La natura della felicità: riflessioni tra Leopardi e la modernità

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La felicità ha un doppio filo

Pietro Citati scrive: “L’infelicità umana è irrimediabile. Non gli resta che sopportare”.

La visione di Leopardi

Giacomo Leopardi ci regala una compatta riflessione filosofica, una teoria che vede come protagonista la felicità e la sua infinita ricerca. Ogni uomo, nel suo agire, mira al “piacere”, ossia alla felicità. Il desiderio infinito del piacere, dunque, non conosce limiti perché diviene parte della natura umana, ma è impossibile da soddisfare, giacché l’unico mezzo per farlo è la nostra immaginazione.

Il conseguimento di un oggetto di desiderio non spegne il desiderio del piacere; si sperimenta quindi una sensazione di felicità temporanea, che proviene più da una ragione materiale che spirituale. Purtroppo, la natura delle cose porta tutto a esistere limitatamente, terminando con la vita stessa. L’uomo, stanco di un piacere, ricorre a un altro.

Il pregiudizio sul pessimismo

Nell’attualità, le parole di Leopardi si avvicinano in modo quasi triste alla sensibilità giovanile, ma vengono spesso bollate come “pessimiste”. Questo accade perché i giovani non provano ad incontrarlo con il proprio cuore, adeguandosi a pregiudizi sullo scrittore. Eppure, alcune delle riflessioni più belle sulla felicità vengono proprio da lui, noto scettico.

Definizioni moderne di felicità

Oggi ognuno sembra avere una propria idea di cosa sia la felicità:

  • C’è a chi basta un lavoro.
  • Chi considera la felicità come “vivere il momento”.
  • Chi pensa sia vivere una vita genuina.
  • Chi addirittura ne ha paura.

Per Leopardi bastava porsi degli obiettivi e raggiungerli. Tuttavia, essendo solo questo per lui, non conosceva altre gioie. Il mondo moderno e la società in cui siamo inseriti ci pongono davanti a svariate complicazioni che possono trasformare quell’obiettivo in un sogno; ma se non è raggiungibile, non è detto che la felicità si interrompa.

La felicità come libertà

Quindi, cos’è realmente la felicità? Stephen Hawking diceva: “È quando le aspettative sono ridotte a zero che si apprezza ciò che si ha veramente”. Oggi ci confrontiamo con la povertà, la desolazione o con il dolore di chi ha perso un caro; parlare di felicità sembrerebbe assurdo, ma è solo un concetto, un’idea che ognuno di noi può vedere in qualsiasi cosa:

  • La libertà di trovare un senso di allegria nell’ammirare un fiore.
  • Il poter respirare aria fresca.
  • Il poter cantare in macchina con gli amici.

La felicità diventa praticamente tutto e non può essere chiusa in una definizione uniforme. Per questo, forse, oggi si può dire legata a doppio filo con il concetto di libertà di scelta: la possibilità di poter scegliere liberamente per cosa essere felici, giorno dopo giorno.

Ricordiamo Peter Pan: può volare solo se ha un pensiero felice. Qual è il tuo?

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