Metodi Computazionali Avanzati per il Drug Design: FEP, MPS e QSAR
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Il metodo FEP: Alchimia Computazionale
Il FEP (Free Energy Perturbation) è il metodo computazionale più rigoroso per calcolare l'energia di binding. Parte da un complesso noto e introduce una modifica chimica puntiforme sul ligando (1-2 gruppi). Viene definito "alchimia computazionale" poiché realizza all'istante, via software, variazioni che richiederebbero lunghi tempi di sintesi in laboratorio.
Basandosi su cicli termodinamici chiusi, la variazione finale di ΔG è indipendente dal cammino seguito. Tramite dinamica molecolare si valuta l'impatto della perturbazione:
- Innalzamento del ΔG: indica una modifica sfavorevole.
- Abbassamento del ΔG: conferma che la variazione aumenta la stabilità del complesso.
Il suo limite principale è l'elevato costo computazionale, che lo rende lento e applicabile solo a un numero limitato di molecole.
MPS e Flessibilità Proteica
L'MPS (Multiple Protein Structure) è un espediente computazionale utilizzato per considerare la flessibilità esplicita della proteina nella sua totalità, includendo sia le catene laterali sia lo scheletro molecolare. Il metodo si basa sul modello dell'induced fit di Koshland.
Dal punto di vista operativo, si selezionano dal PDB da 4 a 6 co-cristalli della stessa proteina determinati con ligandi diversi. Poiché la proteina si adatta in modo differente per ciascun ligando, il confronto di queste strutture permette di mappare l'intera plasticità e la molteplicità conformazionale del target. Se un nuovo ligando mostra uno score accettabile con più configurazioni, significa che è in grado di seguire i movimenti del target, rappresentando una struttura promettente.
Il software Flex-E e la United Protein
All'interno dell'approccio MPS, il software Flex-E utilizza il concetto di United Protein (proteina unificata). Sovrapponendo le diverse strutture 3D ottenute dai co-cristalli, si genera una proteina virtuale in cui si individuano:
- Zone fisse: regioni che non variano.
- Istanze (instances): zone geometricamente differenti, rappresentative della plasticità della macromolecola.
Nel processo di docking, le porzioni del ligando vengono valutate verso le differenti instances. Inoltre, la rappresentazione sparse di Lin riduce drasticamente il numero di punti proiettando i centroidi sulla superficie o suddividendo lo spazio in una griglia tridimensionale di voxel con indicatori binari, velocizzando il calcolo.
Approcci per la Flessibilità del Ligando
Un altro approccio fondamentale è rappresentato dai metodi per frammentazione, basati sull'ipotesi di additività (lo score globale è la somma dei punteggi dei singoli frammenti):
- Place and Join: la molecola viene spezzata, i frammenti inseriti nel sito attivo e infine legati.
- Metodo incrementale: approccio gerarchico dove si sceglie un frammento iniziale come punto di attacco per montare i successivi.
Validazione Statistica: T-test e F-test
Il T-test (test di Student) e l'F-test (test di Fischer) sono strumenti statistici utilizzati per verificare se il coefficiente di correlazione r² di un modello QSAR sia causale o fortuito. Servono a confutare l'ipotesi nulla, dimostrando che il modello spiega realmente la varianza dei dati:
- T-test: si applica a un singolo descrittore.
- F-test: valuta più descrittori simultaneamente (più utilizzato nel 3D-QSAR).
Tabelle Rotameriche di Ponder e Richards
Queste tabelle servono a ridurre la complessità matematica della flessibilità esplicita della proteina. Basandosi sugli angoli phi e psi del grafico di Ramachandran, discretizzano lo spazio riducendo 17 dei 20 amminoacidi essenziali a soli 67 rotameri stabili. Questo evita l'esplosione combinatoriale dei dati, rendendo il calcolo computazionale fattibile, pur perdendo le informazioni dei 3 amminoacidi esclusi perché troppo flessibili.