Nazionalismi Periferici in Spagna: Origini, Evoluzione e Movimenti Politici
Classificato in Scienze sociali
Scritto il in
italiano con una dimensione di 3,34 KB
Nazionalismi periferici in Spagna: origini e contesto
Durante tutto il XIX secolo, in Spagna, emersero gruppi intellettuali e politici che rivendicavano le differenti caratteristiche delle aree periferiche della penisola di fronte allo Stato unitario tradizionale. Queste peculiarità vennero definite con i concetti di regionalismo e nazionalismo, mettendo in discussione la struttura territoriale dello Stato.
Il modello di Stato adottato dal liberalismo spagnolo fu centralizzato e unitario, proseguendo la linea imposta dai Borbone nel XVIII secolo con i Decreti di Nueva Planta. Di fronte a questa standardizzazione, apparvero una serie di nazionalismi periferici che si opposero al modello dominante, difendendo la propria identità come popolo e proponendo una visione della Spagna diversificata e multinazionale.
Fattori determinanti
- Risposta culturale: La presenza di una lingua e di costumi propri, unita a processi di rinascita culturale che permisero di recuperare la storia locale.
- Reazione politica: L'opposizione al modello di governo centralizzato della Restaurazione, sia a livello amministrativo che legale.
- Fattori economici: La natura dispersa e la specifica industrializzazione delle periferie spagnole, che portarono alla richiesta di politiche protezionistiche.
Il nazionalismo catalano
I precedenti del nazionalismo catalano risalgono alla prima metà del XIX secolo, legati allo sviluppo della borghesia industriale e al movimento culturale che valorizzò la lingua e i caratteri peculiari della regione. L'insoddisfazione per la politica centralizzata del governo centrale fu il motore principale di questa spinta.
Evoluzione storica
- Il Sexenio Democratico: Il catalanismo si manifestò sotto forma di federalismo, con tentativi di dichiarare lo Stato federale catalano nel 1873.
- La Restaurazione: Con l'accentuarsi del centralismo politico, il movimento sollevò proposte che spaziavano dal decentramento alla piena indipendenza, unendo la difesa degli interessi industriali alla lotta per il protezionismo.
- L'influenza di Valentí: Fondatore di una rivista catalana, promosse un lavoro di chiarificazione ideologica, sostenendo la libertà e l'unità d'azione delle città catalane.
Verso l'autonomia
In occasione della crisi del 1898, il nazionalismo catalano conobbe una grande espansione sotto la guida di Francesc Cambó. La borghesia catalana smise di sostenere i partiti dinastici, richiedendo alla Corona l'attuazione dell'autonomia amministrativa e un miglioramento della rappresentanza sociale in Parlamento.
Nel 1901, la Lliga Regionalista (espressione di conservatorismo e industrialismo) ottenne una vittoria elettorale in Catalogna, riducendo drasticamente il peso dei partiti dinastici. Da quel momento, la Lega si propose come partito volto a rivendicare i diritti della Catalogna all'interno dello Stato spagnolo. Successivamente, il movimento subì divisioni interne, portando alla nascita dell'Unione Repubblicana Federale e ad altri tentativi di unificazione che, pur avendo successo nelle elezioni del 1906, si disintegrarono in seguito.