Letteratura Spagnola del Dopoguerra: Da Camilo José Cela a Miguel Delibes
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Camilo José Cela e la Struttura Narrativa
La sfida più grande per Cela fu ottenere un minimo di unità nella narrazione che consentisse di superare la mancanza di trama, utilizzando un luogo fisico, il Caffè di Rosa, dove convergono molti personaggi, in particolare Martín Marco. Dopo quest'opera, scrisse innumerevoli romanzi, alcuni più efficaci di altri.
Miguel Delibes: Tra Mondo Rurale e Critica Sociale
Miguel Delibes (1920). Attorno alla vita rurale e alla mentalità delle classi medie nella capitale provinciale, Delibes ha scritto una serie di romanzi caratterizzati da una trama molto semplice e da uno stile sobrio che incorpora molti termini provenienti dal mondo agricolo. Con questi elementi crea personaggi di profonda qualità umana.
Opere Fondamentali di Delibes
- La strada (1950)
- I topi (1962)
- La foglia rossa
Un'altra preoccupazione centrale di Delibes è la natura, che difende strenuamente contro lo sfruttamento indiscriminato in opere come Diario di un cacciatore o Diario di un emigrante. Delibes ha anche rivendicato i valori dell'intelligenza naturale e del mondo rurale in opere come Il voto contestato del signor Cayo.
La Borghesia di Provincia: Cinque ore con Mario
L'esame della mentalità della borghesia di provincia emerge principalmente in Cinque ore con Mario, uno dei romanzi più importanti del dopoguerra. Si tratta di un monologo in cui una vedova rinfaccia al marito defunto il suo comportamento; attraverso di esso, i lettori scoprono due modi contrapposti di intendere la vita: quello reazionario della donna e quello liberale del marito.
I Romanzieri dell'Esilio: Max Aub e Francisco Ayala
Tra la lunga lista di autori che hanno scritto in esilio, solo pochi hanno raggiunto un giusto riconoscimento:
- R. J. Sender: Cronaca dell'alba (1942-1957) e Requiem per un contadino spagnolo (1960).
- Max Aub
- Manuel Andújar
- Rosa Chacel
- Francisco Ayala
I temi più comuni tra questi autori sono: il ricordo della guerra e della Spagna abbandonata, la presenza dei nuovi luoghi di esilio e la riflessione sulla natura e l'esistenza dell'uomo.
Max Aub (1903-1972)
Il tema principale nei suoi romanzi è l'uomo in tutti i suoi aspetti. Le sue opere spaziano da influenze galdosiane (buone intenzioni) a intenzioni sperimentali (come Gioco di carte) e altre di carattere epico-storico sulla guerra, costituite dal ciclo dei Campi: Campo chiuso, Campo aperto, Campo di sangue, Campo del Moro, Campo dei mandorli, ecc.
Francisco Ayala (1906-2009)
La sua visione pessimistica e amara della realtà lo porta a scrivere romanzi di stampo moralistico, che mirano a riflettere i vizi degli uomini e a muovere critiche politiche e sociali in modo umoristico. Esempi di ciò sono Morti di cane e Il fondo del bicchiere, incentrati rispettivamente sulla figura di un dittatore e sulla corruzione della classe dirigente. La sua opera maggiore è Gli usurpatori (1949).