Lazarillo de Tormes: Struttura, Temi e Personaggi del Romanzo Picaresco

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Struttura del Romanzo

(La prima parte della tesi)

Nei primi tre capitoli si forgia la personalità di Lazzaro. Dal quarto inizia la sua mobilità verso l'alto. Nel VII, Lazzaro arriva al benessere materiale, ma resta in miseria morale: all'inizio del romanzo, sua madre ha vissuto con un uomo non sposato e lui, in definitiva, è il marito di una donna che lo tradisce con un altro uomo.

Lazzaro ricorda il passato scrivendo la lettera. Passato e presente si fondono nel trattato conclusivo. Il ritmo temporale non è uniforme: in un primo momento è veloce, ma quando nella sua vita entra la sofferenza, il ritmo rallenta, per poi accelerare quando si allontana dai problemi sociali e morali.

Temi Principali

L'onore

Il protagonista è un personaggio più sociale che morale. Poiché l'onore era il principio socio-morale attorno al quale era strutturata la società spagnola del XVI secolo, la vergogna di un cattivo comportamento implica una critica alla superficialità dell'onore, basato solo su apparenza, denaro e pulizia del sangue.

La fame

Appare nei primi tre trattati: nel primo Lazzaro deve ingannare il cieco per mangiare, nel secondo deve rubare i pani al chierico avaro e nel terzo è lui a dover mendicare per sé e per il suo padrone, uno scudiero che sembra ricco ma non lo è.

Religione e anticlericalismo

È evidente l'anticlericalismo del romanzo: dei nove maestri di Lazzaro, cinque appartengono alla Chiesa e tutti lo sfruttano, nonostante dovrebbero rappresentare un esempio morale. Il Lazarillo ci offre la visione di una Spagna apparentemente molto religiosa, ma in cui non si vive nella carità e i cui abitanti mancano di dignità, nonostante il loro desiderio di privacy e onore.

Personaggi

Lazarillo de Tormes segna l'inizio del romanzo realistico. L'autore colloca i suoi personaggi in luoghi reali, rendendo la storia coerente e credibile. Nel corso dell'opera, a causa delle miserie vissute, Lazzaro diventa un essere capace di mentire, rubare e superare in astuzia il prossimo per sopravvivere. La caratterizzazione dei personaggi contribuisce al realismo dell'opera:

  • Il cieco: Egoista e crudele, è caratterizzato dalla sua astuzia e cattiveria.
  • Il chierico: Avido e falso.
  • Il povero scudiero: Cerca di fingere di essere ricco.
  • Il frate: Caratterizzato dal suo attaccamento alle cose terrene.
  • Il venditore di indulgenze (Bulario): Un truffatore che usa astuzia e adulazione per il proprio interesse.
  • Il cappellano: Non maltratta Lazzaro, ma ne trae profitto offrendogli solo un posto di lavoro.
  • L'arciprete: I suoi tratti distintivi sono l'ipocrisia e la lussuria.

Lazzaro deve convivere con tutti questi personaggi, finendo per accettare un matrimonio di convenienza in cambio di sicurezza economica.

Stile

Il linguaggio oscilla tra il registro colto e quello colloquiale. A causa della condizione sociale di Lazzaro, viene utilizzato un linguaggio semplice, caratterizzato da flessibilità espressiva, uso di espressioni popolari, detti, eufemismi e dispositivi retorici come antitesi e paradosso. Come in una lettera, viene evidenziata la funzione fàtica e l'ossessione di spiegare ogni azione, utilizzando formule come "vostra signoria".