Il Medioevo: dalla crisi dell'Impero romano alla feudalità

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Il Medioevo: quadro generale

Il Medioevo è l'età di mezzo compresa tra il 476 (caduta dell'Impero romano d'Occidente) e il 1492 (scoperta dell'America). Si divide in Alto Medioevo (500-1000 circa), Basso Medioevo (1000-1350 circa) e Tardo Medioevo (fino al 1500 circa).

Nell'Alto Medioevo si assiste alla crisi delle città: la popolazione si disperde nelle campagne, si diffondono l'ascetismo e l'eremitismo, nascono i borghi autosufficienti su colline, mentre l'economia ristagna anche a causa dell'espansione araba nel Mediterraneo.

Il monachesimo

Con il cenobitismo nascono abbazie e monasteri che seguono una regola comune. I monaci vivono in comunità, praticando povertà, umiltà e fratellanza. Tra le principali regole ricordiamo quella di san Benedetto e, più tardi, quella di san Francesco e dei camaldolesi.

L'economia curtense e la società

Il sistema economico si basava sulla curtis, una grande azienda agricola divisa in:

  • Pars massaricia: terre affidate ai servi della gleba, tenuti alle corvée (prestazioni di lavoro obbligatorie);
  • Pars dominica: terre coltivate direttamente dal signore con il lavoro degli schiavi.

Nella società cortese, i cortigiani vivevano intorno al signore e coltivavano rapporti di cortesia e venerazione verso le donne.

Impero romano d'Oriente e Occidente

L'Impero romano d'Oriente (bizantino), con capitale Costantinopoli, era uno stato multietnico di tradizione greco-romana. L'imperatore aveva un potere sacro, sia politico sia religioso (cesaropapismo), e la corte era caratterizzata da una vita fastosa.

In Occidente, invece, si formarono regni romano-barbarici (vandali, franchi, visigoti, ostrogoti, longobardi) che convivevano con la popolazione romana. La differenza religiosa (i barbari erano in gran parte ariani) era l'unica vera distinzione tra i due popoli.

Giustiniano

  • Riorganizza lo stato e l'amministrazione;
  • Promuove la scuola di retorica, l'esercito e la flotta;
  • Sviluppa il commercio estero;
  • Chiude la scuola filosofica di Platone ad Atene;
  • Fa redigere il Corpus Iuris Civilis, che sistematizza le leggi romane.

Giustiniano tentò di riunire l'Impero d'Occidente e d'Oriente, conquistando l'Italia (guerra greco-gotica, 535-554) e istituendo l'Esarcato di Ravenna e la Pentapoli. La guerra, però, causò crisi economica e la peste, favorendo l'invasione dei Longobardi.

I Longobardi

I Longobardi si stabilirono nel nord e in parte del sud Italia, mentre i Bizantini controllavano il centro-sud e le isole. Il loro regno era caratterizzato da:

  • un dominio rigoroso e una cultura rurale;
  • la divisione in ducati;
  • la figura del re, eletto solo in caso di necessità.

Con il re Rotari (643) nasce l'Editto di Rotari, la prima raccolta scritta di leggi longobarde, che rafforza il potere regio. Con Teodolinda la corte si converte al cattolicesimo, favorendo il dialogo con il papa.

Gregorio Magno e la nascita dello Stato della Chiesa

Durante il pontificato di Gregorio Magno (590-604), la Chiesa diventò l'unico potere organizzato rimasto a Roma. Egli amministrò il territorio, gestì la politica estera e favorì la cristianizzazione dei Longobardi. Il Patrimonio di San Pietro unì potere spirituale e temporale.

Il Regno dei Franchi e Carlo Magno

I Merovingi governarono i Franchi, poi i Carolingi con Carlo Martello e i suoi paladini, fedeli al re e a Dio. Nel 800, con l'incoronazione di Carlo Magno da parte di papa Leone III, nasce il Sacro Romano Impero, fondato su un esercito numeroso e sulle campagne militari contro Sassoni, Avari, Arabi in Spagna e Longobardi.

Differenze tra Impero romano e Sacro Romano Impero

  • Impero romano: capitale nel Mediterraneo, burocrazia centralizzata e lingua latina.
  • Sacro Romano Impero: potere affidato a duchi, conti e marchesi, controllati dai missi dominici; posizione nell'area franco-germanica; burocrazia gestita dai vassalli e uso dei dialetti locali e del volgare.

L'organizzazione carolingia

  1. Palazzo e corte: composti da chierici e cavalieri;
  2. Capitolari: leggi emanate nelle assemblee in latino;
  3. Rinascita carolingia: scuole palatine e monastiche per formare i bellatores (guerrieri) e gli oratores (religiosi);
  4. Suddivisione del territorio in contee, affidate a conti, visconti e scabini;
  5. Marche, territori di confine governati dai marchesi;
  6. Riforma monetaria, con la lira come moneta unica dell'Impero.

Il feudalesimo

Il feudalesimo è un sistema politico e sociale basato sul vassallaggio: il vassallo riceveva un feudo (terra o titolo) dal signore in cambio di giuramento di fedeltà e del dovere di combattere per lui. Durante l'investitura il vassallo prestava omaggio.

A differenza dell'Impero romano, dotato di un esercito stabile e di un sistema fiscale, il mondo carolingio era privo di uno stato forte: i rapporti di fedeltà personale sostituivano le istituzioni pubbliche.

La piramide feudale comprendeva: re, duchi, conti, marchesi, vassalli, valvassori e valvassini, fino ai servi della gleba. Anche la Chiesa partecipava al sistema: papi, vescovi e abati possedevano vasti latifondi ricevuti in feudo.

Minacce esterne e difesa

Nell'Alto Medioevo l'Europa fu minacciata da:

  • Vichinghi a nord;
  • Arabi a sud-est;
  • Ungari a est;
  • Pirati, anche in prossimità di Roma.

Il modo migliore di difendersi era la costruzione di castelli, dotati di torri, mura a scarpa e ponte levatoio. All'interno dei castelli la vita era più sicura, anche perché la criminalità era diffusa.

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