Lingua Standard e Varietà Sociali: Una Panoramica Linguistica
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1. Lingua Standard e Varietà Sociali
Il linguaggio è un'astrazione che esiste solo nella pratica di ogni individuo. I parlanti non utilizzano la lingua allo stesso modo e, di conseguenza, essa presenta molte varianti di attuazione. Le varietà di una lingua possono manifestarsi per diversi motivi:
- Varietà diastratiche: legate alle situazioni sociali e culturali, al livello di istruzione, al ruolo nella società e all'età dei membri dei vari gruppi.
- Varietà diafasiche: legate alle circostanze derivanti dall'intenzione del parlante e dalla situazione comunicativa.
- Varietà diatopiche: legate alle diverse aree geografiche in cui viene utilizzata la lingua.
1.1. La Lingua Standard
La lingua standard è considerata il modello ideale che tutti i parlanti dovrebbero conoscere e utilizzare. Rappresenta l'insieme di regole considerate corrette ed è utilizzata dai professionisti dei media e dagli insegnanti. Il sistema standard rispetta norme che fungono da linee guida in situazioni formali, sia orali che scritte. La norma nasce da accordi tra le accademie e si basa sulle forme della tradizione letteraria come modelli.
1.2. Varietà Sociali della Lingua
Il grado di cultura di un parlante determina il suo livello linguistico, influenzato dallo status socio-economico. Possiamo distinguere due livelli principali:
Il Livello Colto
Il livello colto si avvicina maggiormente alla lingua standard. Una maggiore conoscenza della lingua consente un uso più formale, una capacità superiore di esprimere sfumature emotive e contenuti intellettuali. Le caratteristiche principali sono:
- Pronuncia corretta.
- Ricchezza lessicale, che favorisce chiarezza e precisione.
- Uso di strutture sintattiche ben articolate.
Il Livello Volgare
Questo livello si allontana dalla lingua standard a causa della mancanza di padronanza della norma, dando luogo a imprecisioni chiamate slang o volgarismi, dovute a una scarsa capacità di adattamento alle diverse situazioni comunicative.
Errori comuni nel livello volgare:
- Livello fonico: confusione di suoni, modificazione di vocali, riduzione di dittonghi, perdita di suoni, aggiunta di consonanti.
- Livello morfosintattico: uso errato di forme verbali, uso dell'infinito al posto dell'imperativo, laismo, leismo, loismo, queismo, dequeismo e anacoluti.
- Livello lessicale-semantico: confusione nel significato delle parole, uso errato di preposizioni e congiunzioni, solecismi e uso improprio di termini figurati o disfemismi.
1.3. Il Gergo
Il gergo è l'espressione particolare usata da alcuni gruppi sociali o professionali. Possiamo distinguere due tipologie:
- Gergo professionale: varietà linguistiche proprie di attività specifiche (medici, avvocati, politici). Serve a rafforzare l'identità del gruppo e a mantenere riservate le informazioni.
- Gergo sociale: utilizzato da gruppi emarginati. Tende a essere criptico e a identificare il gruppo.
Caratteristiche del gergo sociale:
- Creazione di neologismi.
- Variazioni di significato di parole esistenti.
- Uso di parole straniere non comuni.
- Creazione di nuove parole tramite suffissi.
- Tendenza all'apocope.
- Uso di termini jolly o offensivi.
È necessario distinguere tra il gergo della malavita (carcerario, droga) e lo slang giovanile, quest'ultimo molto popolare tra i gruppi urbani.