Niccolò Machiavelli: Personaggi della Mandragola e Sintesi del Principe

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La Mandragola di Niccolò Machiavelli: Personaggi e Temi

I Personaggi Principali

  • Callimaco: "Colui che combatte per la bellezza". Ha 30 anni ed è innamorato di Lucrezia. È ricco e conduce una vita spensierata a Parigi: studia, lavora, si interessa di politica, si dedica ai divertimenti e pensa soprattutto alle donne. Siro è al suo servizio, ma Callimaco non è autonomo: ha bisogno di un consigliere, Ligurio. È pronto a fare una follia (spendere tempo e denaro) pur di andare a Firenze a vedere Lucrezia. Il denaro gli permette di vivere senza lavorare o fingendo di farlo. A lui interessa unicamente ottenere ciò che vuole.
  • Siro: È il servo di Callimaco. È fedelissimo, forse non particolarmente intelligente. Si preoccupa per il padrone e ha paura che si metta nei guai. È preciso, sempre pronto a obbedire e ad eseguire la volontà di Callimaco.
  • Messer Nicia: È il marito di Lucrezia. È ricchissimo e dottore in legge, ma è impossibile sapere come abbia potuto laurearsi. La sua caratteristica principale è che è incredibilmente sciocco. Ligurio lo uccella ed egli non se ne accorge affatto. Si fa ingannare immediatamente dal latino maccheronico di Callimaco (a Parigi, lo convince Ligurio, tutti fanno così). Ha un grande difetto: è costantemente tirchio, dalla prima all’ultima scena. Il suo "nome di battaglia", proposto da Ligurio, è San Cucù, cioè "San Cornuto".
  • Lucrezia: È la moglie di Nicia. È una donna capace, che tiene in ordine la casa e che incute timore ai servi. Non ha amiche né rapporti con l’esterno. Come ogni donna del suo tempo, desidera un figlio. Subisce una profonda trasformazione: il giorno dopo la nottata non è più la stessa. Evita la violenza, dimostra la forza della sua mente e si prende una rivincita sia sul marito sciocco, sia sull’amante astuto.
  • Ligurio: È il consigliere di Callimaco. È uno scroccone di pranzi e di cene, vive di stratagemmi e raggira lo sciocco Nicia. Non si preoccupa se le azioni che intraprende siano buone o cattive; si cura soltanto che sortiscano l’effetto voluto.
  • Sostrata: È la madre di Lucrezia ed è una vecchia conoscenza, una donna simpatica. Come si è presa le sue soddisfazioni nella giovinezza, così poi riesce a sistemarsi e, allo stesso modo, sa essere una buona madre. Vuole un nipotino e si dà da fare in questa direzione.

    Nota sul piano: Ligurio deve ideare il piano e, per farlo, raccoglie informazioni su Nicia e la moglie. Il primo piano — che la coppia vada in una località termale — è incerto. Ne elabora quindi uno più sicuro, che coinvolge un falso medico (lo stesso Callimaco), una medicina portentosa (la mandragola), la collaborazione del marito e, infine, il supporto di Sostrata e di Fra Timoteo. Ligurio mostra una straordinaria capacità di concentrarsi sui fatti per evitare che gli sfuggano di mano; rappresenta la "ragione efficiente" che si mette al servizio di chi paga, disinteressandosi degli aspetti morali e mirando solo al fine prefissato.
  • Fra Timoteo: È il confessore di Lucrezia. È zoppo e brutto. Per lui le donne sono fastidiose, ma chi le sa trattare ci guadagna ampiamente in termini di denaro. Capisce subito di essere ingannato, ma non fa nulla per tirarsi indietro; anzi, procede. Non si fa scrupoli a ingannare Lucrezia in cambio di denaro, che egli definisce educatamente "elemosine". È anche curioso: non riesce a chiudere occhio per la brama di sapere com'è andata.

Temi Principali dell'Opera

  1. L’amore concepito esclusivamente come sensuale: Una visione laica, tipica della cultura rinascimentale.
  2. La beffa: Evidenzia l’influsso della novellistica toscana. A differenza del Decameron, però, la vicenda dello sciocco beffato non presenta una visione della vita spensierata e gioiosa.
  3. Visione della società: L’autore sorride con ironia e amarezza del degrado morale della sua Firenze, dominata da egoismo, inganno e avidità.

Riflessioni e Connessioni Filosofiche

  • Umanesimo e destino: Per gli umanisti, l’uomo è interamente capace di costruire il proprio destino. Questo si riflette anche nei testi di strategia militare: nella prima parte del Principe si parla di eserciti antichi e moderni e delle caratteristiche dell’esercito ideale.
  • Cinismo e corruzione: I personaggi della Mandragola sono cinici, opportunisti e non fanno che architettare inganni. Corruzione e degrado colpiscono sia i carnefici sia le vittime: ognuno pensa soltanto al proprio profitto e il male che regna sul mondo non trova ostacoli.
  • Ligurio come "Il Principe": Il personaggio che rappresenta il principe in modo più completo è Ligurio. È dotato di logica ed è proprio per questo che l'inganno funziona esattamente come vuole lui.
  • La virtù di Lucrezia: Il personaggio più virtuoso della commedia è Lucrezia. Ha la capacità di adattarsi e di adeguarsi alla fortuna, prevedendo i cambiamenti futuri.
  • Il regno dell'astuzia: La Mandragola non è il regno della forza e dell’astuzia, ma solo dell’astuzia. Il principe può usare la forza, il cittadino privato no: può ricorrere soltanto all’ingegno.
  • Principio di imitazione: Tipico dell'Umanesimo, studia i classici e li imita, sostenendo che anche le loro opere erano divertenti tanto quanto la Mandragola.
  • L'occasione mancata: Non viene colta l’occasione immediata perché viene pianificato un piano preciso per Callimaco.
  • La psicologia femminile: Alle donne piacciono i "cattivi" e gli uomini giovani (come Lucrezia con Callimaco).
  • La ragione fraudolenta: Non è l’impeto irrazionale e passionale, né l’audacia giovanile (capace di imporsi sulla fortuna) a vincere; è invece la ragione fraudolenta ad avere la meglio sui valori e sulle resistenze della donna.
  • Fortuna e Virtù: La fortuna è arbitra solo della metà delle azioni dell'uomo, mentre l'altra metà è nelle mani di quest'ultimo (come dimostra il piano orchestrato per Callimaco). La fortuna positiva coincide con l'occasione.

Le Canzoni (Cantate da Ninfe e Pastori)

  • Introduzione: Poiché la vita è breve e piena di affanni, passiamo il tempo inseguendo i nostri desideri. Siamo condotti qui dal dio Amore, che governa tutti. Grazie a lui e a Dio potete essere lieti, godere della commedia e ringraziare chi l’ha scritta.
  • Dopo il Primo Atto: Tutto il caos è provocato dal dio Amore. La passione politica viene sostituita dalla passione amorosa.
  • Dopo il Secondo Atto: Nicia è sciocco. Quel poco di cervello che ha è abbagliato dal desiderio di avere figli a qualsiasi costo. L’autore, tuttavia, vede anche i lati positivi di questa stupidità: lo sciocco non è divorato dall’ambizione né prova timore, due sentimenti che sono sempre causa di affanni e dolore.
  • Dopo il Terzo Atto: Il coro fa l’elogio dell’inganno e della ragione fraudolenta. Molto probabilmente l’ingannato non è altrettanto ottimista e disposto alla lode: è una questione di punti di vista. Machiavelli fa trionfare la ragione fraudolenta.
  • Dopo il Quarto Atto: Machiavelli dimentica temporaneamente i suoi interessi politici e si abbandona, affascinato, ai languidi pensieri d’amore a cui le ore della notte inclinano i mortali.

Il Principe di Niccolò Machiavelli: Sintesi dei Capitoli

Capitolo I: I diversi tipi di principato e i modi per acquistarli

  • Ragionamento deduttivo: Parte da una premessa maggiore indiscutibile.
  • Buon Principe vs Principe Buono: Il "buon principe" è colui che è politicamente valido ed efficace; il "principe buono" si riferisce invece alle sue qualità morali e d'animo.
  • Verità effettuale: Machiavelli non cerca l’immagine del principe ideale, ma la sua verità effettuale (basata sull'evidenza dei fatti o sullo studio dei classici).
  • Metodo deduttivo: Parte da tesi astratte e usa esempi storici concreti per dimostrarle.
  • Metodo induttivo: Parte dall'analisi di un’esperienza precisa per ricavare norme generali.
  • Struttura gerarchica dei governi: Struttura dei tipi di governo e dei principati attraverso un ragionamento dilemmatico ad esclusione.
  • Opposizione agli Specula Principis: Si oppone al modello medievale degli "specchi del principe", che indicavano le virtù di un sovrano ideale e quindi astratto. Machiavelli vuole fornire consigli pratici per affrontare situazioni concrete.

Capitolo VI: I principati nuovi che si acquistano con le proprie armi e virtù

  • Principio di imitazione: Non si può trattare un tema come i principati senza fare riferimento agli esempi del passato; è lecito e necessario imitarli.
  • Esempi storici: Vengono citati grandi personaggi come Ciro, Mosè, Teseo e Romolo.
  • La chiave del successo: La VIRTÙ, intesa come la capacità di riconoscere l'occasione offerta dalla fortuna e agire con tempestività.
  • L'Occasione: In greco è rappresentata come un bambino con le ali ai piedi che cammina sul filo del rasoio. In latino è una vox media (sorte buona, cattiva o neutra).
  • La Fortuna: Può essere positiva (occasione), negativa (paragonata a un fiume in piena) o neutrale. Viene tradizionalmente raffigurata bendata, alata o in equilibrio instabile su due sfere.
  • Uso della forza: Poiché è difficile attivare e mantenere la virtù, talvolta è necessario usare la forza ed essere crudeli.

Capitolo XV: Le cose per le quali gli uomini, e specialmente i principi, sono lodati o biasimati

  • Realismo politico: Il principe che vuole mantenersi al potere deve imparare a poter essere non buono, usando le diverse possibilità morali (dalla cattiveria alla bontà) a seconda della necessità.
  • La generosità: Non bisogna essere sempre generosi, altrimenti lo Stato è costretto ad aumentare le tasse, danneggiando i sudditi.
  • Lo scopo supremo: Utilizzare virtù utili o vizi apparentemente dannosi, avendo come unico fine il bene e la stabilità dello Stato.

Capitolo XVIII: In che modo i principi devono mantenere la parola data

  • La verità effettuale della promessa: Come dimostra l’esperienza concreta, non è necessario che il principe mantenga sempre la parola data; anzi, chi usa l’astuzia ha spesso maggior successo.
  • La legge e la forza: Il principe deve saper usare sia la legge (propria dell'uomo) sia la forza (propria della bestia).
  • L'importance dell'apparire: Poiché gli uomini hanno bisogno di credere nella bontà di chi li governa, è più importante per il principe mostrare di essere buono che esserlo veramente, poiché la bontà assoluta può nuocere allo Stato.
  • Dissimulazione: Il principe deve saper dissimulare il tradimento della parola data, un'azione necessaria per agire politicamente tra uomini dominati dalla slealtà e dall'egoismo.
  • I mezzi e il fine: Poiché l'obiettivo finale è il miglioramento della condizione dello Stato e della popolazione, occorre agire efficacemente utilizzando tutti i mezzi necessari.
  • La Prudenza: Simboleggiata dal serpente (astuzia/inganno) e dallo specchio (capacità di guardarsi intorno).
  • Le tre età dell'azione politica:
    • Giovinezza: Il Cane (fedele).
    • Maturità: Il Leone (forte).
    • Anzianità: Il Lupo (ingannevole).
  • Preveggenza: Bisogna agire conoscendo il passato e prevedendo il futuro.

Voci correlate: