La Metafisica di Aristotele: Dio come Primo Motore Immobile
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La concezione aristotelica di Dio: Metafisica e Teologia
Sono già stati esplicati i due significati di metafisica come studio dell’essere e della sostanza, ma non come studio delle cause ultime e di Dio; da qui nasce il concetto di metafisica come teologia. Tuttavia, esiste anche il concetto di metafisica come ontologia, il che sembra creare una discrepanza:
- Teologia: Scienza di Dio in quanto essere e sostanza suprema (e come causa suprema ultima).
- Ontologia: Scienza dell’essere o sostanza in quanto tale.
Vi sono due spiegazioni per le quali la contraddittorietà di queste due identificazioni viene risolta:
- La fase della concezione teologica viene anteposta a quella ontologica nel pensiero aristotelico.
- La teologia costituisce il culmine speculativo dell’indagine ontologica della metafisica.
Perché Dio esiste?
Nella Metafisica, Aristotele prova l’esistenza di Dio basandosi sul movimento come possibilità di assumere nuove condizioni o forme:
Premesse
- Tutto ciò che è in moto è necessariamente mosso da qualcos’altro.
- “Quest’altro”, se in moto, sarà mosso da qualcos’altro ancora.
- Questo procedimento non può essere infinito, altrimenti il movimento iniziale rimarrebbe inspiegato.
Conclusione
È necessario che esista un principio assolutamente “primo” e “immobile”, causa iniziale di ogni movimento possibile: Dio, definito come “primo motore immobile”.
Gli attributi di Dio
Dio, inteso come “primo motore immobile”, possiede i seguenti attributi:
- Dio è atto puro: poiché è immobile, è privo di potenza (possibilità di movimento o divenire) ed è pura forma (sostanza incorporea).
- Dio è realtà eterna: poiché tutti i movimenti sono eterni, anche chi li causa deve esserlo.
- Dio come causa finale: come può un motore immobile muovere qualcos’altro? Dio, in quanto perfezione, pur rimanendo impassibile, esercita una forza calamitante sul mondo comunicandogli il movimento (così come una persona amata scatena l’amore in un’altra pur non compiendo alcuna azione).
Da questa attrazione che Dio esercita (involontariamente) verso l’universo scaturisce un ordine. I due estremi di questo universo sono la materia prima che, essendo priva di forma, tende ad assumerla perfettamente (Dio), e Dio che, essendo forma perfetta, attrae la materia prima. L’universo, costituito dalla materia, si auto-ordina e auto-determina:
Universo = “Materia prima —tende a—> Dio —attrae la—> materia prima” = “ordine”
- Dio come pensiero di pensiero: Prendendo in considerazione i tre precedenti attributi, Dio è un’entità perfetta e totalmente compiuta. A Dio deve quindi appartenere la vita per eccellenza, l’intelligenza e il pensiero. Ma Dio può pensare solo qualcosa di perfetto, altrimenti diventerebbe imperfetto; pertanto, Dio pensa a se stesso.