La Letteratura Catalana Durante il Franchismo e il Ruolo di Enric Valor
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Il Contesto Storico: Dalla Guerra Civile alla Dittatura Franquista
La Guerra Civile fu un conflitto bellico che si verificò in Spagna tra gli anni 1936 e 1939. In quegli anni si stava sviluppando in Europa un altro conflitto causato dalle distinte ideologie (sinistra e destra) tra due paesi: la Germania e l'Unione Sovietica. Nel caso della Spagna, la guerra divise il paese in due fazioni: i repubblicani e i fascisti, formati da una parte dell'esercito e capeggiati dal generale Francisco Franco. Paesi come l'Italia e la Germania appoggiavano Franco, mentre la fazione repubblicana non ricevette alcun aiuto sistematico né ufficiale dal resto dei paesi.
La guerra fu posta fine l'1 aprile 1939 con la vittoria del regime fascista, dando inizio a una dittatura di circa 40 anni. A partire da questo momento fu imposta una politica totalitaria ed autarchica, insieme alla persecuzione di tutto ciò che il regime considerava una minaccia; sia le persone che le lingue furono castigate. Il catalano fu totalmente proibito tranne che nell'ambito d'uso privato; inoltre, scomparve il circuito editoriale e culturale creato da decenni.
L'Evoluzione Socioeconomica e la Rinascita Culturale negli Anni '60
Arrivati agli anni '60, la Spagna cominciava ad aprirsi nuovamente al resto dei paesi poiché l'economia si convertiva al libero mercato. Altri aspetti che favorirono l'economia furono gli investimenti stranieri e lo sviluppo del turismo. In questi anni, la società subì una serie di cambiamenti grazie ai seguenti fattori:
- Migliora generale delle condizioni di vita e situazione economica del mondo occidentale.
- Il crescita interna dell'opposizione al franchismo.
- L'entrata di più gente giovane con una politica più liberale nel governo franchista.
A fine anni '60 la pressione interna ed esterna contro il regime franchista era sempre più forte. Nelle zone con lingua e cultura propria, si rivendicava il diritto di usarla con normalità.
La Letteratura Catalana Sotto la Censura
Per quanto riguarda la letteratura, non si smise di scrivere né di pubblicare letteratura in catalano, anche se il ritmo di produzione si dimezzò come conseguenza del conflitto. Per esempio, a Barcellona, sebbene una parte si fosse messa al servizio del regime, si continuava a mantenere una intensa vita culturale. A Valencia, invece, non si era riusciti a sviluppare un circuito letterario sufficiente.
La caduta della Repubblica comportò la sconfitta del mondo letterario in lingua catalana, a causa di fatti come la persecuzione delle lingue diverse dal castigliano e la censura, quest'ultima molto forte, che proibiva la pubblicazione di qualsiasi opera con elementi estetici o ideologici che non coincidessero con gli orientamenti della dittatura. Infine, la Spagna era diventata un paese distrutto e di conseguenza la infrastruttura editoriale era scarsa e debole. Ciò lasciava agli scrittori solo quattro opzioni: la claudicazione, ovvero produrre libri che accettassero il franchismo; il silenzio, smettere di scrivere; l'esilio, fuggire dal paese; e la clandestinità, che consisteva nello scrivere e pubblicare di nascosto.
Fino al 1946 la persecuzione della lingua fu terribile; l'attività letteraria doveva rifugiarsi nell'esilio o nella clandestinità. Cominciati gli anni '50, la letteratura catalana si sostenne grazie a persone che lavoravano dall'estero, ma bisogna attendere fino agli anni sessanta per trovare una situazione più favorevole. Nel 1962 si fonda una casa editrice emblematica: Edicions 62.
L'Evoluzione dei Generi Letterari
Fin dall'inizio, la dittatura permise solo la pubblicazione in catalano di opere poetiche e folkloristiche, perché avevano un pubblico più ridotto o non potevano veicolare un messaggio politico contrario al regime. Man mano che passavano gli anni, si autorizzarono la narrativa, il teatro, il saggio, ma sempre con un controllo stretto.
Facciamo attenzione alla narrativa: se si pubblicano romanzi è perché c'è un pubblico che li vuole leggere, ovvero si danno delle condizioni di normalità culturale (la qual cosa non si raggiunge fino agli anni '60).
Tendenze Estetiche
Da un punto di vista estetico, la letteratura degli anni '40, '50 e '60 gira attorno a due tendenze: il realismo e l'esistenzialismo. A partire dagli anni '50 si svilupperà una nuova tendenza, l'esprimentalista, dove si lascerà da parte il impegno sociale o la riflessione esistenziale.
Nella letteratura catalana, il realismo non fu un movimento che, in quanto tale, ottenne un grande riconoscimento, in parte come conseguenza della dittatura. Le opere più importanti del periodo arriveranno grazie al contributo di scrittori come, per esempio, Mercè Rodoreda.
Enric Valor e il Romanzo Realista
ENRIC VALOR nacque a Castalla, nell'Alcoià, nel 1911. Durante la dittatura franchista la produzione letteraria fu molto più bassa. Ciononostante, Valor aiutò a diffondere la grammatica normativa nel País Valencià (Millorem el llenguatge, La flexió verbal); inoltre scrisse romanzi come L’ambició d’Aleix e Les Rondalles valencianes, che sono una serie di volumi che hanno avuto una vasta eco, adattati dai racconti del nostro folklore valenciano. Troviamo descrizioni molto dettagliate e si ricreano il paesaggio e l'epoca in cui si svolge l'azione.
A fine anni '70 cominciò a pubblicare i romanzi che integrano il cosiddetto Cicle de Cassana; questi sono: Sense la terra promesa (1980), Temps de batuda (1983) e Enllà de l’horitzó (1991). Questi romanzi furono ambientati nelle prime decadi del XX secolo: Enric Valor rememora le sue vivenze giovanili sulla distruzione dei latifondisti valenciani delle comarche del sud, e pretende di denunciare i conflitti e le tensioni di classe.
Tematiche e Stile
Valor nei suoi romanzi si mostra molto vincolato al mondo rurale (la Foia di Castalla o qualsiasi paese dei dintorni dell'Aitana o di Mariola); la natura ha un ruolo molto importante e viene descritta in modo realista.
I romanzi si possono raggruppare in due blocchi:
- Romanzi in cui c'è un eroe individuale relazionato con il mondo rurale (L’ambició d’Aleix, La idea de l’emigrant).
- Romanzi in cui l'eroe individuale con le sue peripezie è sostituito da un protagonista collettivo.
Enric Valor raggiunge una tecnica narrativa più affinata e continua a dimostrare un grande dominio del vocabolario, che estrae molto succo letterario dal lessico tradizionale valenciano e permette di lasciare testimonianza artistica di un mondo votato alla sparizione.
In conclusione, la letteratura di Enric Valor possiede le caratteristiche del romanzo realista, poiché racconta con fedeltà ciò che succede in un'epoca concreta con descrizioni dettagliate ed estese.