Morfología y fonética en italiano: clases de palabras, sonidos y variedades del español

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Morfologia

La morfologia studia le classi delle parti del discorso e delle parole, la loro capacità di produrre una costruzione interna e il modo in cui le parole formano la parola: unità dotate di significato lessicale, di un'autonomia e un'indipendenza spaziali, con una propria struttura.

Il lessico

Il lessico è l'insieme delle parole di una lingua, ovvero il vocabolario. Ogni parola appartiene a una parte del discorso e può essere variabile o invariabile.

Morfemi

I morfemi sono importanti perché modificano il lessema e il significato della parola.

Parola composta

La parola composta è formata da due o più lessemi e da morfemi flessivi. Non va confusa con la parola derivata.

Parola derivata

La parola derivata si ottiene dall'unione di un prefisso o un suffisso con un lessema e con morfemi flessivi; può essere anche una parola derivativa.

Parole da evitare

Si tratta di rintracciare o copiare parole che mantengono la struttura, il significato e la pronuncia del modello originale. Non vanno usate le parole barbare: parole imitate nel significato, nella struttura e nella pronuncia da parlanti stranieri.

Fonetica

La fonetica è la disciplina che studia la natura dei suoni linguistici. Si distingue in:

  • Fonetica articolatoria: studia il modo in cui i suoni vengono prodotti dagli organi fonatori.
  • Fonetica acustica: studia le caratteristiche fisiche dei suoni durante la loro propagazione.
  • Fonetica uditiva: studia il modo in cui i suoni vengono percepiti dall'udito.

Fonologia

La fonologia descrive il sistema di rappresentazione mentale dei suoni di una lingua.

Consonanti

Le consonanti si classificano secondo modo, luogo e sonorità:

  • Modo di articolazione: occlusive (p, t, k, b, d, g), fricative (f, θ, s, y, x), affricate (ç), nasali (m, n, ñ), laterali (l) e vibranti (r).
  • Luogo di articolazione: bilabiali (b, p, m), interdentali (θ), labiodentali (f), dentali (t, d), alveolari (l, n, r, s), palatali (ĉ, ñ, ʎ) e velari (g, k, x).
  • Sorda: k, c, d, f, j, p, s, t, θ.
  • Sonore: b, d, g, m, n, ñ, l, r.

Aree bilingui e varietà dialettali

Le aree bilingui sono quelle in cui la comunità ha adottato una lingua diversa dalla propria. Il contatto tra lingue produce caratteristiche peculiari e interferenze, cioè trasferimenti fonetici, lessicali e morfosintattici dalla prima lingua alla seconda.

Dialetti

Per motivi storici, sociopolitici ed economici, l'espansione e il prestigio del castigliano hanno ridotto le possibilità di diffusione dell'aragonese e di altri dialetti latini. La lingua generale si è imposta, e il castigliano si trova oggi in Aragona, Asturie e in altre zone.

Varietà meridionali e pirenaiche

Si distinguono tre nuclei: isole, Andalusia e una lingua di transizione (Murcia, Estremadura).

Andaluso

L'andaluso si caratterizza per l'uso di alcuni tratti specifici:

  • l'aspirazione o l'eliminazione della "s" finale;
  • la produzione aspirata [h] della prima consonante;
  • l'uso del pronome también e di forme di cortesia come ustedes;
  • la preferenza per i diminutivi in -ito, -ico e forme come canarino;
  • la presenza di portoghesismi, americanismi e galicismi, cioè parole provenienti da altre lingue che sono entrate nel lessico locale.

Sostituzione di vosotros

Nella varietà andalusa si nota anche la sostituzione di vosotros con ustedes, un fenomeno che alcuni studiosi chiamano lingua di transizione.

Caso particolare

Il caso ha caratteristiche proprie dello spagnolo settentrionale, dell'estremeño, del catalano di Murcia, dell'andaluso e dell'aragonese.

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