è soggetta alla necessità naturale senza cadere in una palese contraddizione.
Ragione Teoretica e Pensabilità della Libertà
Kant sostiene che, sebbene l'anima e la libertà non possano essere conosciute dalla ragione teoretica, esse possono essere pensate. La libertà può essere concepita senza contraddizione se si è operata preventivamente la distinzione tra l'uomo come fenomeno e l'uomo come noumeno.
- 1. L'anima come idea: Non conosciamo l'anima attraverso la ragione teoretica; pertanto, la libertà come proprietà dell'anima è un'idea della ragione per la quale non esiste un correlato empirico.
- 2. La duplice prospettiva della volontà: L'analisi kantiana della ragione teoretica ha evidenziato la differenza fondamentale tra fenomeno e noumeno. In questo modo, una e la stessa volontà può essere intesa come:
- Soggetta alla legge di natura nel fenomeno (e in questo senso non libera).
- Parte di una cosa in sé e non soggetta a tale legge, agendo quindi come libera senza commettere alcuna contraddizione.