Maison Carrée di Nîmes: Capolavoro dell'Architettura Romana Imperiale

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Informazioni sull'opera:

  • Autore: Sconosciuto
  • Titolo: Maison Carrée
  • Data: 16 d.C.
  • Dimensioni: 14 m (larghezza) x 28 m (lunghezza)
  • Posizione attuale: Al centro del foro di Nîmes (Francia)
  • Stile: Impero Romano (periodo architettonico sillano/augusteo)

Analisi Tecnica e Formale

Il tipo di costruzione è affine a quello dei Greci, basato sul sistema architravato, il che significa che vi è una prevalenza di linee rette. Il materiale utilizzato è il calcare bianco, che nel corso dei secoli ha assunto una tonalità rossastra.

La pianta, pur rispettando i canoni romani, ha una forma rettangolare di 14 metri di larghezza per 28 metri di lunghezza. Tuttavia, il tempio presenta molte differenze rispetto ai modelli greci classici.

Differenze Strutturali e Influenze Etrusche

La prima differenza fondamentale che troviamo è che la base greca è stata sostituita da un alto podio di influenza etrusca, accessibile tramite una scalinata frontale.

Nonostante ciò, i Romani mantennero i canoni dei templi greci: gli elementi verticali (colonne e pareti) sostengono le strutture orizzontali (cornice). L'innovazione romana si riflette nell'uso delle colonne corinzie. Queste non circondano l'intero tempio come supporto isolato, ma perdono il loro ruolo esclusivo diventando colonne addossate (o impegnate) alle pareti della cella, configurando lo stile pseudoperiptero.

L'Ordine Corinzio e la Decorazione

Le colonne sorreggono la trabeazione che corre orizzontalmente lungo il perimetro del tempio, eccetto sulla scala esterna. La trabeazione è composta da:

  • Architrave: diviso in tre piattabande.
  • Fregio: con decorazioni floreali.
  • Cornice: sormontata da un timpano che, in questo caso, è privo di decorazione scultorea interna.

Gli elementi decorativi della Maison Carrée non sono eccessivamente influenti, poiché non vi è presenza di importanti rilievi o sculture monumentali, ma si nota una decorazione floreale piuttosto ricca. L'ordine corinzio si distingue per l'asta sottile, il capitello con foglie d'acanto e volute, e l'introduzione del "toro" (base arrotondata) e dello "zoccolo" (base quadrata).

Struttura Interna e Prospettiva

L'interno è costituito da una cella unica senza divisioni, sebbene potesse essere sezionata in parti per onorare diverse divinità. L'accesso avviene tramite la scala frontale che eleva l'edificio sul podio su cui è supportata l'opera.

La Maison Carrée è un tempio esastilo (con un portico di sei colonne) e pseudoperiptero rettangolare. Solo le colonne del portico hanno una funzione di supporto reale, mentre il resto delle colonne (venti in totale) sono puramente decorative e assorbite dalla parete della cella.

A differenza dei Greci, i Romani non davano importanza al retro dell'edificio; per questo la Maison Carrée non possiede un opistodomo. I Romani concepivano il tempio con un unico punto di vista costante: il fronte. Vennero messi da parte i grandi calcoli matematici greci che favorivano la visione da ogni angolazione, poiché l'armonia totale non era più la priorità assoluta.

Concezione dello Spazio e Stile

Lo stile dei Romani, sebbene possa sembrare una copia di quello greco, presenta differenze sostanziali. Mentre i Greci sentivano lo spazio come qualcosa di esterno, i Romani lo concepivano come un fattore interno in cui identificarsi. Le necessità dell'epoca favorirono la costruzione di spazi di grandi dimensioni. La Maison Carrée è stata talvolta criticata per una tendenza troppo accentuata alla rettilinearità e per la qualità degli elementi decorativi prevalentemente floreali.

Analisi Iconografica e Contesto Storico

Durante il periodo augusteo furono costruiti numerosi monumenti per favorire la romanizzazione del Mediterraneo: acquedotti, archi trionfali, teatri e anfiteatri. Il tempio fu costruito a Nîmes seguendo la politica di unificazione dell'Impero Romano attraverso le opere pubbliche.

Il tempio era dedicato al Numen di Roma e a Gaio e Lucio Cesare, nipoti di Augusto e figli di sua figlia Giulia e di Agrippa. Fu eretto in onore della famiglia imperiale.

L'iconografia è notevole per la scarsità di sculture e la mancanza di rilievi allusivi sul fronte. Il fregio presenta decorazioni tipiche, riflettendo l'importanza che i Romani davano all'integrazione del linguaggio religioso greco per esaltare la grandezza dell'Impero.

Questo santuario fu costruito da Agrippa, braccio destro di Augusto, incaricato di organizzare le infrastrutture della Gallia. L'architetto, probabilmente formatosi a Roma, fuse l'influenza greca con quella etrusca (evidente nell'alto podio), concedendo spazio ai gusti locali attraverso i dettagli decorativi.

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