Il Medioevo: economia, Chiesa, Impero e comuni
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Economia e società nell'anno 1000
Dopo la fine degli attacchi di Ungari e Vichinghi, questi popoli si convertirono e si stabilirono in Europa. Anche gli Arabi furono impegnati in lotte interne. Il clima migliorò, con temperature più calde e terre più verdi e meno ghiacciate.
Si aprì un periodo di pace che permise ai contadini di bonificare paludi e disboscare, aumentando la produzione agricola e l'economia.
Poteri locali e franchigie
I poteri locali concessero le franchigie, cioè esenzioni da obblighi, ai contadini che si trasferivano sulle loro terre.
Nuove tecniche agricole
- Giogo e collare: in legno, per trainare l'aratro con cavalli e buoi senza strozzarli.
- Aratro pesante: in ferro, dotato di ruote, scavava in profondità rendendo la terra più fertile.
- Mulino ad acqua e a vento: sostituì la forza animale nella frantumazione e macinazione dei raccolti.
- Rotazione triennale: il campo veniva diviso in tre parti, coltivate a cereali autunnali, legumi primaverili e maggese, ruotando ogni anno.
Vantaggi: maggiore varietà dei raccolti durante tutto l'anno e migliore sfruttamento delle risorse.
Crescita della popolazione
La popolazione passò da circa 22 milioni a 70 milioni nel Trecento, grazie a più cibo e a una migliore qualità alimentare: la carne, prima riservata ai nobili, fu sostituita dai legumi per i più poveri.
Il nuovo ceto: la borghesia
Nei borghi si concentravano artigiani e commercianti. Erano persone inurbate da poco, provenienti dalle zone limitrofe, che poi furono annesse alle città. Le città crescevano di popolazione e si circondavano di castelli con mercati e mura.
Corporazioni e università
Nascita delle associazioni
Gli artigiani si organizzarono in corporazioni in base alla loro specializzazione. Erano divise in:
- Arti minori: muratori, fornai, ecc.
- Arti maggiori: notai, magistrati, ecc.
Le corporazioni erano suddivise in base al flusso di denaro generato dal settore e stabilivano gli standard della società (prodotti, ecc.).
Le università
Nacque la necessità di istruzione per i figli delle famiglie borghesi, non offerta dalla scuola del clero e dei monasteri, che insegnavano altre lingue oltre al latino. All'inizio furono libere associazioni di professori e studenti, poi divennero le prime università (Oxford, Cambridge, Salerno, Bologna, Parigi). Non erano appoggiate dalla Chiesa, perché si opponevano ai loro studi laici.
Banchi di credito e prestito
I commercianti praticavano spesso l'usura, cioè il guadagno sulla durata del prestito tramite interessi alti. Poiché la Chiesa vietava l'usura, si indirizzava il prestito verso gli ebrei, nonostante non praticassero l'usura, perché erano già considerati dannati.
Dalla frammentazione dell'Impero carolingio all'Impero germanico
Con il Trattato di Verdun, l'impero di Carlo Magno fu diviso tra i nipoti in Francia (Ovest), Germania (Est) e Regno d'Italia. Il potere imperiale perse autorevolezza e rimase solo formale. Con la deposizione di Carlo il Grosso l'unità si dissolse e iniziò l'anarchia feudale, in cui i singoli feudi erano più potenti dell'imperatore.
In Germania nacquero cinque ducati (Sassonia, Franconia, Baviera, Svevia, Lorena) che elessero un imperatore tra le proprie famiglie. Nel 936 fu eletto Ottone I di Sassonia, che sconfisse gli Ungari e rifondò l'autorità imperiale. Nel 962 fu incoronato a Roma: nacque il Sacro Romano Impero, detto poi Germanico per le dinastie tedesche.
Problemi dell'eredità feudale
I feudi non erano più ereditari e tornavano all'imperatore. Per limitare il potere dei singoli feudatari, Ottone affidò i feudi a vescovi e conti, vincolati dal celibato, che non potevano trasmettere i beni ai figli. Ottone li nominava e sceglieva personalmente.
Privilegio di Ottone e rapporti con la Chiesa
Nel 962, con il Privilegium Ottonianum, Ottone stabilì che:
- i pontefici dovevano essere approvati dall'imperatore prima della consacrazione (controllo preventivo);
- il papa doveva giurare fedeltà all'imperatore (controllo successivo);
- il papa non poteva consacrare imperatori di stirpe non germanica.
La crisi morale della Chiesa
La Chiesa attraversava una crisi morale caratterizzata da:
- corruzione;
- mancato rispetto del celibato e della castità;
- nomine favorite per i figli;
- simonia, cioè la vendita delle cariche ecclesiastiche, perché la carriera nel clero era sicura e redditizia.
Lo scisma del 1054
Nel 1054 avvenne lo scisma tra Chiesa d'Oriente e Chiesa d'Occidente, che si scomunicarono a vicenda pur avendo lo stesso credo, ma con organizzazioni separate:
- Chiesa ortodossa (Costantinopoli), convinta di essere nella giusta opinione;
- Chiesa cattolica (Roma), che si considerava unica e universale.
Nessuna delle due riconosceva l'altra come autentica discendente di san Pietro. Il vescovo di Roma era eletto per acclamazione popolare, ma le famiglie aristocratiche romane influenzavano il popolo e controllavano l'elezione.
Il movimento cluniacense
Come risposta alla crisi della Chiesa nacque il movimento cluniacense, dal monastero di Cluny. Fu un centro culturale che produsse grandi teologi e monaci, e da cui proveniva il futuro papa Gregorio VII. Il monastero rinnovò l'ordine benedettino, promuovendo carità e valori cristiani.
La riforma di Gregorio VII
Dopo il privilegio di Ottone, l'imperatore eleggeva i vescovi, ma dopo lo scisma intervenne Ildebrando di Soana.
Il Concilio Lateranense del 1059
Il Concilio stabilì nuove regole per l'elezione del papa: decadeva il privilegio di Ottone e il papa era eletto dai cardinali (vescovi delle antiche chiese di Roma).
Gregorio VII (1073)
Nel 1073 Gregorio VII dimostrò un'inflessibilità contro la corruzione, combatté la simonia e impose il celibato. Nel Dictatus Papae (1075) affermò che:
- il papa è il capo della comunità cristiana;
- il papa ha potere assoluto, anche sull'imperatore, potendo nominare vescovi e deporre imperatori.
Ne derivò lo scontro tra papato e Impero, detto lotta per le investiture: il conflitto riguardava l'investitura dei vescovi, che avevano anche poteri civili (vescovi-conti).
Canossa
Enrico IV tentò di deporre Gregorio VII, che lo scomunicò. I sudditi furono sciolti dall'obbligo di fedeltà e i feudatari tedeschi si ribellarono. Costretto a un accordo con il papa, nel 1077 Enrico IV si recò pentito a Canossa, dove Gregorio VII era ospite di Matilde di Canossa, contessa alleata della Chiesa.
La leggenda narra che Enrico IV rimase tre notti fuori dal castello, in saio e nella neve. Gregorio ritirò la scomunica, ma Enrico IV, tornato in Germania per sconfiggere i feudatari ribelli, tornò poi in Italia senza abbandonare la sua missione imperiale, assediando Castel Sant'Angelo, residenza di Gregorio VII.
La fine di Gregorio VII
Privo di un esercito, Gregorio VII chiamò i Normanni in difesa, ma questi saccheggiarono la città. I romani cacciarono il papa e i Normanni, e Gregorio si rifugiò da loro a Salerno, dove morì.
Enrico IV fu imprigionato e deposto dal figlio, Enrico V.
Concordato di Worms (1122)
Il Concordato stabilì un compromesso:
- in Germania: investitura laica (l'imperatore elegge vescovi e conti);
- in Italia: doppia consacrazione (prima dal papa, poi dall'imperatore).
Si distinse così il potere spirituale da quello temporale.
I comuni italiani
Nell'XI secolo, in Italia, nacquero i comuni, forme di governo indipendenti. La coniuratio era il giuramento degli associati, cioè di coloro che formavano il governo del comune.
Istituzioni comunali
- Parlamento: organo principale formato dai cittadini maschi maggiorenni che pagavano tasse e avevano una casa (esclusi donne, ecc.).
- Consiglio generale: eleggeva i consoli, che formavano il governo consolare. I consoli, detti boni homines (uomini buoni), giuravano fedeltà davanti ai cittadini.
In una fase successiva si affermò il podestà, funzionario amministrativo del territorio.
Lo scontro con Federico II
Lo scontro tra comuni e Impero fu determinato dall'usurpazione, da parte dei comuni, di diritti spettanti all'autorità imperiale (ad esempio l'elezione dei magistrati).
Nel 1176 la Lega Lombarda, unione dei comuni del Nord contro l'imperatore, sconfisse Federico I nella battaglia di Legnano. Nel 1183 fu firmata la Pace di Costanza, con cui l'imperatore riconobbe i diritti dei comuni.
Perché i comuni erano presenti soprattutto nel Centro-Nord
I comuni si diffusero soprattutto nel Centro e nel Nord Italia perché il territorio era frammentato e il potere feudale era meno presente rispetto al resto d'Europa.
La piramide sociale della città medievale
- Magnati: aristocrazia di latifondisti;
- Popolo grasso: ricca borghesia;
- Popolo minuto: piccola borghesia;
- Operai: lavoratori salariati;
- in fondo, clero e infine i poveri.