Metalli e Leghe in Odontotecnica: Proprietà, Utilizzi e Caratteristiche Tecniche

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Il Ruolo del Palladio nelle Leghe per Ceramica

Qual è la funzione del palladio nelle leghe per ceramica e perché si deve essere molto attenti nella sua lavorazione? Il palladio nelle leghe metallo-ceramica serve per favorire il legame con la ceramica e aumentare la resistenza alla corrosione e alle alte temperature.

Durante la lavorazione, il palladio può assorbire gas, soprattutto idrogeno, per poi rilasciarlo. Questo fenomeno provoca porosità e difetti nella lega, indebolendo il manufatto. Per questo motivo, è necessario lavorare la lega con estrema attenzione e controllare accuratamente la fusione e la manipolazione.

Requisiti Fondamentali delle Leghe per Ceramica

Le leghe destinate alla ceramizzazione devono possedere requisiti specifici per garantire il successo del restauro:

  • Sinterizzazione e adesione: devono favorire l’unione chimica e meccanica con la ceramica.
  • Intervallo di fusione: deve essere superiore di 60-80 °C rispetto alla temperatura di cottura della ceramica per evitare deformazioni strutturali.
  • Coefficiente di Dilatazione Termica (CDT): deve essere compatibile con quello della ceramica per evitare tensioni o fratture.
  • Strato di ossidi: devono formare uno strato di ossidi controllato per garantire l’adesione metallo-ceramica.
  • Rigidità: devono essere molto rigide per sopportare i carichi della masticazione senza flettersi.

Caratteristiche e Utilizzi delle Leghe Cobalto-Cromo (Co-Cr)

Le leghe Co-Cr sono ampiamente impiegate in campo dentale per diverse applicazioni:

  • Strutture per protesi fisse (corone e ponti).
  • Scheletrati per protesi rimovibili.
  • Strutture di supporto per ceramica dentale.

Questa tipologia di lega è adatta per sottostrutture in resina e ceramica ed è idonea per protesi scheletriche, poiché è sufficientemente resistente per sopportare i carichi masticatori elevati.

Proprietà Chimico-Fisiche Determinanti in Odontotecnica

Tra le varie caratteristiche dei metalli, quelle più determinanti per la scelta del loro impiego nelle lavorazioni odontotecniche sono:

  • Resistenza agli acidi: la tendenza ad essere attaccati da acidi inorganici (cloridrico, nitrico, solforico). I metalli nobili come oro, argento e il gruppo del platino sono i più resistenti.
  • Comportamento elettrochimico: nelle soluzioni elettrolitiche, i metalli sono presenti come ioni positivi (cationi) e migrano verso il catodo (polo negativo), potendo innescare fenomeni corrosivi nel cavo orale.
  • Dilatazione termica: fenomeno di enorme importanza in fasi critiche come fusione, ceramizzazione e saldatura.
  • Colore ed estetica: il colore varia dal grigio-bluastro al bianco-argenteo, tranne l’oro (giallo) e il rame (rosso). In odontotecnica è fondamentale mascherare il metallo rivestendolo con materiali estetici specifici.

Caratteristiche dei Metalli più Utilizzati nel Settore Odontotecnico

Metalli Nobili e Preziosi

  • Oro (Au): Tf = 1064 °C; CDT = 14,0; d = 19,30 g/cm³; Hb = 25 Kg/mm². Componente principale delle leghe preziose. È tenero, estremamente duttile e malleabile, altamente resistente alla corrosione e biocompatibile. Svantaggi: costo elevato e densità elevata.
  • Platino (Pt): Tf = 1769 °C; CDT = 8,7; d = 21,45 g/cm³; Hb = 45 Kg/mm². Componente essenziale per leghe da ceramica. Molto duro, duttile, resistente alla corrosione e biocompatibile.
  • Palladio (Pd): Tf = 1552 °C; CDT = 11,7; d = 12,02 g/cm³; Hb = 45 Kg/mm². Duttile e molto rigido, resistente alla corrosione. È il più economico tra i metalli nobili. Nota: può causare allergie e assorbire idrogeno allo stato fuso, creando porosità.
  • Argento (Ag): Tf = 960,5 °C; CDT = 19,8; d = 10,49 g/cm³; Hb = 30 Kg/mm². Tenero e malleabile; aumenta la rigidità e abbassa i costi delle leghe. Allo stato fuso assorbe ossigeno, rischiando di creare porosità superficiali.
  • Iridio (Ir): Tf = 2450 °C; CDT = 6,8; d = 22,65 g/cm³; Hb = 170 Kg/mm². Utilizzato come microalligante nelle leghe auree per la sua eccezionale durezza e resistenza alla corrosione.

Metalli Non Preziosi e da Apporto

  • Cromo (Cr): Tf = 1900 °C; CDT = 6,2; d = 7,19 g/cm³; Hb = 100 Kg/mm². Presente nelle leghe Ni-Cr-Co. Favorisce la passivazione e conferisce ottima resistenza alla corrosione.
  • Nichel (Ni): Tf = 1455 °C; CDT = 1,3; d = 8,6 g/cm³; Hb = 90 Kg/mm². Componente delle leghe nichel-cromo. Rigido e resistente all’ossidazione, ma può provocare reazioni allergiche.
  • Molibdeno (Mo): Tf = 2610 °C; CDT = 5,15; d = 10,28 g/cm³; Hb = 160 Kg/mm². Aumenta durezza, rigidità e resistenza meccanica, migliorando la scorrevolezza delle leghe auree.
  • Cobalto (Co): Tf = 1495 °C; CDT = 13,8; d = 8,90 g/cm³; Hb = 130 Kg/mm². Base delle leghe cromo-cobalto. Aumenta la rigidità e la durezza della struttura.
  • Rame (Cu): Tf = 1084 °C; CDT = 16,5; d = 8,89 g/cm³; Hb = 50 Kg/mm². Nelle leghe auree aumenta durezza e fusibilità, ma riduce la resistenza alla corrosione.

Il Titanio in Odontoiatria Moderna

  • Titanio (Ti): Tf = 1670 °C; CDT = 8,2; d = 4,51 g/cm³; Hb = 120 Kg/mm². Ampiamente usato in implantologia e per strutture fresate con sistemi CAD/CAM. È leggero, resistente alla corrosione e dotato di alta resistenza a fatica. I suoi ossidi sono impiegati come opacizzanti nelle porcellane dentali.

Voci correlate: