Martin Lutero e la Riforma Protestante: Storia e Conseguenze
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La genesi della Riforma: Martin Lutero e le indulgenze
Il monaco agostiniano Martin Lutero, padre spirituale della Riforma protestante, si oppose al sistema delle indulgenze. Lo studio della Bibbia e, in particolare, della teologia paolina gli fecero comprendere che il favore di Dio non è qualcosa che si possa guadagnare, ma viene concesso per immeritata benignità a coloro che manifestano fede.
Lutero mise in guardia i suoi parrocchiani: il papa non aveva alcun potere di sostituirsi al giudizio di Dio e i frati domenicani che predicavano l’indulgenza mettevano in grande pericolo l’anima di chi pensava di poter assolvere così facilmente le proprie colpe.
Nel 1517 Lutero argomentò la sua condanna al meccanismo delle indulgenze scrivendo 95 brevi enunciati in latino, successivamente tradotti in lingua tedesca affinché potessero essere diffusi con maggiore rapidità. Nelle tesi si dichiarava che il papa non poteva rimettere nessuna pena, non poteva cancellare le colpe e chi avesse affidato la propria salvezza alle indulgenze si sarebbe dannato in eterno.
Lo scontro con il Papato e l'Impero
Nel 1518 papa Leone X lanciò la prima condanna alle tesi di Lutero, che venne invitato a presentarsi a Roma. Tuttavia, il fondato timore di essere arrestato e condannato in modo sommario portò Lutero a rivolgersi a Federico di Sassonia, detto il Saggio, che gli garantì protezione e fece spostare il processo ad Augusta.
In questa occasione si chiese a Lutero una completa ritrattazione ma egli, non considerandosi un eretico, rifiutò e tornò a Wittenberg grazie al salvacondotto concessogli dall'imperatore.
La scomunica e la Dieta di Worms
Il 3 gennaio 1521 Leone X scomunicò Lutero con l'accusa di eresia. Anche in questo caso fu Federico di Sassonia a proteggerlo e a chiedere che il frate fosse ascoltato alla Dieta Imperiale di Worms affinché potesse esporre le sue ragioni.
Gli fu chiesto di abiurare e, al suo ennesimo rifiuto, l'imperatore Carlo V lo condannò come nemico della cristianità ed emanò l'Editto di Worms: chiunque era autorizzato ad ucciderlo impunemente.
Il rifugio a Wartburg
Per proteggerlo, Federico di Sassonia organizzò un falso rapimento e condusse il frate nel castello di Wartburg dove, nei 10 mesi in cui vi rimase, si dedicò alla traduzione in tedesco dell'Antico Testamento. L'opera andò a ruba perché finalmente consentiva a chiunque di leggere ed interpretare le Sacre Scritture, un'esclusiva che fino a quel momento era stata riservata a pochissimi.
Sviluppi rivoluzionari e conflitti sociali
Nel 1522 il movimento riformatore ebbe una svolta in senso rivoluzionario:
- Alle tesi luterane si aggiunsero quelle di Thomas Müntzer, che rivendicava l'uguaglianza di tutti gli uomini e si pose alla testa di numerose bande armate.
- Contemporaneamente, la piccola nobiltà guerriera iniziò a battersi per espropriare le terre della Chiesa di Roma.
- Nel 1524 insorsero anche i contadini, che rivendicavano terre e una fiscalità meno oppressiva.
Per porre fine alla guerra che si era scatenata, Lutero dichiarò: “È Dio che ha concesso la spada ai principi: se essi eserciteranno male il loro potere sarà la giustizia divina a punirli, ma intanto bisogna obbedire”.
La nascita delle Chiese luterane
La riforma di Lutero, che aveva proclamato l'inutilità della Chiesa come mediatrice tra l'uomo e Dio, affermò che ciascuno poteva essere sacerdote di se stesso e diede il suo assenso alla nascita delle chiese luterane tedesche, che davano ai Principi anche il potere di intervenire nelle faccende religiose.
- 1530: Viene emanata la Confessione Augustana, la prima esposizione ufficiale dei principi del protestantesimo.
- 1531: Nasce la Lega di Smalcalda, dove si unirono nobili e città protestanti nell'intento di difendersi vicendevolmente in caso di attacco da parte dell'imperatore Carlo V. La lega espulse il clero e i principi cattolici dai territori, contribuendo a diffondere ulteriormente il luteranesimo.
- 1555: Lo scontro tra le leghe protestanti e Carlo V si concluse con la Pace di Augusta, con la quale si riconosceva ai principi tedeschi il diritto di aderire alla confessione cattolica o luterana.