Metodologia per la Redazione di Schede Epigrafiche: Esempi e Criteri

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Commento Storico e Datazione Epigrafica

Il commento storico deve basarsi su confronti onomastici significativi. La spiegazione del testo non costituisce una traduzione letterale, bensì un regesto (ad esempio: "Questa è la stele di un mercante di vino, schiavo, iscritto alla tribù Palatina").

Elementi Fondamentali per la Datazione

La datazione è un elemento imprescindibile che deve sempre includere:

  • Onomastica: studio dei nomi e delle tribù.
  • Caratteristiche paleografiche: analisi della forma delle lettere.
  • Caratteristiche figurative: analisi dell'iconografia e dello stile.

Esempio Pratico: Scheda di una Stele

Descrizione: Stele pseudocuspidata di marmo bianco, sagomata con un dente per l'infissione e sporadiche erosioni sulla superficie iscritta. Il campo è delimitato da una cornice modanata con listello a gola rovescia; al centro del timpano è raffigurato uno scudo rotondo sopra due lance incrociate. Il retro è parzialmente subbiato. La stele è tuttora infissa nella sua base originale di arenaria di Pocapaglia, che all'atto del ritrovamento recava alcuni cunei di marmo per il bloccaggio del supporto nella cavità.

Dati Tecnici

  • Dimensioni (cm): 190 x 60 x 29; campo 91 x 46; alt. lett. 7,5-4,7 (4 la lettera nana).
  • Basamento (cm): 47 x 82 x 69; cavità: 30 x 66.
  • Provenienza: Scavi del 1958 a Pollenzo, località Pedaggera; esposta nel Museo Civico di Palazzo.
  • Autopsia: 1998.
  • Bibliografia: Mosca, 1958, pp. 324-344 (AE 1960, 284); Mercando-Paci, 1998, p. 153 nr. 81, tav. LXXXVII.

Testo Iscritto

M. Lucretius
M. l. Pal(atina) Chrestus
mercator
vinarius
testam(ento) fieri iussit
P(edes) q(uadrati) XV

Note Critiche

Analisi paleografica: T montante, S nana, 4 prima I lunga; 5 intravedono un nesso fra A e M e non lo riscontrano fra la I e la T (Mercando-Paci). Interpunzione mista a barrette trasversali, triangoliformi e a virgole apicate.

La dedica funeraria, a corredo di un'area sepolcrale con una pedatura di cinque piedi per lato (m 1,58), era destinata a un liberto ascritto alla tribù Palatina, nella quale più frequentemente erano ammessi gli individui di condizione libertina (vd. Forni, 1977, pp. 93-94). È la prima attestazione epigrafica che menziona esplicitamente un commerciante di vini in questa zona delle Langhe.

Per quanto riguarda l'onomastica, il gentilizio è comune e si incontra anche altrove in Liguria (vd. Menella, 1981, p. 192); il cognome grecanico Chrestus, altrove assai diffuso, in ambito linguistico è invece finora noto solo da questa iscrizione. Per le caratteristiche complessive, la stele si data entro il I sec. d.C. e, più verosimilmente, nella sua seconda metà.

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