La Natura Giuridica del Matrimonio: Contrattualismo vs Istituzionalismo nel Diritto di Famiglia

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La Natura Giuridica del Matrimonio: Ambiguità Terminologica

Il termine "matrimonio" è ambivalente, riferendosi a due diverse realtà:

  • Matrimonio in fieri (Atto Giuridico): È l'atto giuridico con cui i coniugi, di comune accordo, costituiscono il vincolo coniugale. In questo senso, è il momento in cui il matrimonio viene legalmente contratto.
  • Matrimonio in esse (Rapporto o Istituzione): La parola matrimonio si riferisce anche alla comunità coniugale o al rapporto giuridico esistente tra i coniugi (l'essere marito e moglie).

Questa duplicità di significato è alla base di due classiche controversie dottrinali sorte nell'ambito del Diritto Matrimoniale: se, tecnicamente, il matrimonio debba essere ricondotto alla sfera del Diritto Privato o del Diritto Pubblico, e se la sua figura giuridica sia quella di contratto o di istituzione.

Natura Giuridica del Matrimonio: Le Tesi a Confronto

1. Tesi Contrattualistiche (Il Matrimonio come Contratto)

Questa tesi ha avuto un grande sviluppo durante il XVII secolo, ponendo la natura contrattuale al centro della dottrina matrimoniale. Tuttavia, parte della dottrina ha negato il carattere puramente contrattuale, sostenendo che:

  • Non è sufficiente il solo accordo volontario per qualificare il matrimonio come contratto, poiché le parti non possono disciplinare il rapporto coniugale in modo contrario alle disposizioni di legge, e sono richiesti specifici requisiti formali per la validità giuridica.
  • Il matrimonio riguarda relazioni personali o familiari, estranee alla sfera tipica del contratto (che è generalmente a contenuto patrimoniale).
  • Molte delle regole tipiche dei contratti (ad esempio, la risoluzione per inadempimento) sono irrilevanti o inapplicabili al matrimonio.

Sfumature Dottrinali della Tesi Contrattuale

Contratto "Sui Generis" e Sviluppo Sociale e Personale

I sostenitori di questa visione riconoscono che non tutte le caratteristiche del contratto tipico possono essere applicate al matrimonio. Si parla quindi di un contratto «sui generis» o unico, in cui:

  • È richiesto il bilateralismo (stipulato tra due persone capaci di prestare il consenso).
  • Gli effetti sono in gran parte previsti dal Diritto (le parti non hanno libertà contrattuale tale da alterare o modificare il regime normativo del matrimonio).

Si tratta di un contratto retto da norme di ius cogens (Diritto inderogabile), che presenta caratteristiche che lo differenziano dai contratti tipici del Diritto Privato.

Il Matrimonio come Atto di Stato o Negozio Complesso

Questa visione implica, da un lato, la volontà dei coniugi e, dall'altro, la volontà dello Stato (nel matrimonio civile) o della Chiesa (nel matrimonio religioso).

Critica

Questa tesi sopravvaluta il ruolo ufficiale dello Stato e della Chiesa. Essi si limitano a descrivere il negozio giuridico creato dalle parti e a qualificare il rapporto come matrimonio, ma la loro funzione non può essere posta sullo stesso piano del consenso delle parti.

Il Matrimonio come Negozio Bilaterale

Il matrimonio nasce dalla volontà delle parti, ma non è un contratto in senso stretto, in quanto manca di contenuto patrimoniale.

A questo proposito, V. Reina ritiene che la definizione del matrimonio come contratto di Diritto di Famiglia sia ammissibile, sebbene possa apparire meno appropriata rispetto alla prassi giuridica attuale, che riserva il termine "contratto" ai rapporti giuridici a contenuto finanziario.

Teoria del Matrimonio come Accordo, non Contratto

Secondo questa teoria, nel contratto gli interessi delle parti sono contrastanti o divergenti, mentre nel matrimonio sono paralleli o convergenti.

Critica

Non vi è alcuna garanzia che gli interessi delle parti siano sempre paralleli o convergenti.

2. Tesi Istituzionalista (Il Matrimonio come Istituzione)

Il principale fautore di questa tesi è Giménez Fernández.

Questa concezione risponde meglio all'idea che il matrimonio sia un insieme di relazioni imposte dallo Stato. Gli istituzionalisti adottano il concetto di istituzione come inteso nella dottrina civilistica.

Vantaggi del Concetto Istituzionale

In questa prospettiva, la natura, le caratteristiche e i rapporti giuridici che legano i coniugi sono meglio spiegati e sviluppati, in quanto:

  • Viene salvaguardata la libertà personale (il libero consenso al matrimonio equivale all'accettazione dell'istituzione matrimoniale).
  • Il matrimonio è un ordinamento stabilito in precedenza e immutabile per i coniugi.

In questa visione, poiché il matrimonio è un ordinamento stabilito in precedenza attraverso una legislazione inderogabile a cui le parti aderiscono, gli effetti del matrimonio non derivano tanto dall'autonomia privata quanto dalla configurazione istituzionale che si inserisce in quella categoria giuridico-istituzionale.

Definizione di Istituzione secondo Giménez Fernández

Giménez Fernández definisce il concetto di istituzione come:

"Sistema di vincoli prestabiliti dall'ordinamento giuridico per fini noti e pubblici, ai quali coloro che ne sono capaci danno liberamente la loro adesione, vincolando la loro conformità con il partner, in quanto essi sono in libera concorrenza di scelta."

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