Metodi Filosofici: Dal Trascendentale all'Ermeneutica

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Il Metodo Trascendentale

Creato da Immanuel Kant, il metodo trascendentale cerca la base della conoscenza e intende darne ragione. Per comprendere ogni forma di conoscenza razionale, è necessario rispondere a tre domande fondamentali:

  • Cosa posso sapere?
  • Cosa devo fare?
  • Cosa mi è lecito sperare?

In sintesi: che cos'è l'uomo? Dare ragione del nostro essere richiede di scoprire le condizioni necessarie per ogni individuo, al di là del tempo e del luogo. Kant cerca le condizioni che rendono possibile imparare, agire e sperare nel modo proprio dell'essere umano.

Il soggetto trascendentale, come lo definisce Kant, è l'insieme di strutture e condizioni empirico-razionali che precedono il metodo ordinario, universale e necessario nella realtà. Kant cerca l'ordine della ragione stessa nel soggetto, producendo una vera e propria rivoluzione copernicana in filosofia, tentando di spiegare la nostra conoscenza a partire dallo studio del soggetto.

Il soggetto trascendentale scopre che l'uomo ha due fonti di conoscenza: la facoltà della sensibilità e le facoltà intellettuali (ragione, comprensione e giudizio).

Il Metodo Linguistico-Analitico

Il compito intrapreso da Kant sarà perseguito con un altro impulso dalla filosofia del XX secolo: il metodo linguistico-analitico. Questa corrente sostiene che la maggior parte dei problemi filosofici nasca perché i termini sono vaghi e le espressioni oscure, creando confusioni. Il compito della filosofia è dunque quello di analizzare e chiarire il linguaggio.

Questi filosofi seguono due orientamenti principali:

  • Analisi del linguaggio formale (Logica): Considera il linguaggio come un sistema perfetto. Anche se le proposizioni della logica non dicono nulla sul mondo, mostrano le proprietà formali del linguaggio e del mondo stesso. La filosofia della scienza è responsabile della chiarificazione logica del pensiero.
  • Analisi pragmatica: Considera la logica informale e riconosce diversi modi di usare il linguaggio, che Wittgenstein chiama giochi linguistici. Non sono solo modi di comunicare, ma modelli che descrivono situazioni strettamente intrecciate con le forme di vita.

Il Metodo Ermeneutico

Il compito dell'ermeneutica è l'arte di interpretare e comprendere il significato dei testi. Sviluppatosi nel XIX secolo grazie al lavoro di F. Schleiermacher e W. Dilthey, questo metodo ha universalizzato l'arte dell'interpretazione oltre i testi:

  • Tutte le azioni umane ed eventi storici hanno bisogno di essere compresi e interpretati perché possiedono un senso.
  • Nelle scienze sociali non basta spiegare le cause, bisogna comprendere il significato delle azioni.

Il metodo della scienza moderna, utile per spiegare eventi casuali, non è sufficiente per comprendere la storia, poiché il significato si coglie attraverso l'esperienza. La risposta ermeneutica si articola in due direzioni:

  • Ermeneutica non normativa (Gadamer e Rorty): La filosofia si limita a scoprire elementi che permettono la comprensione. Ogni interpretazione è diversa e non esiste un progresso lineare verso una "migliore" comprensione.
  • Risposta politica: Tenta di trovare criteri per criticare le interpretazioni false, sostenendo che sia possibile progredire nella comprensione e correggere i discorsi che non rispettano le pretese di validità.

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